23 ottobre 2008 / 07:13 / tra 9 anni

PUNTO 4 - Fiat, dati trimestre positivi, incertezza su 2009

(aggiunge dichiarazioni da conference call, aggiorna chiusura titolo)

MILANO, 23 ottobre (Reuters) - Fiat FIA.MI ha chiuso il terzo trimestre con risultati migliori delle attese in termini di trading profit e conferma le previsioni del triennio 2007-2010 pur avvertendo che il 2009 sarà un anno incerto ed erratico.

Lo dice una nota della società, aggiungendo di aver elaborato per il 2009, anno per il quale è difficile fare previsioni, un “worst case scenario” che fa l‘ipotesi di un calo della domanda dei mercati di riferimento del 10-20% e vede un trading profit che potrebbe essere più che dimezzato rispetto alle attese del piano.

Il titolo ha chiuso una seduta negativa in calo del 2,49% a 6,445 euro dopo avre toccato un minimo a quota 6,03 euro.

Il gruppo comunque si appresta ad entrare nel 2009 con “serenità”, ed è pronto ad affrontare un anno “incerto ed erratico” con piani “organizzativi e operativi” tali da aggiustare la produzione “per soddisfare la domanda” e “rimandare gli investimenti” per mantenere il giusto livello di indebitamento, ha spiegato l‘Ad Sergio Marchionni nel corso della conference call con gli analisti sui risultati.

Banca Imi dopo le indicazioni sul 2009 ha messo il giudizio BUY e il target under review. E si chiede se il worst case scenario tiene conto del rischio di un‘inversione della domanda nei paesi emergenti.

“Il gruppo ha tagliato di fatto le guidance”, dice un analista. “La mossa probabilmente era già in buona parte incorporata nei prezzi”.

Il morning report di Cassa Lombarda cita come elemento di preoccupazione “una scarsa visibilità sul 2009”.

Secondo un terzo analista, “siamo di fronte a qualcosa di molto simile a un profit warning”.

Secondo una nota diffusa dalla società, il trading profit di gruppo si attesta a 802 milioni di euro da 745 milioni dello stesso periodo del 2007 per un fatturato di 14,296 miliardi da 13,858 miliardi.

Il risultato pretasse è stato di 675 milioni, in crescita di 53 milioni, legato essenzialmente al miglioramento del risultato operativo. L‘utile netto si attesta a 468 da 454 milioni.

La media delle previsioni di sei analisti sentiti da Reuters aveva indicato trading profit di gruppo a 760,8 milioni e a 14,2 miliardi per il fatturato.

La società registra anche un aumento significativo del debito industriale netto che sale a oltre 3 miliardi.

“WORST CASE” 2009 CON TRADING PROFIT A 2,3-1,5 MLD

Per il 2009 “è molto difficile definire in modo puntuale un‘indicazione attendibile per le performance del gruppo”.

Ma è stato elaborato un “worst case” che prevede un calo della domanda nei mercati di riferimento del 10-20%, trading profit gruppo a 2,3-1,5 miliardi, utile netto gruppo tra 1.200 e 400 milioni, debito industriale netto a 3-4 miliardi.

Nelle stime Fiat ipotizza una politica di dividendi “normali” e anche nello scenario peggiore non è previsto un taglio della cedola, ha spiegato Marchionne nella conference call.

Il piano 2007-2010 prevedeva per il 2009 trading profit a 4,3-4,5 miliardi di euro. L‘utile netto era previsto a 2,9-3,1 miliardi nel 2009 e a 3,4-3,6 miliardi nel 2010, il fatturato a 67 miliardi nel 2010 con una crescita media annua del 7,6% tra il 2005 e il 2010. La posizione finanziaria netta a livello industriale, nell‘ipotesi di un dividendo pari al 25% dell‘utile netto, era attesa positiva per una cifra compresa tra 700 milioni e un miliardo nel 2009 e per circa 3 miliardi nel 2010.

Se le normali condizioni di mercato verranno ripristinate entro il 2009 - anno per cui il gruppo promette aggiornamenti ogni tre mesi delle guidance - sono confermati gli obiettivi 2010. Il piano prevede per il 2010 trading profit di 5 miliardi.

Per il 2008 il gruppo attende un risultato della gestione ordinaria di gruppo “nella fascia bassa del range a suo tempo indicato in 3,4-3,6 miliardi”. Il debito netto industriale è previsto a 1,5-2 miliardi.

Per il 2009 “riteniamo di dover continuare a convivere con movimenti erratici nel sentiment del mercato per lo meno nel corso di tutto il primo semestre”, dice la nota. Questi scostamenti dalle normali condizioni di mercato sono considerate temporanei e “non impattano sulla sostanza complessiva dell‘impegno preso dal gruppo nel 2006 rispetto agli obiettivi 2007-10”, aggiunge.

Fanno eccezione, rispetto a quel piano, lo slittamento al 2011 del ritorno di Alfa Romeo nel mercato Usa, e lo spostamento dell‘obiettivo di raggiungre le 300 mila unitl un Cina con 50 mila unità attese nel paese per il 2010, è emerso nel corso della conference call.

DEBITO NETTO INDUSTRIALE IN DECISO RIALZO

Il debito netto al 30 settembre si attesta a 15,530 miliardi da 12,546 di giugno.

Il debito netto industriale è salito a 3,278 miliardi da 510 milioni di fine giugno e da 1,4 miliardi di settembre 2007.

L‘aumento, secondo la nota, è da attribuire all‘incremento del capitale di funzionamento, alla stagionalità e all‘aumento delle scorte per soddisfare la domanda di macchine agricole.

Il dato è inoltre influenzato da elementi una tantum, in particolare investimenti per nuovi prodotti per 1,1 miliardi (rispetto ai 300 milioni dello stesso periodo del 2007).

La liquidità del gruppo a fine settembre, punto di minimo dell‘anno, è di 3,2 miliardi.

Ubs dice in una nota che il dato del debito industriale è di gran lunga peggiore delle attese di 1,5 miliardi.

“E’ stata bruciata liquidità in modo straordinario”, afferma Max Warburton, analista di Berstein.

AUTO, BENE FRANCIA E GERMANIA

L‘auto ha registrato fatturato a 6,636 miliardi da 6,510 e trading profit a 190 da 185 milioni.

Le previsioni medie Reuters erano di 182,2 milioni per il trading profit e di 6,7 miliardi per il fatturato.

Le consegne di veicoli sono diminuite del 4,8% a 516.700, con l‘Italia che ha fatto segnare un ribasso del 21,8%. Bene invece la Francia (+30,9%) e Germania (+16,6%). Il mercato nel trimestre in Europa Occidentale ha registrato un calo complessivo del 10,1%.

Per il quarto trimestre Fiat stima n calo del mercato europeo dell‘auto (UE-25) del 15% circa, mentre in Italia dovrebbe scendere nello stesso periodo del 18%.

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