28 aprile 2009 / 14:44 / tra 8 anni

SINTESI 1 - Rcs, focus su efficienza e qualità, Pandette in Cda

* Rcs lavora a piano efficienza atteso a breve

* Trim1 difficile, anche per effetto-confronto con 2008

* Cda nomina Pagliaro vice presidente

* Pandette si astiene su bilancio, ottiene posto in cda

di Sabina Suzzi

MILANO, 28 aprile (Reuters) - Rcs (RCSM.MI) lavora a un piano di interventi finalizzato all‘efficienza che sarà pronto a breve.

Fondamentale, per affrontare la crisi generale dell‘editoria, è puntare sulla qualità dei prodotti e focalizzarsi sull‘interazione tra attività tradizionali e multimediali. No invece ai sussidi che metterebbero a rischio l‘indipendenza di una società.

Lo hanno dichiarato i vertici Rcs durante l‘assemblea che ha approvato il bilancio 2008 e nominato un nuovo Cda di 21 membri, con un posto andato alla lista di minoranza di Giuseppe Rotelli.

“Non esistono parametri nazionali e internazionali a cui far riferimento per la soluzione della crisi”, ha detto l‘Ad Antonello Perricone rispondendo alle domande dei soci. “Abbiamo deciso di agire con la massima determinazione in una logica di efficientamento”.

Il gruppo, ha ricordato, sta lavorando in questo senso in tutte le divisioni, in Italia e all‘estero, e predisporrà un piano di interventi da presentare al Cda.

“Dobbiamo individuare qual è il modello di riferimento futuro per una sana azienda editoriale”, ha proseguito. “Credo che entro breve potrebbe essere pronto un piano di interventi che vada in questa direzione”. L‘editoria sta attraversando una “profonda trasformazione” e gli editori devono tenerne conto, ha proseguito l‘Ad. “Un punto centrale è l‘interazione tra attività tradizionali e digitali”.

Quanto ai primi mesi dell‘anno, Perricone ha sottolineato che risentono pesantemente degli ultimi mesi del 2008 e soffrono di un confronto con un primo trimestre 2008 positivo in termini di raccolta pubblicitaria.

Dal canto suo il presidente Piergaetano Marchetti ha evidenziato che per uscire dalla crisi “dobbiamo tutti insieme rimboccarci le maniche”.

“Non vogliamo essere un‘impresa, un settore che vive di sussidi perché questo metterebbe in dubbio la nostra capacità di produrre reddito e metterebbe a rischio l‘indipendenza”, ha dichiarato. “Ciò non toglie che dove è di sua competenza lo Stato deve fare la sua parte come in tema di ammortizzatori sociali”.

Un gruppo come Rcs, che ha pubblicato il best seller ‘La casta’, non può “diventare parte di una casta assistita e parassitaria, è una questione di coerenza”, ha proseguito. “Qui non ci sono santuari né posizioni particolari da difendere”.

NON PREVISTO AUMENTO CAPITALE, PER CESSIONI NON E’ MOMENTO

In assemblea Perricone ha ribadito che il gruppo non prevede al momento un aumento di capitale.

Sul fronte delle dismissioni, Marchetti ha ricordato che il gruppo ha detto di non escludere revisioni del perimetro per quanto riguarda attività non core. Ma, ha sottolineato, “non siamo in un periodo in cui le transazioni sul mercato trovano le condizioni migliori”.

Quanto all‘autorizzazione al buyback approvata oggi dai soci, in assemblea Marchetti ha sottolineato che si tratta di una delibera di routine. “Al momento nessuno pensa di attivare questa facoltà”, ha aggiunto.

PAGLIARO VICE PRESIDENTE, UN POSTO IN CDA A LISTA ROTELLI

L‘assemblea dei soci oggi ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione, composto da 21 membri, che resterà in carica per il triennio 2009-2011. Un posto va al penalista Marco De Luca, rappresentante della lista di minoranza presentata dalla Pandette Finanziaria di Giuseppe Rotelli.

Il Cda, riunitosi al termine dell‘assemblea, ha confermato presidente Piergaetano Marchetti e amministratore delegato Antonello Perricone e nominato il direttore generale di Mediobanca (MDBI.MI) Renato Pagliaro quale vice presidente. La carica di vice presidente era in precedenza ricoperta da Gabriele Galateri, nel frattempo passato da Mediobanca a Telecom Italia (TLIT.MI).

Dalla lista di candidati presentati dal patto di sindacato, che raggruppa il 63,54% del capitale ordinario, sono stati eletti anche Raffaele Agrusti, Roberto Bertazzoni, Gianfranco Carbonato, Claudio De Conto, Diego Della Valle, John Elkann, Giorgio Fantoni, Franzo Grande Stevens, Berardino Libonati, Jonella Ligresti, Giuseppe Lucchini, Paolo Merloni, Andrea Moltrasio, Carlo Pesenti, Virginio Rognoni, Alberto Rosati, Enrico Salza.

La lista di Pandette ha avuto anche il voto della Si.To. Financiere della famiglia Toti, azionista fuori del patto con il 5,2% circa.

Pandette e Si.To Financiere si sono astenuti in assemblea nella votazione del bilancio 2008, che è stato comunque approvato a maggioranza.

Rotelli ha espresso la sua astensione sia per la quota della Pandette (7,5%) sia per la quota intestata a Ubs Fiduciaria (3,5%), su cui ha diritto di voto.

Una portavoce Pandette ha poi spiegato che, “non avendo preso parte alla formazione del bilancio approvato dall‘assemblea, Pandette si è astenuta al momento della votazione”. Fino a oggi infatti Pandette non aveva una rappresentanza in consiglio.

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