22 maggio 2008 / 09:24 / tra 10 anni

Ue spinga G8 a esprimersi su cambi, coinvolga Cina

ROMA (Reuters) - La crisi internazionale è lungi dall‘essere assorbita e, per uscirne, la Ue deve convincere il G8 ad affrontare il tema dei cambi coinvolgendo in questo anche la Cina.

<p>Una bancoota da un dollaro. REUTERS/Mark Blinch (CANADA)</p>

Sul fronte continentale, la Ue deve rilanciare gli investimenti sulle reti e le infrastrutture e per far questo si potrebbe esaminare con attenzione la proposta del ministro italiano all‘Economia Giulio Tremonti di emettere dei bond europei.

Lo ha detto il neo presidente della Confindustria Emma Marcegaglia nel suo intervento all‘Assemblea annuale dell‘associazione degli imprenditori.

GLOBALIZZAZIONE E NUOVA LEADERSHIP UE

“La globalizzazione dei mercati, le nuove tecnologie, i flussi migratori sono realtà con le quali dobbiamo misurarci. Un‘opzione diversa non c’è. Il tema è come gestire la globalizzazione, quale governance adottare”, ha detto il neo presidente della Confindustria.

Secondo la Marcegaglia ci vuole però “rispetto di regole comuni” contro monopoli interni, dumping, cambi sottovalutati, contraffazione e abbassamento degli standard di sicurezza.

La Marcegaglia ha riaffermato che la Ue “resta il nostro punto fondamentale di riferimento”, ma non deve porre vincoli e “deve ritrovare leadership a livello internazionale per guidare i cambiamenti e le sfide in maniera condivisa”.

LA POLITICA DEI CAMBI, Il G8 E LA CINA

L‘Europa deve “aumentare gli investimenti nelle tecnologie digitali ed energetiche, nelle reti infrastrutturali, nell‘ambiente. Per finanziare questi progetti servirebbe una revisione complessiva del budget comunitario. E va approfondita la proposta di obbligazioni europee sul mercato dei capitali, come ha rilanciato Giulio Tremonti”, ha detto.

“L‘Unione europea deve continuare a spingere il G8 a pronunciarsi sui cambi e deve coinvolgere la Cina nelle discussioni sull‘assetto valutario”, ha quindi aggiunto.

Secondo la Marcegaglia “un euro troppo sopravvalutato nei confronti del dollaro penalizza in modo insostenibile le nostre esportazioni”.

CRISI MERCATI HA POSTO FINE A FINANZA DI CARTA

“La crisi dei mercati finanziari sembra ancora lontana dall‘essere riassorbita e allunga le sue ombre sulle prospettive di breve e medio termine. Deve indurre a profonde riflessioni”, ha aggiunto la Macegaglia, la prima presidente donna degli industriali dopo 26 uomini. E ha spiegato: “Molti prodotti finanziari offerti sui mercati internazionali erano complessi e opachi e hanno addossato ai clienti rischi molto alti. La fase dell‘eccesso di debito e dei castelli di carta è finita. all‘azione di stabilizzazione attuata con successo dalle banche centrali dovrà seguire una incisiva azione dei regolatori”.

“La pura produzione di finanza a mezzo di finanza, senza valore aggiunto per debitori e investitori, ha mostrato tutti i suoi limiti e ha generato una profonda crisi si fiducia”, ha aggiunto concludendo: “La favola del credito ad alto profitto e senza rischi è stata smascherata. E’ tempo di tornare alla vecchia, solida realtà dei finanziamenti all‘attività produttiva e agli investimenti”.

La Marcegaglia salva le banche italiane definendole quelle “in assoluto con meno rischi e responsabilità” nella crisi dei mutui, ma le invita a collaborare con le imprese per far ripartire la crescita italiana.

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