14 maggio 2009 / 12:25 / 8 anni fa

PUNTO 2 - Intesa SP, utile netto trim1 a 1,1 mld con poste extra

* Netto trim1 normalizzato a 644 mln, sopra attese

* Più fiducia AD rispetto a due mesi fa

* Gestione operativa tiene rispetto a quarto trimestre

MILANO, 14 maggio (Reuters) - Intesa Sanpaolo (ISP.MI) sorprende il mercato con i conti del primo trimestre 2009 che vedono un utile netto consolidato di 1,1 miliardi, grazie soprattutto all‘effetto di benefici fiscali per 511 milioni.

Su base normalizzata l‘utile sarebbe pari a 644 milioni e risulterebbe comunque superiore alle attese elaborate da Reuters che indicavano in media 448 milioni.

Il dato principale è comunque in calo del 38,5% rispetto a quello del primo trimestre 2008.

“Siamo ora più fiduciosi di due mesi fa sui risultati del 2009”, ha detto l‘AD Corrado Passera nella conference call con gli analisti.

La stima per l‘intero anno è di un utile netto “non molto inferiore” a quello del 2008 accompagnato, dopo la pausa dell‘anno scorso, dal ritorno al dividendo su cui Passera ha ribadito ancora una volta l‘impegno.

“Vogliamo pagare un dividendo sui risultati 2009”, ha detto l‘AD rinviando ai conti del secondo trimestre per indicazioni più precise in merito.

L‘anno in corso deve ancora beneficiare peraltro di sinergie di costo, previste dal piano 2007-09, per 470 milioni di euro che si aggiungono ai 140 milioni del primo trimestre e al miliardo accumulato dal 2007.

TITOLO BALZA DOPO CONTI POI CHIUDE A -1,28%

Il titolo prima della diffusione dei conti cedeva circa il 4%, poi è arrivato a toccare anche +2% per chiudere in calo dell‘1,28% a 2,31 euro. Lo stoxx di settore .SX7P è invece in rialzo dell‘1,28%.

Alcuni analisti sottolineano un margine di interesse inferiore alle attese, ma rimarcano la solidità della parte operativa con commissioni in linea con le attese e un buon risultato del trading.

“La linea operativa sembra solida, nonostante interessi netti peggiori delle attese, c’è una performance positiva di commissioni e trading”, si legge in un report di Deutsche Bank.

Citigroup, in un report diffuso prima della conference call, sottolinea anche i costi operativi migliori delle attese e “una sorprendente asset quality migliore delle aspettative”.

RICAVI TENGONO RISPETTO A QUARTO TRIMESTRE, TRADING POSITIVO

I primi tre mesi dell‘anno hanno infatti registrato una sostanziale tenuta operativa rispetto all‘ultimo trimestre del 2008.

Il totale dei ricavi, rappresentato dai proventi operativi netti pari a 4,653 miliardi, mostra infatti un progresso del 4,1% sull‘ultimo trimestre dell‘anno scorso pur essendo in calo dell‘11,1% sul primo trimestre 2008.

A fronte di interessi netti in calo del 4% su base annua e del 7% sul quarto trimestre a 2,687 miliardi, il risultato dell‘attività di negoziazione è positivo per 107 milioni anche se registra un impatto positivo degli Ias per 81 milioni ante imposte.

In calo del 22,9% su base annua a 1,255 miliardi le commissioni nette, che rispetto al quarto trimestre sono in decremento del 2,4%.

Il periodo ha registrato oneri operativi per 2,314 miliardi in calo del 3,7% (-14,3% sul quarto trimestre) per un risultato della gestione operativa di 1,822 miliardi (-19% sul primo trimestre e +42,9% sul quarto trimestre).

Il cost/income è quindi al 55,9%, in calo rispetto al dato del quarto trimestre di 67,9%.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche è stato di 809 milioni, in netto miglioramento rispetto agli oltre 2 miliardi del quarto trimestre, ma in crescita sui 353 milioni di un anno prima.

CORE TIER 1 OLTRE 6%, SOPRA 7% CON TREMONTI BOND

Sul fronte patrimoniale il Core Tier 1 è al 6,4%, il Tier 1 al 7,2% con le regole Basilea 2 e senza tener conto dell‘ipotesi di assegnazione di dividendo.

Con l‘adesione ai Tremonti Bond per 4 miliardi Core Tier 1 e Tier 1 salirebbero rispettivamente al 7,4% e all‘8,2%.

I coefficienti patrimoniali potrebbero poi avere ulteriore rafforzamento con alcune operazioni di capital management riguardanti attività non strategiche con un valore di libro di 9,5 miliardi di euro circa.

Per il Core Tier 1 il beneficio derivante da queste operazioni sarebbe fino all‘1,5%.

“Questi asset ci sono e restano non strategici. Sarebbe però sbagliato per una banca come la nostra spingere troppo questi asset sul mercato come quello che vediamo ora”, ha spiegato Passera, sottolineando che le azioni di capital management a cui si fa riferimento riguardando non soltanto cessioni, ma anche joint-venture o quotazioni in borsa.

Passera ha nuovamente escluso l‘eventualità di grosse operazioni, perché “la complessità per una banca come la nostra che impiega già più di 100.000 persone in 14 paesi diventerebbe troppo alta”.

Il manager ha ribadito l‘attenzione a occasioni di acquisto di “attività molto specifiche”. “Tuttavia probabilmente ancora non è il momento giusto e aspettare che la primavera appaia dietro le colline può essere meglio”, ha concluso.

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