August 16, 2017 / 10:14 AM / a year ago

PUNTO 2-Italia, Pil trim2 proietta crescita migliore da 2010, più agio su conti

    * Tra aprile e giugno economia cresciuta 0,4% t/t, 1,5% a/a
    * Crescita acquisita già superiore a stima governo 2017
    * Per Istat se ritmo crescita resterà invariato in sem2 Pil
2017 +1,5%
    * Grafici sull'economia italiana in tempo reale tmsnrt.rs/2bxVe8n

 (Aggiunge commenti Daveri)
    di Elvira Pollina e Antonella Cinelli
    MILANO/ROMA, 16 agosto (Reuters) - L'economia italiana
procede su un sentiero di ripresa più solido e sembra ormai
avviata a chiudere l'anno in modo migliore di quanto si potesse
pensare solo qualche mese fa, offrendo al governo maggior
respiro in vista della manovra finanziaria che dovrà essere
varata in autunno.
    I numeri preliminari forniti stamane da Istat certificano
per il secondo trimestre una crescita congiunturale di 0,4%, in
linea alle attese, lo stesso ritmo tenuto tra gennaio e marzo e
nell'ultimo trimestre del 2016.
    Su base annua, il Pil ha segnato un incremento di 1,5% --
l'aumento più alto dal primo trimestre 2011 -- dopo +1,2% dei
primi tre mesi del 2017 (+1,4% il consensus).
    La crescita acquisita è 1,2%, già superiore alla stima per
il 2017 inserita ad aprile dal governo nel Documento di economia
e finanza (+1,1%).
    Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, in una nota a
commento dei numeri Istat, non anticipa nulla sull'ormai
scontata revisione al rialzo, ma rivendica i provvedimenti messi
in campo, dalla riduzione della pressione fiscale sulle famiglie
alle agevolazioni sugli investimenti delle imprese, dalla
riforma del mercato del lavoro agli interventi per metter in
sicurezza il settore bancario.   
    Tornando ai numeri, a questo punto, secondo gli economisti,
l'Italia potrebbe chiudere l'anno con una crescita del Pil di
1,4%-1,5%, la migliore del 2010. Secondo Istat, se il ritmo di
crescita congiunturale restasse invariato, la media annua del
Pil corretto per le giornate lavorative sarebbe dell'1,5%. 
    "Questo vuol dire con buona probabilità che ci sono più
margini di finanza pubblica, soprattutto per disinnescare le
clausole di salvaguardia sull'Iva", commenta Nicola Nobile,
economista di Oxford Economics.
    
    
    CONTRIBUTI POSITIVI DA INDUSTRIA E SERVIZI
    Per quanto riguarda il profilo di crescita, Istat, che
diffonderà a settembre lo spaccato delle componenti, anticipa
che l'industria ha offerto un apporto positivo -- come
ampiamento previsto alla luce dell'andamento brillante della
produzione -- così come positivo è stato l'apporto dei servizi. 
    "Anche gli investimenti dovrebbero aver fornito supporto,
dopo il contributo negativo del primo trimestre, e ipotizziamo
che da questi ultimi possa giungere un contributo positivo nella
seconda parte dell'anno, così come dovrebbe confermarsi
l'apporto positivo della componente consumi privati", commenta
Loredana Federico, che mette in evidenza come il profilo di
crescita appaia nel complesso più sostenibile.
    Il contributo negativo dell'export netto viene letto come
effetto di un rafforzamento della domanda interna e non di una
debolezza del commercio estero. 
    "E' una ripresa figlia di un quadro macro europeo che si
rafforza, grazie anche al buon andamento della domanda
internazionale unita a politiche interne come il quantitative
easing", sintetizza Fedele De Novellis, economista di Ref.
    
    ITALIA PIU' ALLINEATA A RIPRESA ZONA EURO MA RESTA GAP
    Nel secondo trimestre, secondo i numeri diffusi da Eurostat
in mattinata, il Pil della zona euro è cresciuto di 0,6% in
termini congiunturali e di 2,2% su base annua. 
    Il Pil della zona euro, nota Francesco Daveri, economista de
lavoce.info, è tornato ai livelli pre 2008 nel secondo trimestre
del 2015, mentre quello italiano è ancora sotto di 6 punti
percentuali rispetto ai livelli pre-crisi: in dieci trimestri
consecutivi di crescita sono stati recuperati solo 2,9 punti di
Pil.
    L'Italia è fuori dal gruppo di 15 Paesi della blocco della
valuta unica -- Germania e Francia in testa -- che hanno
recuperato quanto perso. 
    "Fatto 100 il Pil del secondo trimestre 2008, nel secondo
trimestre 2017 la Grecia è ferma a 75, l’Italia a 94,3, il
Portogallo a 96, Cipro a 96 e la Finlandia a 98. Proprio nel
secondo trimestre 2017, il Pil della Spagna è ritornato appena
sopra ai suoi livelli di nove anni prima", scrive Daveri.
    Secondo il Fondo monetario internazionale, l'Italia tornerà
ai livelli pre-crisi solo a metà del 2020.
    D'altra parte, nel semestre in corso non sembrano esserci
rischi tali da interrompere la pur lenta risalita.       
    "Da qui alla fine dell'anno, l'unico elemento critico è la
normalizzazione della politica monetaria della Bce, ma il
recente apprezzamento dell'euro potrebbe indurre Francoforte ad
essere più cauta", prosegue De Novellis.  
    "Ci aspettiamo che il quantitative prosegua per tutto il
2018, sebbene gli acquisti di titoli saranno ridotti. Ma i tassi
resteranno negativi e la politica della Bce continuerà ad essere
accomodante, continuando a sostenere la ripresa", conclude
Nobile.
    
       **  Per la tabella sulle variazioni percentuali del Pil
degli ultimi trimestri             
   **  Per la tabella sulle ultime revisioni del Pil
            
    
    -- ha collaborato da Milano Giulio Piovaccari
    
     
    
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