3 aprile 2008 / 07:59 / 10 anni fa

TESTO INTEGRALE - Italia, Pmi servizi marzo

MILANO, 3 aprile (Reuters) - Di seguito il testo integrale dell‘indagine Pmi Reuters/Adaci di marzo sul settore servizi italiano.

Ancora contrazione delle attività a marzo a causa di un‘altra flessione dei nuovi ordini. L‘inflazione dei costi è stata la più rapida di tutta la storia di questa indagine.

Il settore dei servizi in Italia ha registrato, a marzo, un‘altra contrazione dovuta alle persistenti difficoltà delle condizioni di mercato. Questo risultato è stato in parte causato dall‘alta pressione inflazionistica che ha fatto diminuire il potere d‘acquisto dei clienti. La flessione delle attività commerciali è il risultato anche della crisi del credito a livello mondiale e delle incertezze politiche; nel frattempo la diminuzione dei nuovi ordini ricevuti ha portato ad una riduzione del livello occupazionale.

Il Business Activity Index NTC/ADACI destagionalizzato del mese di marzo si è attestato al di sotto del valore critico di cambiamento di 50,0 registrando il quarto mese consecutivo di contrazione delle attività. Ciononostante l‘indice è salito da 47,2 del mese di febbraio a 48,8 indicando solo una lieve diminuzione e la più lenta negli ultimi tre mesi. Il settore degli Hotel e Ristoranti e quello dei Trasporti e Magazzinaggi hanno registrato i livelli di contrazione maggiore.

La riduzione delle attività è il risultato di un minor numero di nuovi ordini ricevuti, in discesa per il quinto mese consecutivo. Qualcuno ha spiegato come la minore domanda di servizi da parte dei clienti deriva da una diminuzione dei livelli occupazionali; il tasso di contrazione però ha rallentato raggiungendo un livello più lento di quello osservato nel mese di febbraio. Tra le sei categorie monitorate da questa indagine, il settore dei Trasporti e Magazzinaggi ha fatto registrare la contrazione più alta dei nuovi ordini.

Il livello di commesse inevase è diminuito a marzo per l‘ottavo mese consecutivo. Le aziende intervistate hanno spiegato che il minor numero di nuovi ordini ha permesso loro di smaltire ulteriormente gli arretrati di lavoro; ciononostante il tasso di riduzione delle commesse inevase è stato più lento di quello registrato a febbraio. Qualcuno ha anche aggiunto che la riduzione dei livelli di manodopera ha fatto aumentare leggermente la pressione sulle capacità delle aziende. Dopo due mesi di espansione, a marzo le aziende hanno dovuto ridurre i loro organici visto il calo delle nuove commesse acquisite. Gli intervistati hanno spiegato che il calo del personale è stato il risultato della mancata sostituzione di chi ha lasciato le aziende, anche a seguito di licenziamenti; si tratta comunque di una riduzione solo marginale.

A marzo le imprese del terziario restano comunque positive rispetto alle prospettive dei prossimi dodici mesi; questo ottimismo deriva dai probabili successi delle campagne pubblicitarie e dalle aspettative di un incremento dei volumi dei nuovi ordini. Se paragonato a febbraio, il livello di ottimismo però si è ridotto. L‘indagine ha poi suggerito come alcune aziende sperano che le prossime elezioni politiche interrompano questa impasse e migliorino le condizioni generali, mentre altre hanno attribuito il loro pessimismo alle continue incertezze politiche.

La media dei costi gestionali è cresciuta, a marzo, al tasso più rapido di tutta la storia di questa indagine. Le aziende hanno attribuito questo aumento alla crescita dei prezzi delle materie prime, mentre altre hanno spiegato come l‘aumento del prezzo del petrolio ha fatto salire il prezzo dell‘energia e dei carburanti. Qualcun altro ancora ha riportato un aumento degli stipendi pagati ai dipendenti, visto che questi ultimi hanno cercato di mantenere inalterato il loro potere d‘acquisto nelle trattative per il rinnovo dei contratti. Le imprese hanno poi aggiunto di aver trasferito sui clienti finali l‘aumento dei costi dei carburanti e degli stipendi attraverso l‘innalzamento dei prezzi alla vendita. La media dei prezzi finali di vendita è salita, a marzo, per il settimo mese consecutivo.

BUSINESS ACTIVITY

Le attività si sono ridotte, a marzo, per il quarto mese consecutivo con la riduzione più alta registrata nel settore degli Hotel e Ristoranti e quello dei Trasporti e Magazzinaggi. Le aziende intervistate hanno assistito ad una riduzione delle loro attività, in linea con la contrazione delle nuove commesse acquisite, causata, in parte, dalle difficili condizioni del mercato in seguito alla crisi del credito a livello mondiale. Ciononostante il Business Activity Index è salito da 47,2 di febbraio a 48,8 indicando quindi un lieve tasso di contrazione, il più lento negli ultimi tre mesi.

NUOVI ORDINI

A marzo diminuiscono per il quinto mese consecutivo le nuove commesse acquisite; le aziende intervistate hanno attribuito questa contrazione ad una riduzione del potere d‘acquisto dei clienti a seguito della forte inflazione. Qualcuno ha anche spiegato che la domanda di servizi è diminuita a causa del calo occupazionale. Pur tuttavia, salito da 47,1 di febbraio a 48,3, l‘indice destagionalizzato dei Nuovi Ordini ha indicato un lieve tasso di flessione, più lento rispetto al mese precedente. Tra le sei categorie monitorate da questa indagine, la contrazione più alta degli ordini ricevuti è stata registrata nel settore dei Trasporti e Magazzinaggi.

INDICE LAVORO INEVASO

A marzo, il livello delle commesse non ancora evase si è ridotto per l‘ottavo mese consecutivo con poco meno del 15% degli intervistati che ha assistito ad una riduzione. Gli intervistati hanno riportato che questo calo è il risultato di un minor volume di nuove commesse acquisite. L‘indice destagionalizzato delle Commesse Inevase, salito da 46,4 del mese precedente a 47,6 ha indicato un forte tasso di contrazione, più lento però di quello del mese precedente. Qualche intervistato ha parlato di un più basso livello occupazionale che ha fatto soffrire leggermente la capacità produttiva delle aziende.

OCCUPAZIONE

A 49,0 del mese di marzo, sceso da 52,1 di febbraio, l‘indice destagionalizzato dell‘Occupazione ha raggiunto il suo livello più basso registrato dall‘agosto del 2005, indicando quindi solo un lieve tasso di contrazione dei livelli occupazionali. Questa flessione arriva dopo due mesi di espansione; più del 10% degli intervistati ha riportato un numero di dipendenti più basso. Questa contrazione è stata attribuita al minor numero dei nuovi ordini ricevuti; qualcuno ha anche aggiunto che questa riduzione occupazionale è stata il risultato della mancata sostituzione di chi ha lasciato le aziende, anche a seguito di licenziamenti. Ciononostante qualcuno ha anche aggiunto di avere l‘intenzione di assumere nuovo personale più in là nel corso dell‘anno.

PREZZI APPLICATI

La media dei prezzi alla vendita è cresciuta, a marzo, per il settimo mese consecutivo con poco meno del 12% degli intervistati che ha riportato una crescita. Gli intervistati hanno spiegato di aver trasferito sui clienti finali l‘aumento dei costi gestionali come il carburante e gli stipendi ai dipendenti. L‘indice destagionalizzato delle Tariffe Applicate, salito da 50,8 del mese precedente a 52,1, ha indicato un lieve tasso di crescita, più rapido del mese scorso. In più l‘indice è risultato più alto della media registrata nel 2007 (50,9). Tra i settori monitorati dall‘indagine, solo quello degli Hotel e Ristoranti ha riportato una riduzione della media delle tariffe applicate.

PREZZI

La media dei costi di gestione è cresciuta a marzo, e più del 37% degli intervistati ne ha riportato un incremento. Questo risultato è stato attribuito all‘aumento sia del costo delle materie prime che del petrolio che ha fatto aumentare di conseguenza i costi energetici e dei carburanti. Qualche intervistato ha poi citato l‘aumento degli stipendi pagati ai dipendenti visto che questi ultimi hanno cercato di mantenere inalterato il loro potere d‘acquisto a seguito del rinnovo dei contratti. In più, l‘indice destagionalizzato dei Costi di Gestione ha toccato 66,4, in salita da 63,8 del mese precedente indicando così un forte tasso di crescita, il più rapido osservato in tutta la storia di questa indagine.

PROSPETTIVE ATTIVITÀ FUTURA

A marzo le aziende del terziario sono risultate ottimiste circa le aspettative per i prossimi dodici mesi con più del 39% degli intervistati che prevede un miglioramento; questo ottimismo si basa su aspettative di successo di alcune campagne pubblicitarie. L‘indice delle Aspettative Future, sceso a 64,4 da 65,2 del mese di febbraio, ha indicato un forte livello di ottimismo anche se più debole di quello registrato nel mese precedente. L‘indagine ha poi suggerito come da un lato qualche azienda è ottimista circa le prossime elezioni e la possibilità che pongano fine a questa impasse migliorando le condizioni generali, mentre altre hanno attribuito il loro pessimismo alle continue incertezze politiche.

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