28 ottobre 2009 / 11:21 / 8 anni fa

PUNTO 2-Mediobanca, netto trim1 a 200,6 mln, ricavi bancari +63%

(riscrive aggiungendo dettagli da nota, dichiarazioni Nagel)

MILANO, 28 ottobre (Reuters) - Mediobanca (MDBI.MI) ha chiuso il primo trimestre dell‘esercizio 2009-2010 con un utile netto di 200,6 milioni di euro, in calo del 35,3% rispetto a un anno prima.

Il dato risente di maggiori rettifiche su crediti, salite a 140,9 milioni da 75,9, e di un più elevato carico fiscale, spiega una nota.

“Un trimestre molto positivo perché abbiamo beneficiato sicuramente di un contesto di mercato favorevole”, ha commentato l‘AD Alberto Nagel nel corso dell‘assemblea annuale di bilancio.

Per l‘intero esercizio, Nagel ha pronosticato un utile “di una certa consistenza” e la prospettiva di tornare a ragionare sul dividendo, dopo che lo scorso esercizio Piazzetta Cuccia non ha distribuito una cedola cash.

“Quanto distribuire ai soci e quanto patrimonializzare per la banca” dipenderà però anche dalle nuove norme che saranno varate il prossimo anno, ha spiegato Nagel.

Sul fronte patrimoniale, intanto, si registra a fine trimestre un ulteriore miglioramento del Core Tier I al 10,7% dal 10,3% di fine giugno.

RICAVI BANCARI +63%, CONTRIBUTO PARTECIPAZIONI POSITIVO

I ricavi dell‘attività bancaria sono cresciuti su base annua del 63% a 553 milioni e in progresso del 13% sull‘ultimo trimestre del precedente esercizio.

Il margine di intermediazione cresce su base annua del 14,2% a 678,1 milioni.

Il margine di interesse scende del 4% a 213,9 milioni, mentre i proventi da trading balzano a 162,9 milioni dai 900.000 euro di un anno prima, con l‘80% concentrato sul reddito fisso.

Lo spaccato per divisioni mostra che il Corporate & Investment Banking in particolare ha più che raddoppiato i suoi ricavi a 355 milioni.

Il contributo del portafoglio partecipazioni torna positivo, dopo tre trimestri, nonostante rettifiche su titoli disponibili per la vendita per 74 milioni. Il valore di mercato delle partecipazioni strategiche a oggi è di 4,1 miliardi contro i 3 miliardi di fine giugno.

Il retail mostra un risultato netto di nuovo positivo a 3 milioni di euro e con ricavi in crescita del 5% a 207 milioni. In particolare CheBanca! ha incrementato la raccolta di altri 1,1 miliardi portando il dato complessivo a 7,3 miliardi.

DA WARRANT BUFFER PER SHOPPING, MA PUNTA SU CRESCITA INTERNA

Nagel ha poi ribadito come l‘emissione di warrant che potrebbe portare mezzi freschi fino a 1 miliardo sia anche una riserva per opportunità di crescita soprattutto nel Corporate & Investment Banking e nel retail, in Italia e all‘estero.

La preferenza va però sempre alla crescita organica. “Piuttosto che tramite grosse acquisizioni, che non sono escluse, la nostra strategia di base è crescere usando la nostra forza e la nostra cultura”, ha spiegato. Ma anche la crescita all‘estero non è un obiettivo che va perseguito a qualsiasi costo, ha aggiunto.

GERONZI NON PUNTA A PRESIDENZA GENERALI

Sulle partecipazioni Nagel ha dichiarato, rispondendo a precisa domanda di un azionista, che l‘esposizione su Generali (GASI.MI) è già alta e quindi non ritiene di dover crescere ancora. Il presidente Cesare Geronzi invece ha ribadito che non è interessato alla presidenza della compagnia triestina, il cui cda scade la prossima primavera.

L‘attuale numero uno, Antoine Bernheim, che ha già dichiarato la volontà di non ricandidarsi salvo richiesta degli azionisti, ha detto di non essere “né ottimista né pessimista” su un rinnovo del suo mandato.

Su Rcs (RCSM.MI), il direttore generale Renato Pagliaro ritiene a titolo personale “innaturale” che una banca sia il primo azionista del Corriere della Sera. “Non dipende solo da me ma dagli organi collegiali di Mediobanca”, ha aggiunto sottolineando come il momento non sia in ogni caso favorevole per un ridimensionamento della quota.

In conference call con gli analisti, Nagel ha poi annunciato che Mediobanca nello scorso trimestre ha ridotto la sua quota in Fiat FIA.MI (allo 0,65% del capitale ordinario secondo la relazione trimestrale). “Termineremo questa operazione”, ha aggiunto.

Dalle partecipate ai rapporti con gli azionisti, Nagel ha sottolineato ancora una volta che i rapporti con UniCredit (CRDI.MI) sono “regolati esclusivamente da condizioni di mercato”, riferendosi in particolare all‘operazione ‘cashes’ dello scorso anno, in cui Mediobanca ha partecipato come global coordinator, placing agent e sole bookrunner.

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