October 31, 2018 / 11:52 AM / a year ago

PUNTO 2-Italia, crescita occupati si ferma in trim3, prima volta da fine 2015

 (Aggiunge commento)
    di Elvira Pollina e Valentina Consiglio
    MILANO/ROMA, 31 ottobre (Reuters) - Primi segnali di
assestamento del mercato del lavoro italiano, che su base
trimestrale ha mostrato una variazione nulla degli occupati,
interrompendo la sequenza positiva che proseguiva
ininterrottamente da oltre due anni e mezzo.
    Secondo i dati diffusi stamane da Istat, tra luglio e
settembre gli occupati sono rimasti fermi rispetto al trimestre
precedente, come non avveniva dal quarto trimestre del 2015. 
    L'economia italiana mostra segnali di rallentamento della
crescita, che si è fermata tra luglio e settembre. Nel 2018,
nelle attese degli economisti, il Pil non si espanderà oltre
l'1% dopo +1,6% segnato nel 2017.
    A pesare è soprattutto l'indebolimento della domanda globale
-- che ha pesato sull'industria e sull'export -- in cui giocano
un ruolo le tensioni sul commercio internazionale tra Stati
Uniti e Cina, che si riverberano sugli altri partner. 
    Possibile anche che le incognite riguardanti le scelte di
politica economica del governo Lega-M5S, che ha sfidato mercati
finanziari e Commissione Ue con una manovra che aumenta il
deficit strutturale deviando dal percorso di consolidamento dei
conti pubblici, spingendo verso l'alto i rendimenti dei titoli
di Stato, abbiano spinto imprese e famiglie ad una maggiore
prudenza negli investimenti e nei consumi. 
    Tornando agli occupati, Istat segnala come nell'arco dei 12
mesi l'andamento occupazionale resti positivo: a settembre gli
occupati sono cresciuti di 207.000 unità e perimetro annuo
(+0,9%). In termini assoluti gli occupati restano sui massimi
della serie iniziata dal 2004, intorno quota 23,3 milioni. 
    Sempre su base annua, a settembre i disoccupati sono calati
di 288.000 unità, mentre gli inattivi sono scesi di 19.000 unità
(-0,1%).
    La crescita dell'occupazione continua ad essere guidata dai
dipendenti a termine, che a in un anno sono aumentati di 368.000
unità (+13,1%), mentre i dipendenti permanenti sono scesi
184.000 unità (-1,2%). Crescita marginale (+0,4%, pari a 22.000
unità)per i dipendenti a termine.
    A settembre, il tasso di disoccupazione è risalito a 10,1%
da 9,8% di agosto, mentre la attese erano per un risalita più
contenuta a 9,9%, per effetto di un calo degli occupati
(-34.000) e degli inattivi (-43.000), mentre i disoccupati sono
cresciuti di 81.000 unità.
    "I dati non stupiscono e non cambiano di molto il quadro (ci
aspettavamo una risalita della disoccupazione dopo il forte calo
di agosto)", scrive Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo
in una nota di commento, secondo cui c'è spazio perché "il tasso
dei senza lavoro possa mantenere un trend al ribasso nei
prossimi mesi", mentre c'è maggiore incertezza sul persistere di
condizioni espansive del mercato del lavoro nel medio termine.
    Nell'intera zona euro, a settembre, il tasso di
disoccupazione si è attestato nello stesso mese a 8,1%,
invariato rispetto ad agosto. 
    
     
    
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