18 gennaio 2012 / 15:18 / tra 6 anni

SINTESI-Italia verso downgrade ma no a scenari di default-Fitch

MILANO, 18 gennaio (Reuters) - Dopo il taglio del rating operato da S&P la settimana la scorsa, l‘Italia si avvia con ogni probabilità ad un downgrade anche da parte di Fitch, nonostante i segnali positivi che giungono dall‘azione del governo Monti. Ma senza che lo scenario di un default sovrano italiano rientri tra le aspettative dell‘agenzia di rating.

Il taglio del rating dell‘Italia, fino a due ‘notch’ dall‘attuale A+, dovrebbe arrivare entro fine gennaio, al termine della review che Fitch sta conducendo su diversi paesi dell‘area euro (oltre a Italia, anche Francia, Spagna, Belgio. Irlanda, Portogallo, Slovenia e Cipro), come anticipato più volte negli ultimi giorni da esponenti dell‘agenzia.

“Un taglio di due notch è una delle possibili opzioni”, ha confermato questa mattina Alessandro Settepani, head of business and relationship management di Fitch Italia, durante la tappa milanese del road-show europeo dell‘agenzia di rating. “Il comitato valuterà il rating dell‘Italia sulla base dei livelli di finanziamento e delle misure per la crescita”.

Venerdì scorso S&P ha tagliato, di due notch, il rating italiano, a BBB+ con outlook negativo, insieme a quello di altri otto paesi della zona euro, Francia compresa.

Già ieri l‘esponente di Fitch, a margine di un‘audizione alla Camera, aveva spiegato che il Tesoro continua a dover fare i conti con tassi di finanziamento elevati, che proiettati su un orizzonte di quattro-cinque anni avrebbero un significativo impatto peggiorativo sui conti del paese: una situazione di mercato che, se immutata, non può che spingere verso il basso i rating italiani.

Molto importante per le sorti e la dinamica del rating italiano, secondo l‘agenzia, sarà anche la risposta delle istituzioni europee alla crisi finanziaria in atto.

“Un accordo europeo a fine mese sul fiscal compact sarà uno dei fattori presi in considerazione per la valutazione del rating dell‘Italia”, ha affermato oggi Settepani sottolineando che il quadro cambierà in caso di soluzione “veloce e immediata” oppure “lenta, lunga e dolorosa”.

PER ITALIA NON C‘E’ SCENARIO DI DEFAULT

A differenza della Grecia, destinata secondo Fitch al default indipendentemente dall‘esito della trattativa sul riscadenziamento dei bond di Atene detenuti dalle banche, l‘agenzia non ritiene che nel futuro dell‘Italia ci possa essere uno scenario di fallimento.

“Certamente non è la nostra aspettativa, abbiamo ancora l‘Italia con rating A+, se ci fosse la possibilità di un default avremmo un rating molto più basso”, ha affermato questa mattina il responsabile europeo del team sovrano di Fitch, Edward Parker, a margine del convegno organizzato dall‘agenzia. “L‘Italia ha buoni fondamentali nonostante una bassa crescita”, ha aggiunto.

Parker ha ricordato, tra i punti di forza del paese, la posizione di deficit relativamente bassa, un settore privato “vivace”, un settore manifatturiero che ha una posizione esterna “vicina al pareggio” e - a differenza di altri paesi come Spagna e Irlanda - il fatto che non si sia mai verificato un boom non sostenibile di credito al settore privato.

“L‘altra ragione è che l‘Italia è assolutamente sistemica per la zona euro, l‘Italia è veramente ‘too big to fail’ e ci aspetteremmo che l‘Europa intervenga per evitare un eventuale default” ha aggiunto l‘analista, da cui è arrivato anche un buon giudizio dei primi due mesi circa di vita del governo Monti.

“Ha avuto un buon inizio, che ha contribuito a ricostituire la fiducia sull‘Italia (...), le politiche decise sono quelle giuste e di cui c‘era bisogno” ha affermato Parker. “Il precedente governo ha perso l‘occasione per implementare le riforme e l‘aggiustamento fiscale in un periodo molto più favorevole di quello attuale e ha anche perso la credibilità verso gli altri partner della zona euro”.

Il cambio di passo avuto col governo Monti sembra tuttavia non sufficiente per scongiurare il downgrade dell‘Italia in quanto, come ha sottolineato Parker, “c’è tanto da fare ancora”, in una situazione che rimane “fragile”, con le finanze del paese penalizzate dal divario tra tassi di interesse e tasso di crescita, nonostante i buoni dati di deficit.

“Quello che occorre fare è dare una scossa alla fiducia degli investitori e abbassare i tassi di interesse sul debito” ha concluso l‘analista di Fitch. “L‘area chiave su cui Monti può fare la differenza è nel dare maggiore fiducia sull‘azione politica italiana”.

(Giulio Piovaccari)

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