April 24, 2018 / 2:32 PM / in 8 months

PUNTO 1-Italia, cala fiducia imprese e consumatori ma no impatto politica

(Riscrive con commento economista, cambia titolo)

* Indice imprese manifatturiere cala a 107,7, sotto attese

* Indice consumatori a 117,1 da 117,5, sopra attese

ROMA/MILANO, 24 aprile (Reuters) - Scende in aprile la fiducia sia delle imprese sia dei consumatori italiani, anche se il peggioramento del clima non sembra da attribuire allo stallo politico prolungatosi dopo le elezioni del 4 marzo.

L’economista di Intesa Sanpaolo Paolo Mameli osserva che il calo “non appare dovuto alle difficoltà nel processo di formazione di un nuovo governo, in quanto le indicazioni sul clima economico nazionale (sia corrente che atteso) non sono peggiorate rispetto al mese scorso”.

Secondo quanto comunicato stamane dall’Istat, l’indice di fiducia delle imprese manifatturiere è sceso a 107,7 punti dai 108,9 (dato rivisto) di marzo, toccando il minimo da maggio dell’anno scorso.

Il dato è sotto le attese degli analisti, fissate a 108,7.

L’indice complessivo delle aziende (servizi, commercio e costruzioni oltre che manifatturiero) è sceso nel mese in osservazione a 105,1 da 105,9 (rivisto) di marzo.

“Per le imprese manifatturiere si registra un netto peggioramento delle attese sugli ordini, che segue il lieve calo già rilevato a marzo. Dopo la crescita registrata nella seconda metà del 2017, infatti, l’indice del clima di fiducia (...) sembra essere entrato in una fase di stasi nei primi mesi di quest’anno pur conservando una sostanziale tenuta dei livelli produttivi confermata anche dalla dinamica del grado di utilizzo degli impianti” spiega Istat.

Sul fronte dei consumatori, in aprile l’indice scende a 117,1 da 117,5 del mese precedente. Le stime erano per un calo leggermente più ampio, a 116,9.

Nella nota Istat si legge che il “lieve calo” del clima di fiducia dei consumatori è “essenzialmente” dovuto all’evoluzione negativa della componente personale e di quella corrente (con i rispettivi sotto indici scesi da 109,3 a 108,0 e da 115,1 a 114,0); il clima economico e quello futuro mantengono invece “una dinamica con intonazione lievemente positiva rispetto allo scorso mese” (salendo da 141,9 a 142,6 e da 121,1 a 121,3).

“Almeno sinora, la situazione di stallo post elettorale non ha prodotto significativi effetti sull’economia, né sui mercati finanziari” prosegue Mameli. “La flessione del morale delle imprese appare in qualche modo fisiologica dopo i massimi decennali registrati lo scorso autunno e risulta in linea con quanto sta avvenendo negli altri principali Paesi dell’eurozona”.

Il calo della fiducia dunque “non è sorprendente né particolarmente preoccupante” conclude l’economista, anche se, osserva, i dati odierni suggeriscono come in Italia e nel resto della zona euro il picco del ciclo possa essere alle spalle.

(Valentina Consiglio, Giulio Piovaccari)

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