14 maggio 2009 / 10:25 / tra 9 anni

PUNTO 3 - Geox, portafoglio ordini A/I cala 13%, titolo pesante

(riscrive con dichiarazioni direttore finanziario, report Citigroup, Exane, aggiorna andamento titolo in borsa)

MILANO, 14 maggio (Reuters) - Geox (GEO.MI) ha annunciato oggi che il portafoglio ordini per la stagione Autunno/Inverno registra un andamento negativo del 13%, ma il management punta a chiudere l‘esercizio con vendite stabili sull‘anno scorso.

“In questa stima non vengono inclusi gli ordini dei clienti, in particolare dell‘Europa dell‘Est e della Russia, che non hanno una copertura assicurativa o bancaria”, ha detto a Reuters il direttore finanziario Luciano Santel, ricordando che tutti i crediti Geox sono assicurati da una compagnia che ha tolto le garanzie ai paesi dell‘Europa orientale e che, in alternativa, l‘azienda chiede garanzie bancarie o pagamento anticipato.

“Inoltre, i punti vendita in franchising e a gestione diretta vengono riforniti di meno, assumendo che venderanno come l‘anno scorso, allo scopo di smaltire il magazzino”, ha aggiunto.

Le previsioni, contenute in una slide della presentazione agli analisti, hanno affossato il titolo Geox in borsa.

“Con consumi italiani in deterioramento e consumi pan-europei più deboli, gli utili con ogni probabilità rimarranno sotto pressione”, commentava Citigroup in uno studio appena resi noti i risultati.

Le quotazioni avevano al contrario accelerato fino ai massimi di seduta di 6,155 euro subito dopo la diffusione della trimestrale, chiuso con una contrazione dell‘utile netto a 72,4 milioni di euro (da 80,1 milioni) e un giro d‘affari in crescita del 5% (a cambi correnti) a 384,2 milioni trainato dalle vendite dei negozi in franchising e a gestione diretta (+19%).

Il trend delle vendite evidenziato nei primi tre mesi (+5%) è destinato a restare costante per tutto il primo semestre, prima di decelerare nella seconda metà dell‘anno.

“Il secondo semestre andrà peggio ma dovrebbe essere un -5% e non un -13% come suggerisce il portafoglio ordini”, ha detto Santel.

La nota dolente viene dai negozi multimarca, principale canale commerciale (con una quota del 74% dei ricavi) che nei primi tre mesi hanno registrato un incremento delle vendite dell‘1%.

“Temiamo che il grosso del calo del portaglio ordini venga dal canale wholesale, il che spiegherebbe la reazione intra-day negativa a questo annuncio”, scrive in una nota Exane Bnp Paribas.

Geox non intende tuttavia ritoccare i listini.

“Continuiamo a credere che il nostro prodotto debba essere posizionato in una fascia medio-alta e non stiamo modificando la nostra politica di prezzi”, ha detto Santel.

Con un giro d‘affari invariato rispetto allo scorso esercizio, il gruppo stima tuttavia una riduzione dei margini operativi nel 2009, pari a 250 punti base per l‘Ebit margin e entro 200 punti base per l‘Ebitda margin: su quest‘anno, ha spiegato Santel, incidono i costi sostenuti per l‘apertura dei negozi in gestione diretta del 2008.

Nessuna previsione, viceversa, sull‘evoluzione del gross margin a fine anno.

“Se da un lato abbiamo l‘impatto negativo dei maggiori sconti che dobbiamo praticare, dall‘altro abbiamo input costs più bassi”, ha spiegato Santel.

Il risultato operativo nei primi tre mesi è sceso a 116,5 milioni da 119,4 milioni. Il costo del venduto è salito al 48,3% dal 46,8% e il margine lordo è sceso al 51,7% dal 53,2% per effetto “prevalentemente delle maggiori vendite promozionali effettuate a gennaio e a febbraio attraverso il canale DOS e a un diverso mix del fatturato per area geografica”, spiega una nota della società.

Tornando alla top line, le vendite in Nord America e altri paesi sono cresciute a doppia cifra, rispettivamente del 22,8% e del 26,4%, pesando insieme per il 16% circa del fatturato. Il singolo mercato principale, quello italiano (36% del giro d‘affari), vede le vendite aumentare del 9,4% nel periodo mentre l‘Europa (che incide complessivamente per il 48% circa) arretra del 2,7%.

Il titolo intorno alle 16,40 viaggia pesante in calo di oltre il 9% a 5,41 euro dopo essersi spinto fino ad un minimo di 5,355 euro. Lo S&P/MIB cede lo 0,8%.

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