March 13, 2017 / 11:50 AM / 2 years ago

PUNTO 2-Italia inizia 2017 con tonfo produzione, prospettive positive ma emergono incognite

    * Produzione industriale gennaio -2,3% m/m dopo +1,4%
dicembre
    * E' calo peggiore da 5 anni, delude consensus -0,8%
    * Economisti confermano outlook ripresa industria
    * Dato odierno suggerisce possibile rallentamento in trim1
    * Grafici su economia Italia: su tmsnrt.rs/2bxVe8n

 (Aggiunge commento Mameli)
    di Elvira Pollina e Valentina Consiglio
    ROMA/MILANO, 13 marzo (Reuters) - Inizio d'anno all'insegna
di una debolezza più marcata delle attese per la produzione
industriale italiana, che a gennaio si è contratta dopo un
semestre particolarmente brillante, portando in primo piano una
serie di incognite che pendono sulla consistenza delle
prospettive positive del settore per il 2017.
    Nel dettaglio, secondo i dati preliminari forniti stamane da
Istat, a gennaio la produzione si è contratta di 2,3% su base
mensile dopo l'incremento di 1,4% segnato a dicembre.
    Si tratta dal calo peggiore da 5 anni che interrompe
bruscamente la striscia di dati mensili positivi che durava da
settembre. La mediana delle attese degli economisti interpellati
da Reuters in un sondaggio prospettava una discesa di 0,8%.
    "L'ingresso nel trimestre è stato davvero molto debole, e
questo riduce la possibilità di vedere una prosecuzione del
ritmo di crescita osservato nell'ultima parte dell'anno scorso",
sottolinea Loredana Federico, economista di UniCredit.
    A perimetro annuo la produzione si è contratta di 0,5% dopo
il balzo di 6,8% segnato a dicembre, rivisto da +6,6% indicato
inizialmente. Il consensus convergeva su un rallentamento a
+3,3%.
    La dinamica trimestrale resta positiva ma s'indebolisce: tra
novembre e gennaio la produzione resta in crescita di 0,5% ma 
nel terzo e nel quarto trimestre la produzione industriale ha
segnato rispettivamente incrementi di 1,2% e 1,1%. 
    Nella media del 2016 la produzione industriale ha segnato
una crescita di 1,6% dopo 1,1% del 2015.
    Secondo Federico le prospettive restano positive,
soprattutto alla luce dei segnali di accelerazione della domanda
estera.
    Del resto, le indagini congiunturali relative all'attività
del settore manifatturiero italiano hanno mostrato solo una
marginale decelerazione del ritmo di crescita in gennaio
            , seguita da un balzo al massimo da oltre un anno a
febbraio             .
    Nella lettura del deato non va dimenticata anche la
volatlità legata ai giorni lavorativi. In particolare -- nota
Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo -- la distribuzione
delle festività ha giocato in senso favorevole a dicembre (molti
giorni festivi e semifestivi sono caduti nel fine settimana) e
in senso opposto a gennaio, che ha visto molte imprese
riprendere l'attività solo il 9, più tardi del solito.
    "In tal senso, se già ci aspettavamo un rimbalzo a febbraio,
esso potrebbe essere anche più marcato di quanto atteso in
precedenza ovvero di entità comparabile alla flessione vista a
gennaio", ragiona Mameli.
      
    REBUS INVESTIMENTI
    Tornando ai dati odierni e osservando allo spaccato per
comparti, l'unica variazione congiunturale positiva è quella
dell'energia (+3,1%); diminuiscono invece i beni strumentali
(-5,3%), i beni intermedi (-3,4%) e i beni di consumo (-1,6%).
    "L'elemento di maggiore negatività è la dinamica dei beni
strumentali, visto che per quest'anno ci si aspetta che,
nell'ambito della domanda interna, gli investimenti si
sostituiscano ai consumi delle famiglie, e da lì arrivi un
contributo positivo al Pil", sintetizza Paolo Pizzoli,
economista di Ing. 
    "Le condizioni perchè ciò avvenga ci sono e stiamo parlando
di un solo dato, ma va detto che non è particolarmente
incoraggiante", prosegue.
    Pizzoli, Federico e Mameli confermano la proiezione di una
crescita del Pil di 0,2% nel primo trimestre. "Di certo, dopo il
dato odierno non vedo più rischi di sorprese verso l'alto",
chiosa Pizzoli. Il governo e i principali previsori privati ed
istituzionali si aspettano che l'economia cresca quest'anno di
1%, sostanzialmente replicando la perfomance del 2016.
    Per quanto riguarda la produzione industriale, allargando lo
sguardo alle altre principali economie della zona euro,
l'industria tedesca ha registrato un incremento congiunturale di
2,8%, quella francese una flessione di 0,5%. Domani 14 marzo
Eurostat renderà noto il dato relativo all'intera zona euro. Il
consensus converge su rimbalzo congiunturale di 1,3% dopo -1,6%
di dicembre.

    
     
    
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