March 1, 2018 / 11:16 AM / 8 months ago

PUNTO 1-Italia, tasso disoccupazione risale oltre 11% a ridosso voto

* Grafici su economia italiana tmsnrt.rs/2bxVe8n

* Occupati per posizione e tipologia

* Tassi occupazione, disoccupazione e inattività (aggiunge commenti, contesto)

di Elvira Pollina e Valentina Consiglio

MILANO/ROMA, 1 marzo (Reuters) - Non arrivano indicazioni particolarmente incoraggianti dal mercato del lavoro italiano alla vigilia delle elezioni di domenica, che probabilmente non consegneranno ad alcun partito o coalizione la maggioranza necessaria per formare un governo, aprendo quindi un periodo di incertezza politica.

A gennaio, secondo i numeri diffusi stamane da Istat, il tasso di disoccupazione è infatti salito a 11,1% da 10,9% di dicembre, rivisto da 10,8%. La mediana delle stime degli economisti interpellati da Reuters in un sondaggio prospettava per gennaio un tasso di disoccupazione a 10,8%.

Se gli occupati hanno mostrato un lieve incremento rispetto a dicembre su base mensile (+0,1%, pari a 25.000 unità), i disoccupati sono aumentati di 64.000 unità (+2,3%), mentre sono tornati a scendere gli inattivi (in calo di 83.000 unità).

“Il calo degli inattivi è la nota forse più positiva, perchè potrebbe essere il sintomo di una fiducia nella possibilità di trovare un lavoro”, commenta Paolo Pizzoli, economista di Ing.

D’altra parte, la creazione di posti di lavoro è rimasta modesta e questo ha spinto verso l’alto il tasso di disoccupazione.

“La prudenza delle imprese è abbastanza naturale, anche se siamo in una fase ciclica positiva, la situazione interna è abbastanza interlocutoria...non si può escludere che a ridosso delle elezioni le imprese abbiano assunto un atteggiamento di maggior cautela su assunzioni ed investimenti, nonostante dai mercati non siano arrivati segnali di panico”, prosegue l’economista.

Il divario con la zona euro, dove il tasso di disoccupazione è rimasto stabile a 8,6%, come da attese, si fa quindi più evidente, anche se la crescita del Pil italiano, che l’anno scorso si è rivelata la migliore da sette anni (+1,5%), ha riportato gli occupati sui livelli pre-crisi, oltre quota 23 milioni.

Il tasso di disoccupazione all’inizio del 2010 però era all’8,4%. In termini assoluti nel gennaio 2010 in Italia i disoccupati erano poco più di 2 milioni, contro i 2,9 milioni circa di gennaio di quest’anno, mentre il picco della crisi si è toccato a novembre 2014 quando il numero dei disoccupati segnò quota 3,34 milioni.

BOOM NUOVA OCCUPAZIONE A TERMINE

Tornando ai dati diffusi oggi, sono poco confortanti anche le indicazioni provenienti dalla scomposizione del dato per tipologia di contratto: a gennaio su base annua gli occupati sono aumentati di 156.000 unità, per effetto di 409.000 nuovi occupati a termine, a fronte del calo di 62.000 unità dei dipendenti a tempo indeterminato e della flessione di 191.000 unità degli indipendenti.

I dati confermano quindi il trend emerso durante l’ultimo anno, ovvero che la creazione di nuova occupazione avviene ormai solo dalla componente a tempo determinato.

Quest’ultima è diventata prevalente dopo la fine degli incentivi più corposi alle assunzioni stabili che hanno accompagnato, nel biennio 2015-2016, l’introduzione del nuovo contratto permanente previsto dal Jobs Act. Questa nuova forma contrattuale ha ridotto gli oneri di licenziamento per le imprese e eliminato l’obbligo di reintegro in caso di licenziamento illegittimo.

Il Jobs Act è un provvedimento bandiera del Partito democratico guidato da Matteo Renzi, che gli ultimi sondaggi disponibili prima del black-out pre-elettorale hanno mostrato in affanno.

AUMENTO OCCUPATI MAGGIORE TRA OVER 50

Giudizio sospeso sui nuovi incentivi introdotti dall’ultima Finanziaria, attivi proprio da gennaio, che prevedono uno sgravio contributivo per l’assunzione di under 35 mai assunti a tempo indeterminato. “Al momento non si riscontrano effetti apprezzabili, ma è davvero troppo presto per trarre conclusioni”, osserva Pizzoli.

Il tasso di disoccupazione nella fascia 15-24 anni a gennaio è sceso a 31,5% da 32,8% di dicembre, con un aumento degli occupati (+61.000 su mese) e un calo degli inattivi (-64.000); nel segmento 25-34 anni il tasso di disoccupazione è salito su base mensile di due decimi di punto a 17,1%, con un aumento degli inattivi di 1.000 unità e un calo degli occupati di 14.000 unità.

Su base annua, l’aumento degli occupati è maggiore nella fascia over 50 (+355.000), per effetto dell’innalzamento dell’età pensionabile, mentre gli occupati nella fascia 25-49 hanno segnato un decremento di 249.000 unità.

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