January 9, 2019 / 11:34 AM / 2 months ago

PUNTO 1-Italia, mercato lavoro fermo a novembre con rallentamento economia

 (aggiunge dettagli, contesto, commenti)
    di Elvira Pollina e Giuseppe Fonte
    MILANO/ROMA, 9 gennaio (Reuters) - Dopo due mesi di
crescita, il tasso di disoccupazione in Italia è tornato a
scendere a novembre, in un quadro di sostanziale stabilità
dell'occupazione e di aumento degli inattivi, mentre si
moltiplicano i segnali di rallentamento dell'economia, che
potrebbe essere scivolata in recessione nell'ultima parte del
2018.
    Stando ai dati diffusi stamane da Istat, il tasso di
disoccupazione a novembre è sceso a 10,5% da 10,6% del mese
precedente, a fronte di un calo dei disoccupati di 25 mila unità
accompagnato da un aumento degli inattivi di 26.000 unità,
mentre gli occupati sono cresciuti di appena 4.000 unità.
    Rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, il tasso di
occupazione è aumentato di 3 decimi a 58,6%, mentre il tasso di
disoccupazione è sceso di mezzo punto.
    "Emergono segnali di stanchezza dal punto di vista della
capacità dell'economia di generare nuovi posti di lavoro,
coerente con un quadro di crescente sottostante che non c'è",
commenta Paolo Pizzoli, economista di Ing.
    A parere di Pizzoli, dopo la contrazione di 0,2% osservata
tra giugno e settembre, la probabilità di avere una recessione
tecnica nel quarto trimestre è abbastanza elevata.
    "È verosimile che la prima parte di quest'anno sia
caratterizzata da una crescita debole del'economia anche al di
fuori dei confiti italiani, e questo depotenzia la possibilità
di una'accelerazione della domanda di lavoro", osserva Pizzoli.
    In prospettiva, i fattori d'incertezza sono numerosi e
comprendono la debolezza della congiuntura internazionale,
l'incerto esito del negoziato tra Cina e Stati Uniti sulla
disputa commerciale, che sta frenando l'intera economia
mondiale, la modalità di uscita delle Gran Bretagna dall'Unione
europea e le elezioni Ue di maggio.
    A ciò si aggiunge il rischio che riaffori la tensione tra
l'Italia e i partner europei, dopo il tormentato percorso che ha
portato all'accordo per evitare la procedura d'infrazione sulla
legge di bilancio, contenente, tra l'altro, le risorse per
finanziare il cosiddetto reddito di cittadinanza (in tutto circa
7,1 miliardi).
    Il decreto contenente la misura bandiera del Movimento
Cinque Stelle non è stato ancora varato, ma il provvedimento
consiste di fatto in un sussidio di reinserimento nel mondo del
lavoro riservato alle fasce più deboli della popolazione, che
dovrebbe essere erogato da aprile.
    Centrale sarà il ruolo di coordinamento dei centri per
l'impiego, che dovranno indirizzare il beneficiario della misura
nelle ricerca del lavoro sottoponendogli delle offerte. Dopo tre
rifiuti nell'arco di 18 mesi, il beneficiario perderebbe il
diritto al sussidio. 
    Sull'efficacia nel breve termine della misura, i dubbi degli
addetti ai lavori non mancano. 
    L'incognita principale riguarda il ruolo dei centri
dell'impiego, di cui è previsto un potenziamento, ma la cui
capillarità non sarà nemmeno confrontabile con quella di altri
Paesi europei con misure analoghe, come la Germania.
     "Ricondurre figure marginalizzate sul mercato del lavoro è
ancora più difficile in una fase congiunturale non favorevole,
anche se come sembra, saranno previsti degli incentivi per le
imprese che le assumeranno", conclude Pizzoli.
    
     
    
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