4 gennaio 2008 / 13:07 / tra 10 anni

Cresce tensione su problema salari dopo dati inflazione dicembre

ROMA (Reuters) - Cresce la tensione sul tema del potere d‘acquisto dei salari, in vista dell‘incontro di martedì prossimo fra governo e parti sociali, dopo che i dati Istat di oggi sull‘inflazione in dicembre hanno fatto registrare un balzo annuo del 2,6% (nonostante la media annua di +1,8%).

<p>Immagine d'archivio di monete accanto a una tombola. BLIFE REUTERS/Tony Gentile DJM</p>

Associazioni dei consumatori e organizzazioni dei lavoratori esprimono preoccupazione e criticano l‘esecutivo, dopo i segnali distensivi giunti ieri dal premier Romano Prodi sull‘importanza di un dialogo tempestivo, e l‘invito del ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ad evitare lo sciopero “preventivo” già minacciato da Cgil, Cisl e Uil.

La segretaria generale dello Spi-Cgil (sindacato dei pensionati), Betty Leone, ritiene “urgente affrontare la questione di una politica dei redditi basata su sviluppo e ridistribuzione, per contrastare la grave perdita di potere d‘acquisto di salari e pensioni” soprattutto alla luce dei corsi del petrolio, che hanno superato ieri i 100 dollari al barile.

Secondo Istat, in dicembre vi è stato un aumento tendenziale dell‘11,6% per i prezzi della benzina, del 15,4% per quelli del gasolio, mentre i combustili per riscaldamento hanno fatto segnare un balzo del 13%.

La Leone si concentra in particolare sul problema delle pensioni che, secondo la sindacalista, “hanno sofferto in questi mesi più dei salari, perché sono aumentati soprattutto i prezzi dei beni di primaria necessità che incidono maggiormente sui consumi degli anziani, e perché, a fronte di un‘inflazione che va oltre il 2%, le pensioni saranno rivalutate nel 2008 solo dell‘1,6%”. Cioè sulla base dell‘inflazione programmata.

A difesa dei salari pubblici, che tuttavia in questi anni hanno registrato incrementi superiori a quelli del settore privato, interviene il segretario generale Cisl-Fp, Rino Tarelli.

Nel settore pubblico, Sanità, Enti locali e Agenzie fiscali aspettano il rinnovo dei contratti.

“Milioni di persone guardano con preoccupazione ai prezzi dei generi alimentari e alle bollette delle utenze, che crescono in continuazione senza freni né controlli. Intanto gli stipendi dei lavoratori pubblici sono inadeguati al punto da risultare i più bassi in tutta Europa”, scrive Tarelli.

Il prezzo del pane è salito in dicembre del 12,3% su base annua.

Pessimista lo scenario delineato dalla Confcommercio, secondo la quale il dato di dicembre conferma come la tendenza alla ripresa del processo inflazionistico in tutta Europa non si sia ancora esaurita e proseguirà nel breve periodo.

L‘ufficio studi di Confcommercio rileva comunque come l‘inflazione italiana, calcolata sulla base dell‘indice armonizzato, sia al di sotto dei valori europei (+2,8% a fronte del 3,1% stimato per la media della Ue) e di Paesi come Germania (3,1%) e Spagna (+4,3%).

L‘Adiconsum ritiene “urgente un provvedimento del governo su controllo dei prezzi e adeguamento dei salari per evitare un calo dei consumi”.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below