February 8, 2019 / 12:36 PM / 6 months ago

PUNTO 2-Italia, tonfo produzione aumenta rischio Pil negativo anche in trim1

* Produzione trim4 -1,1%, Prometeia vede nuovo calo in trim1

* Grafici su economia italiana tmsnrt.rs/2bxVe8n (aggiunge commenti)

di Elvira Pollina e Valentina Consiglio

MILANO/ROMA, 8 febbraio (Reuters) - La chiusura d’anno più debole delle attese della produzione industriale italiana aumenta il rischio che la recessione tecnica in cui è scivolata l’economia prosegua nel primo trimestre e che il 2019 sia un anno di sostanziale stagnazione per l’economia.

Stando ai dati diffusi stamane da Istat, negli ultimi tre mesi del 2018 la produzione industriale ha segnato la caduta peggiore circa quattro anni, con una contrazione di 1,1%.

Ai minimi dal 2014 la crescita media annua, che l’anno scorso si è drasticamente attenuata a 0,8% da 3,6% segnato nel 2017.

Secondo Prometeia, anche il primo trimestre dovrebbe chiudersi con una caduta dell’attività industriale di 1,5% su base trimestrale dopo -1,1% segnato nei tre mesi al 31 dicembre.

“La probabilità che il Pil resti in territorio negativo anche a inizio 2019 appare elevata” avverte Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo, in una nota.

L’economia italiana ha inanellato due trimestri consecutivi di contrazione nel secondo semestre del 2018, entrando in recessione tecnica.

Al rallentamento del commercio internazionale si è aggiunta la tensione sui mercati finanziari provocata dall’incertezza legata alle politiche economiche del governo, che ha intrapreso una battaglia con la Commissione europea sui conti pubblici conclusasi con la revisione del target del deficit a 2,04% da 2,4% inizialmente proposto.

L’incertezza ha penalizzato gli investimenti mentre non tra gli addetti ai lavori permane scetticismo sul fatto che le misure bandiera dei due partiti di governo — l’introduzione di un sussidio per favorire il rientro sul mercato del lavoro delle fasce più deboli della popolazione e l’apertura di una finestra per consentire l’accesso anticipato alla pensione — siano in grado di dare sostegno alla crescita.

DIFFICOLTA’ DI TENUTA

A conferma di un’assenza di segnali di inversione di tendenza, lo stesso Istat ha segnalato come l’indicatore anticipatore di gennaio abbia registrato una nuova marcata flessione, evidenziando “serie difficoltà di tenuta” dell’attività economica italiana.

Il deludente dato della produzione ha portato il Cer a rivedere in senso ulteriormente negativo la propria stima sul Pil per il periodo gennaio-marzo, abbassata a -0,3% da -0,2% indicato solo lunedì.

Revisione al ribasso anche per le stime di Barclays, secondo cui il trimestre in corso si chiuderà con una discesa congiunturale del Pil di 0,1%, mentre in precedenza indicava una variazione nulla. Abbassata anche la stima di crescita dell’economia per l’intero 2019, a zero da +0,2%.

“Per evitare che la recessione, sinora solo ‘tecnica’, si estenda a inizio 2019, occorrerebbe un’espansione significativa nei servizi, che al momento non appare coerente con le indagini di fiducia” aggiunge Mameli, secondo cui a questo punto il rischio di una stagnazione dell’attività economica nell’intero 2019 è alto.

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