23 marzo 2009 / 13:22 / tra 8 anni

Richard Ginori vede 2009 in pareggio,ricavi trim1 a +20%-manager

MILANO, 23 marzo (Reuters) - Richard Ginori RG9.MI, ritornata oggi alle contrattazioni di borsa dopo la sospensione di fine 2006, conta di chiudere il 2009 in pareggio.

Lo ha detto in conferenza stampa il presidente Roberto Villa.

“Dovremmo archiviare il 2009 con un sostanziale pareggio a livello di risultato netto con un ritorno ad utile importante a partire dal 2010”, ha detto il manager.

Nei primi tre mesi di quest‘anno, inoltre, il fatturato “ha mostrato di crescere nell‘ordine del 20%, coerente con il nostro obiettivo di aumento medio annuo dei ricavi del 25% di qui al 2011”, ha aggiunto il direttore amministrativo Silvano Grossi.

Nel piano industriale che il cda aveva approvato lo scorso novembre, confermato oggi, la società si pone come obiettivo di passare da un giro d‘affari previsto a circa 35 milioni quest‘anno a 49,4 milioni nel 2011.

L‘Ebitda, visto per il 2009 a 3,5 milioni, potrebbe crescere a 9,9 milioni in due anni, con un Ebit che da 1,9 milioni passerà a 8,6 milioni.

Per quest‘anno il gruppo ha in previsione circa 6,4 milioni di investimenti, di cui 5 milioni per l‘acquisto del terreno destinato ad una nuova fabbrica. La cassa, che sarà negativa per 9,9 milioni quest‘anno, dovrebbe diventare positiva nel 2010 e attestarsi a 6,8 milioni nel 2011.

Quest‘anno verrà inoltre effettuato un aumento di capitale per 20 milioni (prima tranche dell‘aumento per massimi 40 milioni deliberato dall‘assemblea del 29 agosto 2008).

Infine la società “non ha ancora finito di riorganizzarsi” e non sono escluse dismissioni, come ha spiegato l‘AD Alberto Piantoni.

“Intendiamo rifocalizzarci sulla porcellana, non diamo nulla per scontato. Per esempio, le società che presidiano Usa e Giappone sono attualmente sotto esame, mentre vogliamo migliorare la distribuzione in mercati ad alto potenziale di crescita, come l‘Europa dell‘Est e il Middle East”, ha detto.

Inoltre, spiega l‘AD, la societò Museo “sarà scissa in una divisione immobiliare e una proprietaria dei beni museali: quest‘ultima verrà ceduta nei mesi a venire, per un controvalore stimato di 9 milioni”.

E ancora “le società GRE, Imgit87 e Vaserie Trevigiane non sono strategiche rispetto al core business”.

Assumendo che l‘Opv partita oggi e riservata ai ‘vecchi’ azionisti venga interamente sottoscritta, l‘azionariato vedrebbe Starfin al 52,4%, Retma all‘8,5% e ‘soci terzi’ al 39%. A chi gli chiedeva chi ci sia dietro questi nomi, Villa ha risposto che si tratta di azionisti “anonimi, che non c‘entrano nè con il core business della società nè con il settore immobiliare”.

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