27 aprile 2009 / 16:42 / tra 9 anni

PUNTO 2-A2A,lettera sfiducia non arrivata al CdS,Capra va avanti

(Riscrive aggiunge dettagli)

di Giancarlo Navach

BRESCIA, 27 aprile (Reuters) - Il presidente del consiglio di sorveglianza di A2A (A2.MI), Renzo Capra, “sfiduciato” insieme ad altri cinque componenti bresciani dai sindaci di Milano e Brescia, va avanti nell‘esercizio del suo incarico.

Al momento non è giunta alcuna lettera di revoca e “pertanto per il CdS l‘argomento giuridicamente non esiste”, ha detto infatti il manager in una conferenza stampa, convocata subito dopo l‘ok dei soci al bilancio 2008 e alla proposta di dividendo.

Nessun ricorso per ora: “Oggi come oggi che ricorso faccio?”, si è chiesto. E ha aggiunto: “A me non è arrivata alcuna lettera, l‘ho vista dai giornali”.

Dunque bisognerà attendere l‘assemblea del 29 di maggio, quando la revoca del consiglio sarà effettiva, per capire se ci sarà battaglia legale o meno. “L‘assemblea è sovrana e io sono ossequientissimo alla legge. Sono un credente e ho un‘etica”.

CDS HA ESERCITATO FUNZIONI, CAPRA DIFENDE SUO LAVORO

Il manager, che verso i due sindaci non ha niente da dire anzi li “saluta cordialmente”, ha difeso strenuamente il lavoro svolto dal consiglio in questi 14 mesi di vita, da quando il 22 febbraio 2008 fu nominato dall‘assemblea dei soci della superutility lombarda.

Mesi vissuti con non poche tensioni, soprattutto con il consiglio di gestione - a settembre il CdS bocciò il piano di riordino perché definito troppo ‘milanocentrico’ proprio su insistenza del sindaco di Brescia, Adriano Paroli, che oggi gli ha tolto la fiducia -, mesi nei quali il manager rivendica di avere fatto un buon lavoro.

“Il lavoro fatto è stato enorme e buono, spesso male interpretato: sono un cattivissimo comunicatore”, ha detto Capra. I quindici consiglieri - sei per parte nominati da Milano e Brescia e i tre delle minoranze - “non hanno mai dormito sul campo in un anno non facile”.

“Un anno importante per la costruzione di un modello di governance nel quale è stato approvato il primo bilancio vero di A2A e non quello pro-forma”, gli ha fatto eco il vicepresidente del CdS, Alberto Sciumé.

Il 2008 si è chiuso per A2A con un utile netto di 316 milioni di euro dai 521 del 2007, con un dividendo stabile a 0,097 euro per azione, attingendo per una parte dalle riserve, in pagamento dal 25 di giugno.

Niente da recriminare, anzi una difesa orgogliosa dell‘operato del consiglio. “Il Cds ha esercitato le sue funzioni e le sue competenze nell‘interesse di tutti gli azionisti e nel rispetto del mercato azionario, preoccupandosi di tutelare la qualità dei servizi e il rapporto con il territorio e le sue professionalità”, ha detto Capra che ha poi elencato, puntigliosamente, tutta l‘attività svolta: 19 riunioni del CdS, più numerose altre dei vari comitati nel 2008 e 6 nel 2009, alle quali vanno aggiunte le 14 runioni del consiglio di gestione, presieduto da Giuliano Zuccoli, dove hanno partecipato anche presidente e vicepresidente del CdS.

Un impegno temporale notevole, che ha impegnato il CdS per 80 giorni.

Dalla conferenza stampa è andato deluso chi si aspettava l‘annuncio di una battaglia legale, con tanto di ricorso al Tar, ma all‘assemblea del 29 maggio manca ancora un mese e molte cose potrebbero ancora accadere. D‘altronde lo stesso Capra ha detto che l‘assemblea è sovrana e che fino a quella data il consiglio è di fatto ancora in piedi.

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