March 30, 2020 / 1:24 PM / 2 months ago

Banche zona euro sospendono dividendi per costruire tesoretto in guerra a coronavirus

ZURIGO / LONDRA, 30 marzo (Reuters) - Le banche della zona euro stanno rivedendo i propri piani per la restituzione di denaro agli azionisti su richiesta delle autorità di controllo a favore di un rafforzamento delle riserve di liquidità, in un quadro in cui l’epidemia di coronavirus minaccia di far cadere l’economia mondiale in una profonda recessione.

Dato che le misure di contrasto della pandemia portano a una paralisi dell’attività economica, le banche si trovano ora in prima linea nella battaglia volta a mantenere in vita le imprese che stanno vedendo la propria liquidità prosciugarsi, ma istituti di credito di alcuni Paesi come la Svizzera e gli Stati Uniti, in netto contrasto con le direttive, proseguono nella distribuzione dei dividendi.

La scorsa settimana la Banca centrale europea ha chiesto agli istituti di sospendere dividendi e buyback almeno fino a ottobre, stimando che in questo modo risparmierebbero 30 miliardi di euro da destinare a sostegno dell’economia.

La richiesta della Bce è stata da molti vista come una contropartita a seguito degli aiuti concessi alle banche in occasione delle operazioni di salvataggio in cui gli istituti hanno potuto attingere alle riserve di capitale e di liquidità della banca centrale per ottenere credito a basso prezzo.

Ieri in Italia, attuale epicentro dell’epidemia in Europa, UniCredit ha sospeso la distribuzione del dividendo previsto per il 2019 e del piano di buyback, diventando così la prima banca italiana a rispondere alle richieste della Bce.

Intesa Sanpaolo esaminerà la comunicazione della Bce sulla politica dei dividendi nel Cda di domani, mentre Banca Generali e Banca Mediolanum hanno comunicato stamane il rinvio della proposta di distribuzione di dividendi sui conti 2019.

La banca olandese Abn Amro, che ha subito una perdita di circa 200 milioni di dollari durante i recenti tumulti del mercato, ha seguito l’esempio e ha dichiarato che avrebbe anch’essa messo per ora da parte i dividendi, così come ING, la banca specializzata in credito agricolo Rabobank e la belga KBC.

In Irlanda, paese che è stato costretto a richiedere un piano di salvataggio internazionale durante l’ultima crisi finanziaria, Bank of Ireland e Allied Irish Banks hanno annullato i pagamenti dei dividendi previsti sullo scorso anno.

Tali manovre verranno accolte con sollievo da parte dei regolatori e aiuteranno a dissipare i timori che gli sforzi da miliardi di euro da parte di banche centrali e governi volti ad arginare l’impatto economico dell’epidemia di coronavirus sulle imprese, banche comprese, finiscano nelle tasche degli azionisti.

Gli investitori hanno accolto la notizia con minore entusiasmo e oggi i titoli bancari sono calati bruscamente, come nel caso di ING, ABN Amro, AIB e Bank of Ireland che hanno registrato un calo di oltre il 6%.

CONGELAMENTO GLOBALE

Nel fine settimana Agustin Carstens, direttore generale della Banca dei regolamenti internazionali, un’organizzazione ombrello per le banche centrali, ha dichiarato che “è necessario un congelamento globale dei dividendi bancari e dei buyback” a fronte dell’epidemia di coronavirus.

Alcuni istituti di credito sono tuttavia determinati a portare avanti i pagamenti agli azionisti. Le banche svizzere hanno ignorato le indicazioni degli enti regolatori locali, mentre negli Stati Uniti le otto banche principali hanno bloccato i riacquisti di azioni senza però ridurre i dividendi nonostante la crescente pressione politica.

La principale banca svizzera e più grande gestore patrimoniale al mondo, UBS ha dichiarato che porterà avanti il piano di distribuzione dei dividendi per il 2019 nonostante le indicazioni dell’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari FINMA e del governo svizzero fossero di limitare i pagamenti.

La banca, salvata dieci anni fa dal governo federale svizzero con un conferimento di capitale di 6 miliardi di franchi durante la crisi finanziaria, ha dichiarato di essere in grado di dare sostegno all’economia e allo stesso tempo di pagare un dividendo agli azionisti.

Anche la diretta concorrente Credit Suisse ha affermato di non aver in programma alcuna modifica al dividendo già proposto.

Nel frattempo, la Bank of England ha richiesto agli enti finanziari di non utilizzare denaro di stimolo a beneficio degli azionisti, senza però pubblicare alcuna guida sull’erogazione dei pagamenti.

È fissata a venerdì la data di scadenza di Barclays per il pagamento di dividendi pari a 1 miliardo di sterline, mentre quella di HSBC è il 14 aprile e quella di RBS , di proprietà per più del 60% del contribuente britannico, il 4 maggio.

Oggi gli amministratori delegati di otto banche britanniche prenderanno parte a una videoconferenza con Christopher Woolard, amministratore delegato della Financial Conduct Authority (FCA), per discutere delle opzioni volte ad alleggerire gli oneri per i clienti, il pagamento dei dividendi e i bonus per i dipendenti.

“È molto difficile pensare che alle banche britanniche non venga chiesto di sospendere dividendi e riacquisti”, ha dichiarato John Cronin, analista di Goodbody in una nota.

La Prudential Regulation Authority della Bank of England non ha voluto rilasciare dichiarazioni a riguardo. )

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