15 novembre 2011 / 16:54 / 6 anni fa

Italia, con tagli oltre necessità disponibili risorse per crescita - Deaglio

MILANO, 15 novembre (Reuters) - Mario Monti, se e una volta insediato a capo del nuovo esecutivo, deve procedere a una manovra superiore alla necessità per destinarne una quota a misure per la crescita. Una mossa che implica un forte consenso politico.

A dirlo è l‘economista Mario Deaglio

“Monti deve verificare subito la necessità di nuovi interventi. Se vedrà che c’è ancora da tagliare 100, potrebbe tagliare 150 per destinare il 50 aggiuntivo a elementi strategici per la crescita. Per questo ci vuole l‘adeguato consenso politico”, spiega Deaglio durante la presentazione del XVI Rapporto del Centro Luigi Einaudi ques‘anno intitolato “La crisi che non passa”.

Sul dove prendere le risorse il professore torinese indica in prima battuta “un taglio delle spese militari a partire da una revisione del piano di partecipazione alle missioni militari internazionali” e, dal lato delle entrate, un‘imposta patrimoniale verso cui “gran parte dei cittadini coinvolti sarebbe favorevole a patto di un buon impegno delle risorse prelevate”.

A Monti Deaglio, dopo i recenti attacchi subiti da parte di Francia e Germania chiede anche di “riconquistare all‘Italia la sedia che non le viene più riservata ai consessi internazionali ristretti”.

Nell‘immediato, lo scenario migliore è quello che vede Monti mettere fine ai dubbi con la formazione del governo già oggi. “L‘andamento dello spread in questi giorni è un fedele indicatore di come va il cammino di Monti” commenta Deaglio. Lo spread Btp/Bund 10 anni oggi a fine giornata è risalito sino a 540 punti base, pericolosamente vicino al massimo storico di 576 visto lo scorso mercoledì.

Se invece il tentativo di Monti fallisse, spiega Deaglio rispetto a quattro scenari presentati per il futuro dell‘economia globale, per l‘Italia si prefigura il rischio di insolvenza programmata.

ITALIA SOFFRE MANCATO TRAINO EXPORT

L‘economia italiana di cui Monti dovrà prendersi cura, sottolinea Deaglio, soffre la debolezza del fattore export come dimostra la riduzione della quota della produzione destinata alle esportazioni.

A fronte di uno sfondamento verso l‘Asia di alcuni prodotti, l‘Italia ha perso decisamente terreno in settori pesanti come chimia, farmaceutica, automobilistico, ricorda il professore torinese. “A questo punto l‘Italia sconta un mix di rigidità che la confina in seconda linea. Rischia di diventare un paese che esporta prodotti di lusso e di nicchia. A quel punto si è fuori dai consessi internazionali per gli argomenti che contano a partire dalle grandi scelte energetiche”, aggiunge.

In questa fase l‘Italia sconta anche decisioni internazionali, come quella dei parametri fissati con Basilea 3 che impone alle banche capitalizzazioni consistenti, togliendo rirorse per finanziare le imprese. “Se gli impieghi sono sani, non dovrebbe esserci troppa attenzione alla capitalizzazione”, commenta Deaglio.

In tema di economia reale l‘economista sottolinea che ”le persone in ‘area disoccupazione’ sono circa il doppio dei 2,8 milioni delle statistiche ufficiali.

Da dove ripartire ? L‘economista ricorda che l‘Italia può contare su fondamentali ancora buoni.

“Il deficit primario è vicino a zero. Le famiglie hanno un fortissismo risparmio privato a cui in casi estremi si potrebbe fare ricorso. E poi, a differenza di altri paesi come la Francia, ha già fatto una riforma pensionistica strutturale anche se con effetti dilatati nel tempo”, ricorda. “Siamo il quarto possessore mondiale di riserve auree. Ci si potrebbero ricavare 2/3 miliardi di euro senza infrangere gli accordi internazionali sulle vendite di oro”.

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