April 10, 2018 / 9:41 AM / 7 months ago

PUNTO 2-Italia, nuova frenata produzione febbraio, rischio trim1 negativo

    * Grafici su economia italiana tmsnrt.rs/2bxVe8n
    * Produzione per raggruppamenti d'industrie
    * Variazione percentuali per settori

 (aggiunge commento, grafico)
    di Elvira Pollina e Valentina Consiglio
    MILANO/ROMA, 10 aprile (Reuters) - Delude le attese la produzione industriale italiana che,
nonostante il contributo consistente dell'energia, non riesce a rimbalzare a febbraio.
    Un segnale di come il picco di attività del manifatturiero potrebbe essere stato raggiunto
alla fine dell'anno scorso, mentre l'inizio del 2018 segnala un indebolimento della crescita. 
    Se il trend di fondo, a detta degli economisti, resta positivo, l'anno si presenta denso
d'incognite, sia dal punto di vista interno, con la fase di stallo politico post-elettorale, che
internazionale, con l'escalation dello scontro commerciale tra Stati Uniti e Cina.
    Nel dettaglio, secondo i numeri diffusi stamane da Istat, la produzione si è contratta di
0,5% su mese dopo la flessione di 1,8% segnata a gennaio, mentre la mediana delle attese degli
analisti interpellati da Reuters in un sondaggio prospettavano un rimbalzo di 0,8%.
    E' la prima volta dalla metà del 2016 che la produzione industriale italiana registra due
variazioni mensili negative di  di fila. 
    Nel confronto mensile è stata registrata una contrazione della produzione in tutti i
raggruppamenti di industrie, ad eccezione dell'energia (+8,1%), che è stato un elemento di
traino in gran parte dell'Europa, per effetto dell'ondata di freddo seguita a un gennaio
relativamente mite.
    Guardando ai settori, le attività manifatturiera segnano una variazione negativa superiore a
quella dell'indice generale, con  un calo di 2,3%. 
    "La sensazione è che quel trend positivo di crescita degli ordini legato all'estrema
vivacità delle domanda mondiale si sia indebolito", sottolinea Loredana Federico, economista di
UniCredit.
    Secondo Federico, per osservare una variazione nulla nel primo trimestre, la produzione
dovrebbe segnare una variazione mensile di almeno l'1% in marzo. 
    
    
    RISCHI A RIBASSO SU PIL TRIM1
    Il rischio, dunque, è che si possa osservare un calo della produzione nei primi tre mesi del
2018, dopo la crescita di 0,8% segnata tra ottobre e dicembre, con conseguenti rischi sul Pil.
    "Riteniamo che i rischi sulla nostra proiezione di crescita del Pil di 0,4% nel primo
trimestre pendano verso il basso", si legge in una nota di commento alla lettura della
produzione dell'economista l'economista di Barclays Fabio Fois. Nel quarto trimestre il Pil è
cresciuto di 0,3% su base congiunturale. 
    Per Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo, il calo della produzione a febbraio segnala
che l'industria potrebbe contribuire negativamente al valore aggiunto nella prima parte del 2018
per la prima volta da quasi due anni. 
    "Di conseguenza il Pil nel 1° trimestre potrebbe rallentare su base congiunturale, anziché
riguadagnare velocità come atteso precedentemente", si legge nella nota di commento di Mameli.
    Per il 2018 Mameli si attende un rallentamento della crescita del Pil a 1,3%, mentre stando
alla stima ufficiale del Tesoro quest'anno il Pil dovrebbe replicare l'espansione di 1,5%
registrata nel 2017. 
    
    
    FASE DI ASSESTAMENTO DIFFUSA IN EUROPA
    Tornando agli odierni numeri Istat, su base annua, la crescita della produzione industriale
italiana -- che nella media del 2017 è stata del 3%, il picco dal 2010 --  ha rallentato a 2,5%,
minimo da aprile dell'anno scorso, da +4,4% di gennaio, risultando anche in questo caso
inferiore al consensus (+4,8%).
    Il trend di assestamento della produzione parrebbe relativamente diffuso a livello europeo.
In Germania a febbraio si è ridotta di 1,6% su mese, con l'energia unica componente a segnare
una variazione positiva. 
    In Francia ha segnato un rimbalzo mensile di 1,2%, interamente guidato dalla componente
energetica, mentre quella manifatturiera ha segnato una flessione di 0,6%.  
    
    Di seguito un grafico con il confronto dell'andamento mensile della produzione in Italia
(arancione) e in Germania (rosa)
    
 
 
 
    

     
    
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