September 27, 2018 / 9:52 AM / 3 months ago

PUNTO 2-Italia, risalita fiducia consumatori e manifattura a settembre, resta incertezza

(Aggiunge commento)

di Elvira Pollina e Valentina Consiglio

MILANO/ROMA, 27 settembre (Reuters) - Arrivano a sorpresa segnali timidamente positivi dalla fiducia di consumatori e imprese manifatturiere italiane a settembre, dopo le flessioni osservate il mese precedente in una fase che resta complessivamente interlocutoria e ricca d’incognite.

Sul fronte delle imprese, se l’indice generale diffuso da Istat mostra il terzo cedimento mensile consecutivo, scendendo di due decimi a 103,7, si è interrotto dopo quattro mesi il deterioramento della fiducia del manifatturiero, risalita a 105,7 da 105,0, minimo da gennaio 2017, segnato in agosto. La mediana delle attese degli economisti prospettava un nuovo calo a 104,5.

“Potrebbe stare ad indicare una stabilizzazione dell’attività del settore nell’ultima parte dell’anno”, commenta Nicola Nobile, economista di Oxford di Economics.

Un dato che, secondo Loredana Federico, potrebbe essere legato a “qualche segnale un po’ meno negativo dalla domanda estera”, colpita dalle tensioni sul commercio internazionale tra Stati Uniti e Cina, indisponibili finora a trovare un compromesso.

Tornando ai dati Istat, si conferma una migliore tenuta dell’indice di fiducia dei consumatori, salito a 116,0 da 115,3 di agosto, quando si era registrata una discesa di un punto pieno rispetto al mese precedente. Per settembre la mediana delle attese degli analisti convergeva su una nuova flessione a 114,5.

A supporto della fiducia dei consumatori la dinamica occupazionale. Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo, sottolinea in una nota come le preoccupazioni delle famiglie sulla disoccupazione siano tornate a calare dopo la salita del mese precedente, restando su livelli assolutamente coerenti con una impostazione positiva del mercato del lavoro.

Secondo Nobile, la risalita della fiducia dei consumatori è frutto della stabilizzazione della situazione sui mercati finanziari, dopo i picchi di tensione vissuti in agosto, quando diversi esponenti del governo M5S-Lega hanno evocato lo sforamento del tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil, unita alla speranza che la prossima manovra economica possa mettere in campo misure di spinta alla domanda interna.

Entrato in carica a giugno sulla base di un contratto di governo basato su misure fortemente espansive, l’esecutivo formato da Movimento Cinque Stelle e Lega vive ore di incertezza, con i due partiti che spingono perché il prossimo anno il deficit superi ampiamente il 2% del Pil.

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria mantiene invece una linea più prudente, che non metta a rischio il calo del debito e del deficit strutturale. La divergenza tra Tria e i due azionisti del governo sembra permanere a poche ore dal consiglio dei ministri chiamato a licenziare la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza. Un passaggio cruciale, destinato a condizionare la fiducia degli attori economici nei prossimi mesi.

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