December 21, 2018 / 11:48 AM / 10 months ago

PUNTO 1-Italia, fiducia consumatori e imprese peggiora, segnala rischio recessione

 (Aggiunge commenti e contesto)
    di Elvira Pollina e Giuseppe Fonte
    MILANO/ROMA, 21 dicembre (Reuters) - La fiducia di
consumatori e imprese in Italia è peggiorata in dicembre,
confermando una chiusura d'anno all'insegna della debolezza, in
cui l'economia è esposta al rischio di una recessione, destinata
a deteriorare ulteriormente le già deboli prospettive per il
2019. 
   Dopo mesi di incertezza, il governo ha siglato una tregua con
la Commissione europea sulla legge di bilancio 2019 ma la fase
di prolungata tensione e le numerose incognite che circondano il
provvedimento rischiano di avere un impatto molto maggiore del
sollievo legato alla scampata procedura di infrazione per
eccesso di debito. 
    Nel dettaglio la fiducia dei consumatori è scesa a 113,1,
minimo da agosto 2017, da 114,7 di novembre, segnando il secondo
mese di calo consecutivo e deludendo le attese, che
prospettavano una discesa a 114. 
    L'indice complessivo di fiducia delle imprese è sceso a 99,8
da 101 di novembre, allungando la fase discendente che prosegue
ininterrottamente da luglio.
    In una fase di debolezza della domanda mondiale, in buona
parte legata alle tensioni sul fronte del commercio
internazionale, il contesto interno rischia quindi di essere
poco favorevole a consumi e investimenti. 
    L'indice di fiducia delle imprese manifatturiere, le più
esposte al rallentamento dell'export, è sceso a 103,6 da 104,3,
minimo da novembre 2016 e sotto le attese pari a 103,8.
    "I dati continuano a raccontarci una storia di debolezza
dell'economia" commenta Paolo Pizzoli, economista di Ing, che si
aspetta nel quarto trimestre un Pil piatto o leggermente
negativo dopo la contrazione di 0,1% segnata nei tra luglio e
settembre. 
    Alla luce della debolezza nella parte finale dell'anno
Pizzoli si appresta a rivedere al ribasso la stima di crescita
di 0,8% sul 2019, già più pessimista rispetto a quella del
target di 1% inserito nella manovra finanziaria frutto del
compromesso tra Roma e Bruxelles.
    L'accordo peraltro, secondo Pizzoli, non è risolutivo e, "se
da un lato la riduzione delle tensioni sullo spread potrebbe
migliorare l'accesso al credito nel brevissimo termine,
dall'altro non è scontato che questo si traduca in una
riaccelerazione degli investimenti". 
    Del resto, rileva l'economista, la tenuta della fiducia del
commercio al dettaglio potrebbe essere la spia di una resilienza
dei consumi, frutto del proseguimento della pur debole fase
espansiva dell'occupazione e della discesa dei prezzi del
greggio.
    "Bisognerà ora capire se il peggioramento della fiducia dei
consumatori, che per ora non mi sembra avere avuto grossi
impatti sui comportamenti di acquisto, all'interno di un quadro
già poco effervescente, si tradurrà in un aumento del tasso di
risparmio", conclude. 
    
     
    
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