19 aprile 2012 / 11:54 / tra 6 anni

Italia prima in Europa per persone che non cercano più lavoro

MILANO, 19 aprile (Reuters) - In Italia le persone disponibili a lavorare, ma che hanno rinunciato a cercare un impiego sono salite a 2,897 milioni nel 2011, pari all‘11,6% rispetto al totale delle forze lavoro.

Si tratta di un record negativo all‘interno dell‘Unione europea.

Nei 27 paesi dell‘Unione tale tipologia di persone sono 8,566 milioni, pari al 3,6% delle forze lavoro. Il primato negativo dell‘Italia è seguito dalla Bulgaria con una percentuale di ‘rinunciatari’ dell‘8,6% rispetto alle forze lavoro (286.000 persone), dalla Lettonia (7,4%), Estonia (6,3%.

La Spagna, che pure ha la più elevata percentuale di disoccupati rispetto alle forze lavoro (21,7%), mostra il 4,2% di questa tipologia di persone.

In Italia il numero di questi inattivi, quelli che non hanno svolto almeno un‘azione di ricerca di lavoro nelle quattro settimane precedenti l‘indagine, ma sono comunque disponibili a lavorare entro due settimane ,è cresciuto del 4,8% (+133 mila unità) rispetto al 2010.

Lo dice l‘Istat in un comunicato, precisando che si tratta del livello più elevato dal 2004.

DONNE INATTIVE AL 16,8% CONTRO 7,9% UOMINI

In questo contesto, il divario di genere continua a rimanere elevato. Nella media dello scorso anno, le donne che appartengono a questo gruppo di inattivi corrispondono al 16,8% delle forze di lavoro femminili, a fronte del 7,9 % degli uomini. Continua anche la crescita di questa tipologia anche tra i 15-24enni: dal 30,9% delle forze di lavoro giovanili del 2010 al 33,9% del 2011.

Istat dice che questa tipologia di lavoratori “è fortemente caratterizzata dal fenomeno dello scoraggiamento: il 43% (circa 1,2 milioni di unità) dichiara di non aver cercato un impiego perché convinto di non riuscire a trovarlo”. Questa motivazione interessa in misura consistente sia gli uomini sia le donne.

Oltre allo scoraggiamento, la cura dei figli e/o dei familiari rappresenta per la componente femminile il motivo più significativo della mancata ricerca del lavoro, interessando una donna su cinque. Riguardo alla componente maschile rimane, invece, rilevante l‘atteggiamento di attesa dei risultati di passate azioni di ricerca.

In Italia, gli inattivi che non cercano un impiego rappresentano un aggregato più ampio di quello dei disoccupati in senso stretto (2,108 milioni nel 2011). Nella media europea, invece, i disoccupati risultano pari a più del doppio di questi inattivi.

(Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129504, Reuters messaging: gabriella.bruschi.reuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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