17 aprile 2012 / 17:29 / tra 6 anni

PUNTO 1 - Tesoro rivede deficit 2012 a 1,7%, 2013 a 0,5% - Bozza Def

* Pil 2012 -1,2%, 2013 +0,5%

* Pareggio 2013 raggiunto in termini strutturali

* Debito 2012 a 123,4%, poi comincia a scendere

* Pressione fiscale sopra 45% fino a tutto 2014 (Accorpa pezzi e aggiunge dettagli)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 17 aprile (Reuters) - Il governo si avvia a rivedere al rialzo le stime sull‘indebitamento netto in rapporto al Pil, che nel 2013 dovrebbe attestarsi allo 0,5%.

È quanto emerge dalla bozza del Documento di economia e finanza (Def) che il Consiglio dei ministri esaminerà domani.

Il documento, di cui Reuters possiede una copia, alza la stima del rapporto deficit/Pil all‘1,7% nel 2012, allo 0,5% nel 2013 e allo 0,1% nel 2014. Nel 2015 il bilancio dello Stato dovrebbe registrare un saldo pari a zero.

Approvando la manovra correttiva di dicembre, il governo aveva depositato in Parlamento una relazione in cui scriveva che “gli obbiettivi programmatici di indebitamento netto per il periodo 2012-2014 restano confermati e anzi presentano un lieve miglioramento”. Le ultime stime pubbliche in valore percentuale risalivano a settembre e indicavano un deficit all‘1,6% del Pil nel 2012 e allo 0,1% nel 2013.

La bozza fornisce anche le nuove previsioni sul debito pubblico, che si avvia a toccare nel 2012 il massimo storico a quota 123,4% del Pil. Il rapporto debito/Pil comincerà a scendere a partire dal 2013, quando dovrebbe raggiungere il livello di 121,6%. In base alla bozza il debito dovrebbe scendere ulteriormente al 118,3% del Pil nel 2014 e al 114,4% nel 2015.

Il peggioramento delle stime di finanza pubblica tiene conto della recessione più acuta del previsto. Il documento rivede la stima del Pil nel 2012 a -1,2% dal -0,4% indicato a dicembre. Migliora invece la previsione per il 2013, quando il Pil dovrebbe crescere dello 0,5% dal precedente +0,3%. Il Def conferma poi il +1% del 2014 e prevede +1,2% nel 2015.

PAREGGIO BILANCIO CONFERMATO IN TERMINI STRUTTURALI

Il Tesoro sembra fugare i timori che la recessione renda necessaria una nuova manovra correttiva per centrare gli obiettivi concordati con la Commissione europea, in linea alle ripetute dichiarazioni del presidente del Consiglio Mario Monti.

“Da dicembre si è registrato un ulteriore deterioramento delle condizioni economiche ma anche una significativa riduzione dei rendimenti sui titoli di Stato. Unitamente alle misure già adottate e trasformate in legge, questo consente al Governo di confermare sostanzialmente il percorso di risanamento finanziario che era stato tracciato allora: l‘indebitamento netto ritorna ampiamente al di sotto del valore di riferimento del 3,0% nell‘anno in corso e si riduce progressivamente negli anni successivi, consentendo di raggiungere il pareggio di bilancio in termini strutturali nel 2013”, spiega il Def.

“Il deficit strutturale dovrebbe ridursi di 3,2 punti percentuali nel 2012 fino a raggiungere nel 2013 un avanzo pari allo 0,6% del Pil, oltrepassando con un ampio margine l‘obiettivo di bilancio di medio periodo (Mto). Negli anni successivi il saldo strutturale si mantiene ben al di sopra dell‘Mto”, continua il documento.

La spesa per interessi è vista al 5,3% del Pil nel 2012, al 5,4% nel 2013, al 5,6% nel 2014, al 5,8% nel 2015.

L‘avanzo primario è visto al 3,6% nel 2012, al 4,9% nel 2013, al 5,5% nel 2014 e al 5,7% nel 2015.

Brutte notizie per gli italiani derivano dalla pressione fiscale, che resterà superiore al 45% del Pil fino a tutto il 2014.

Nel dettaglio il Tesoro prevede un peso di tasse e contributi in rapporto al Pil pari al 45,1% nel 2012, al 45,4% nel 2013 e al 45,3% nel 2014. Nel 2015 la pressione fiscale dovrebbe scendere al 44,9% del Pil.

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