24 aprile 2009 / 16:35 / 8 anni fa

SINTESI-Generali, Bernheim non si ricandida, premi trim1 stabili

* Bernheim non si ricandiderà ma valuterebbe richiesta

* Bernheim non interessato a presidenza onoraria

* Generali guarda a nuovo accordo bancassurance

di Gianluca Semeraro

TRIESTE, 24 aprile (Reuters) - Il presidente delle Generali (GASI.MI) Antoine Bernheim non si ricandiderà alla presidenza per un nuovo mandato nel 2010 anche se è pronto a valutare la cosa se gli azionisti lo chiedessero e le condizioni di salute lo consentono.

L‘annuncio, anticipato nella mattinata in un‘intervista a Il Piccolo, è stato poi più volte ribadito durante l‘assemblea di bilancio che ha approvato i conti 2008.

Bernheim non si sbilancia su quella che potrebbe essere la decisione dei soci il prossimo anno. “Vedremo”, ha detto, aggiungendo inoltre che “c’è poi una decisione che non mi spetta affatto e dipende da lassù in alto”.

Certo non gli sarebbe particolarmente gradita la soluzione della presidenza onoraria. “Non prendo in considerazione questa possibilità”, ha dichiarato.

Il presidente francese ha però incassato l‘applauso della platea in assemblea e anche l‘apprezzamento dell‘AD Giovanni Perissinotto che ha rimarcato come Bernheim “sia stato uno dei primi a segnalare la gravità della crisi e che sarebbe stata una crisi diversa per noi, è una guida preziosa”.

Sul fronte operativo il primo trimestre si è chiuso in utile malgrado la crisi e con premi di oltre 11,5 miliardi per il Vita e di 6 miliardi per i danni, dato nel complesso stabile rispetto al primo trimestre 2008. Dati che mostrano una discreta tenuta alla congiuntura difficile e che sono compatibili “con la sfida di diventare la prima o la seconda compagnia europea”.

ACCORDO BANCASSURANCE, UNICREDIT PUO’ ESSERE OPZIONE

L‘attenzione è anche verso nuovi rapporti di bancassurance dopo la rottura della joint-venture con Intesa Sanpaolo (ISP.MI) che dovrebbe essere effettiva entro l‘estate.

“Anche UniCredit (CRDI.MI) è una possibilità, ma non c’è niente in atto”, ha detto Bernheim sottolineando che il target è un istituto con tanti sportelli. Perissinotto ha anche proposto la possibilità di accordi con istituti medio piccoli nelle diverse aree territoriali.

La rottura con Intesa sul fronte della bancassurance non significa però cedere la quota nell‘istituto. “Sono d‘accordo con gli AD che non è all‘ordine del giorno”, ha detto a questo proposito Bernheim. Gli fa eco Perissinotto che conferma che non c’è “interesse a vendere questa partecipazione”.

DUE AD NON SONO TROPPI, CONTANO BUONI MANAGER

Bernheim è poi tornato a difendere la governance dell‘istituto, in particolare la presenza di due AD, giustificata dall‘ampiezza del raggio d‘azione del gruppo triestino.

“Criticare la governance è prova di stupidità”, ha detto a Il Piccolo, mentre in assemblea ha rimarcato come l‘importante sia avere buoni manager.

“Una governance ideale con pessimi dirigenti non funziona. Guardate le banche mondiali come Lehman o Merrill, gestite in modo moderno eppure poi fallite”, ha sottolineato. “Forse due AD non bastano ma uno è assolutamente impossibile”.

Nessun commento invece a una domanda sulla governance di Mediobanca (MDBI.MI), primo azionista di Generali. Proprio il presidente di Mediobanca Cesare Geronzi aveva espresso riserve sulla presenza di due AD in Generali.

DEAL INGOSSTRAKH PIU’ NELLE MANI DI DERIPASKA

Sul fronte estero Bernheim è tornato più volte sulla vicenda Ingosstrakh, la compagnia russa, di cui Generali, tramite PPF Beta, è azionista di minoranza.

“Ho sempre auspicato una forte presenza in Russia. L‘azionista di maggioranza è Deripaska che quando era molto ricco non ci rivolgeva la parola, ora invece sì. E forse in futuro ci cercherà lui, la cosa è più nelle sue mani che nelle nostre”, ha detto.

Perissinotto ha invece ribadito la bontà della scelta di acquisire una quota in Telco, holding prima azionista di Telecom Italia (TLIT.MI) perché ancora ritiene che sia importante dare stabilità all‘assetto azionario della compagnia.

“Il management sta svolgendo un lavoro non facile che inizia a dare risultati positivi, ha quindi il nostro supporto in qualità di azionisti di Telco”, ha spiegato.

Sul dossier Telecom Argentina in particolare Perissinotto si è limitato a dire che Generali aspetta le soluzioni che verranno proposte dal management.

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