17 aprile 2012 / 15:54 / 6 anni fa

PUNTO 1-Italia,Fmi esclude pareggio bilancio 2013, pesa recessione

(Aggiunge dichiarazioni Cottarelli)

di Elvira Pollina

MILANO, 17 aprile (Reuters) - Per il Fondo monetario internazionale, l‘Italia l‘anno prossimo non riuscirà a centrare il pareggio di bilancio, obiettivo di finanza pubblica concordato in sede europea.

A impedire il raggiungimento del target è la recessione: infatti depurando i conti pubblici dalla congiuntura negativa, il bilancio italiano risulterebbe in avanzo il prossimo anno.

E’ questo il quadro delineato dal‘Fiscal monitor’, documento con cui l‘organizzazione di Washington tratteggia lo scenario di finanza pubblica con cui dovranno confrontarsi le principali economie avanzate ed emergenti.

Secondo il Fondo monetario, quest‘anno il rapporto deficit/Pil per l‘Italia si attesterà al 2,4%, mentre l‘anno prossimo, pur calando all‘1,5%, si terrà lontano dal pareggio.

I numeri pubblicati oggi dall‘organismo guidato da Christine Lagarde registrano, comunque, un miglioramento rispetto all‘ultimo aggiornamento del rapporto, risalente allo scorso gennaio, in cui per il 2012 era stimato un deficit del 2,8% mentre per il 2013 veniva indicato un disavanzo del 2,3%.

“Questo deficit se si materializzasse sarebbe il terzo più basso nella zona euro” ha sottolineato il direttore del Dipartimento affari fiscali del Fmi Carlo Cottarelli, nella conferenza stampa di presentazione del rapporto.

Da notare che, a livello strutturale, ovvero depurando i conti dall‘effetto del ciclo, il Fondo prevede invece per l‘Italia un avanzo di bilancio per lo 0,6% nel 2013. Un aspetto sottolineato dallo stesso Cottarelli.

“Al netto degli effetti del ciclo ci sarà un surplus [di bilancio] e questo è importante perchè sempre di più nella zona euro le regole fiscali si stanno focalizzando su target al netto degli effetti ciclici” ha affermato il funzionario.

Oggi pomeriggio l‘Fmi ha annunciato di aver lievemente migliorato le stime relative alla caduta del Pil per quest‘anno (-1,9% da -2,2%) e il prossimo (-0,3% da -0,6%). .

Rispetto all‘ultima versione del rapporto, secondo il Fmi per l‘Italia risultano lievemente migliorate anche le proiezioni del rapporto debito/Pil, che salirà quest‘anno al 123,4% (contro il 125,3% stimato a gennaio)dal 120,1% del 2011, mentre il prossimo si attesterà al 123,8% (126,6% la precedente stima), scendendo sotto il 120% solo nel 2017. Le previsioni del governo per quest‘anno indicano un rapporto debito/Pil al 119,5%, per il prossimo del 116,1%.

ANCHE PICCOLI SHOCK SONO RISCHIO

In un‘intervista pubblicata oggi dal quotidiano ‘Il Sole 24 ore’ il numero uno del Fmi Christine Lagarde ha definito sufficienti le misure di risanamento dei conti intraprese dall‘Italia, sottolineando come esse generino un surplus primario più alto per ridurre il debito, evitando di danneggiare troppo la crescita.

Tuttavia, nel rapporto, il Fmi avverte che il percorso di stabilizzazione del debito potrebbe essere a messo a rischio da squilibri tra tassi d‘interesse e tassi di crescita anche più piccoli di quelli evidenziatisi tra il 2011 e il 2012.

“Per molte economie avanzate - comprese l‘Italia, il Regno Unito e la Francia, anche relativamente piccoli shock tra tassi d‘interesse e crescita... sarebbero sufficienti a impedire la stabilizzazione del debito nel medio termine, malgrado i sostanziali miglioramenti nell‘avanzo primario messi nel conto fino al 2015”.

Nel Fiscal monitor, il Fondo stima che l‘Italia sarà uno dei pochi Paesi avanzati a generare un avanzo primario nel 2012. Per quest‘anno l‘istituzione con sede a Washington prevede un surplus del 3% del Pil, che salirà al 4% nel 2013 e proseguirà un percorso ascendente fino al 2017, quando toccherà il 5,1%.

Il rapporto del Fondo monetario evidenzia inoltre l‘incremento della pressione fiscale, che quest‘anno salirà al 48,3% del Pil dal 46,0% del 2011. La situazione non migliorerà nel 2013, quando toccherà la soglia del 49%, che verrà oltrepassata - seppur frazionalmente - negli anni successivi.

Nel ventennio 2010-2030, infine, secondo l‘analisi del Fmi, l‘Italia ridurrà la spesa pensionistica per un ammontare pari all‘1,6% del Pil, anche grazie alle recenti modifiche del sistema previdenziale introdotte dal governo di Mario Monti, in controtendenza rispetto alle altre economie avanzate.

(--- ha collaborato Antonella Ciancio)

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