10 maggio 2013 / 10:44 / tra 5 anni

PUNTO 1 - Italia, caduta produzione marzo prelude a calo Pil in trim1

di Elvira Pollina

MILANO, 10 maggio (Reuters) - Calo superiore alle attese per la produzione industriale italiana nel mese di marzo, a conferma di una debolezza che per gli analisti si protrarrà per tutta la prima parte dell‘anno.

Secondo i numeri diffusi stamane da Istat, a marzo la produzione ha subìto una flessione congiunturale dello 0,8% dal -0,9% di febbraio, mentre le attese degli economisti raccolte da Reuters in un sondaggio convergevano su un calo meno mercato, pari a 0,2% punti percentuali.

“Un dato peggiore delle attese ma che non ci stupisce più di tanto, perché le indicazioni provenienti dalla indagini sulla fiducia delle imprese indicano che quest‘ultima resta a un livello molto basso e preludono a un primo e secondo trimestre marcati dal segno meno”, commenta Loredana Federico, economista di UniCredit, secondo cui per osservare i primi accenni di ripresa bisognerà aspettare la parte finale del 2013.

Una previsione che sostanzialmente coincide con quella del neo-ministro dell‘Economia Saccomanni, che ieri sera nel corso di un‘intervista televisiva ha definito fattibile un profilo di ripresa economica tra la seconda parte del 2013 e l‘inizio del prossimo anno.

Su base annua la produzione industriale ha segnato una caduta del 5,2% dopo il -4,0% di febbraio. Anche in questo caso le stime degli analisti erano più ottimistiche, prevedendo una flessione di 3,9 punti percentuali.

“Guardando ai dettagli non emergono sorprese: c‘è una forte debolezza della produzione dei beni di consumo, coerente con la debolezza finale delle famiglie, mentre tengono invece i beni capitali e investimento, componente più legata all‘export”, commenta Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo.

I numeri odierni, tuttavia, confermano le attese di un rallentamento del passo di recessione rispetto all‘ultimo trimestre del 2012.

“A livello di primo trimestre, la produzione dovrebbe essere intorno al -0,4% rispetto al trimestre precedente, quando invece la contrazione era stata del 2,2%”, osserva Paolo Pizzoli, economista di Ing.

Un ragionamento che può essere riproposto pressoché invariato anche per il Pil, che secondo gli analisti, dopo la contrazione dello 0,9% dell‘ultimo trimestre del 2012, punto più basso della fase recessiva che attanaglia l‘economia italiana da due anni, dovrebbe registrare nei primi tre mesi un‘attenuazione del ritmo di caduta.

“Dal punto di vista della comparazione in termini di contrazione proiettata sul prodotto interno lordo, il cui dato sarà diffuso la settimana prossima, c‘è ancora un miglioramento deciso rispetto alla forte contrazione del quarto trimestre 2012. Quindi la stima che noi abbiamo di una contrazione del Pil di 0,4% può essere confermata”, conclude Pizzoli.

( -- hanno collaborato Elisa Anzolin, Claudia Cristoferi, Antonella Cinelli)

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