April 18, 2019 / 10:33 AM / 6 months ago

Mediaset spinge su merger paneuropeo, ma con chi farlo tante ipotesi - PS Berlusconi

COLOGNO MONZESE, 18 aprile (Reuters) - Mediaset spinge sul progetto di creare un “broadcaster” paneuropeo delle tv generaliste, con il Biscione che farà da motore, ma non si sbilancia su quali saranno i partner. Una cosa è certa: i francesi di Vivendi, che detengono il 29,9% dei diritti di voto di Mediaset, non avranno alcun ruolo attivo.

E’ quanto ha detto l’AD del Biscione, Pier Silvio Berlusconi, parlando con i giornalisti al termine dell’assemblea che ha approvato il bilancio 2018 e anche il voto maggiorato che blinderà ancora di più la Fininvest della famiglia Berlusconi nel capitale della società televisiva.

Stamani sia a Vivendi sia a Simon Fiduciaria — a cui i francesi hanno girato il 19,19% del capitale di Mediaset per ottemperare alla richiesta dell’Agcom a seguito della doppia partecipazione anche in Tim — è stato impedito l’esercizio dei diritti di voto in assemblea. Al rappresentante di Vivendi, tuttavia, è stato concesso l’ingresso in assemblea. Ma i francesi hanno deciso di non intervenire.

“Non è una forzatura. Si tratta di una questione tecnico legale, non hanno diritto di voto, potevano entrare ma hanno scelto di non farlo”, ha sottolineato Pier Silvio Berlusconi.

Quanto al progetto paneuropeo, “stiamo lavorando con impegno a trovare una quadra industriale. Prima di fare qualunque passo vogliamo essere convinti di un progetto che abbia un senso industriale e che possa stare in piedi, con chi farlo le possibilità sono davvero tante. Capita la quadra capiremo anche come muoverci”, ha sottolineato Berlusconi.

Su un punto ha poi precisato: “Il progetto è fatto da Mediaset, che ne è il motore, Vivendi entra in quanto socio, ma non avrà alcuna parte attiva”.

Una tempistica c’è ed è quella del 25 luglio quando è in programma un Cda di Mediaset per decidere se distribuire o meno la cedola sul bilancio 2018. “In qualche modo il 25 luglio è una scadenza”, ha detto.

Infine, un cenno sull’andamento del mercato della pubblicità.

“E’ un mercato con poca visibilità, un mercato tosto”, ha dichiarato, citando la situazione politica ed economica e alla scadenza elettorale di fine maggio. “Noi partiamo con un perimetro di offerta diverso da quello del 2018 perché non abbiamo il calcio pay né la Champions né i mondiali, i numeri sono tosti e vediamo un semestre, tolto il perimetro del calcio, speriamo alla pari”.

(Giancarlo Navach)

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