30 aprile 2009 / 09:20 / tra 8 anni

PORTAFOGLI-Con tassi bassi piace cedola ricca ma occhio a prezzi

di Maria Pia Quaglia

MILANO, 30 aprile (Reuters) - Utili sotto pressione e rendimenti risicati sui governativi hanno acceso i riflettori degli investitori sui gruppi ancora in grado di distribuire una cedola, possibilmente ricca.

Questa la visione che emerge dall‘ultimo sondaggio Reuters-Lipper condotto fra 9 primari asset manager in Italia anche se non manca chi punta il dito contro le valutazioni, talvolta tirate, di alcuni settori cosiddetti “difensivi”.

A flussi di cassa stabili e dividend yield elevati si affidano sempre di più, secondo Sella Gestioni, soprattutto compagnie assicurative e fondi pensione europei, alla ricerca di investimenti alternativi alle obbligazioni per coprire le proprie esigenze di lungo periodo.

“A differenza dei fondi pensione anglosassoni che, tradizionalmente più esposti all‘azionario, con la crisi dei mercati hanno dovuto riequilibrare il portafoglio comprando bond per garantirsi flussi stabili, quelli europei si stanno orientando verso titoli con strutture di dividendo stabili”, sottolinea Nicola Trivelli, direttore investimenti di Sella Gestioni.

“Comprare adesso, a questi prezzi, significa anche assicurarsi un possibile capital gain in futuro”, aggiunge.

Con i tassi ai minimi, la politica di distribuzione dei dividendi appare attraente soprattutto per alcuni settori come quello farmaceutico, dei servizi di pubblica utilità e petrolifero. “Sono due o tre mesi che molti pharma vengono penalizzati”, osserva Trivelli, escludendo la recente euforia del comparto per effetto della diffusione del nuovo virus dell‘influenza suina. “Ma proprio questi titoli hanno flussi di cassa stabili e una situazione di debito più leggera (di altri ndr) e quindi sono preferibili per garantire una sostenibilità del dividendo nel tempo”, aggiunge.

Non mancano in Europa esempi di gruppi farmaceutici più generosi con i propri azionisti rispetto allo scorso esercizio: da Glaxosmithkline (GSK.L) a Sanofi-Aventis (SASY.PA) a Novartis NOVN.VX. Restando in Italia, dove il settore è poco rappresentato, Recordati (RECI.MI) ha aumentato la cedola del 16% a 0,25 euro.

“Soprattutto in un‘ottica di investimento di lungo periodo abbiamo fatto qualche puntata su energia, utilities ma anche industriali, settori che peraltro riteniamo attraenti al di là del dividendo”, afferma Marco Bonifacio, gestore di Zenit sgr. “Il dividendo è una storia di singoli titoli più che di settori”, avverte.

Per Pioneer Investments si tratta addirittura di una scelta più opportunistica, legata alle condizioni contingenti dei mercati, che di prospettiva.

“Non fidandosi di certi recuperi soprattutto sui finanziari e i ciclici - rimbalzi molto violenti associati al bear market - avere difensivi come telefonici e utilities, che in larga parte offrono un buon dividendo, aiuta”, osserva un gestore dell‘asset management di Unicredit (CRDI.MI).

“Ma bisogna fare attenzione a non rimpinzarsi di questi settori perchè le valutazioni incorporano già largamente questa difensività”, aggiunge.

Anche fra le utility, numerosi sono i gruppi europei che hanno remunerato di più gli azionisti quest‘anno. In Italia, Terna (TRN.MI) ha aumentato il dividendo del 4,6% a 0,158 euro e ha detto che punta ad incrementare il payout di almeno il 4% all‘anno fino al 2013; ma è cresciuta anche la cedola della britannica International Power IPR.L (+20%), quella della tedesca RWE (RWEG.DE) (+43%) e il dividendo dell‘austriaca Verbund (VERB.VI).

Fra i petroliferi, infine, Trivelli cita Eni (ENI.MI) che, pur confermando la cedola dell‘anno scorso, ha detto di puntare a un dividend yield superiore rispetto alle altre major di pari livello.Il primo gruppo oil europeo Shell (RDSa.L) ha aumentato la cedola prevista per il primo trimestre del 2009; dividendo più corposo anche per i soci della numero tre Total (TOTF.PA).

La crisi economica e prima finanziaria ha costretto a ridurre o sospendere la distribuzione del dividendo molte società, gruppi bancari in testa, questi ultimi nel tentativo di arginare il deterioramento dei propri coefficienti patrimoniali.

In Italia, Intesa SanPaolo (ISP.MI) non ha distribuito dividendo e Unicredit (CRDI.MI) darà una cedola ordinaria in azioni.

Il sondaggio mensile Reuters Lipper integrale sull‘asset allocation dei gestori in Italia sarà pubblicato alle 15 di oggi 30 aprile.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below