April 9, 2019 / 1:00 PM / 8 months ago

Italia, Fmi taglia stima crescita 2019, pesano domanda interna e tassi Btp

MILANO, 9 aprile (Reuters) - A parere del Fondo monetario internazionale l’economia italiana fatica a crescere quest’anno, principalmente a causa della debolezza della domanda interna, ma anche per i rendimenti dei titoli di Stato, ancora elevati.

In particolare, l’organismo di Washington ha abbassato la stima di crescita per quest’anno a +0,1% da +0,6% della proiezione di gennaio, mantenendo invariata a +0,9% quella per il 2020.

Cattive prospettive anche per i conti pubblici con un deficit a 2,7% del Pil a livello generale, 2,1% strutturale, e un debito a 133,4%. Nella bozza del Def che il governo varerà oggi, il rapporto debito/Pil è stimato in rialzo a 132,7% includendo i proventi da privatizzazioni.

Anche il quadro globale, secondo il rapporto ‘World economic outlook’ in cui il Fondo fa il punto sulle prospettive delle principali economie mondiali, non è roseo: la crescita è stata compromessa, tra gli altri fattori, dall’escalation nelle tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti e dalle problematiche dell’automotive tedesco, oltre che dalle politiche del credito più stringenti in Cina.

Il Fondo ha rivisto al ribasso le stime anche per la zona euro nel suo complesso, passando a un’espansione dell’1,3% dall’1,5% di gennaio.

Anche per quanto riguarda la Germania, la modifica delle previsioni è in senso negativo: nel dettaglio, Berlino dovrebbe concludere il 2019 con una crescita dello 0,8% dall’1,3% di gennaio. Giù anche le stime per la Francia, che passerebbe per l’anno in corso dall’1,5% all’1,3%.

A condizionare l’economia europea, scrive il Fondo, è stata soprattutto la perdita di slancio dovuta all’indebolimento della fiducia dei consumatori e degli imprenditori. Specialmente in Italia, poi, con l’ampliarsi dello spread tra titoli di Stato, è diminuito il numero di investimenti.

Il Fondo sottolinea che incertezza sul piano fiscale e rendimenti elevati, combinati con una recessione ancora più grave, potrebbero contagiare altre economie.

“Un periodo prolungato di rendimenti elevati produrrebbe ulteriore stress sulle banche italiane, pesando sull’attività economica, e peggiorando la dinamica del debito”, prosegue il Fondo.

Cattive notizie anche per gli Stati Uniti, ancora coinvolti in una disputa commerciale con la Cina: anche in questo caso, il Fondo ha tagliato le prospettive di crescita, scendendo a +2,3%. Bene invece Pechino, le cui previsioni segnano un ulteriore miglioramento a +6,3%.

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