3 agosto 2011 / 15:28 / 6 anni fa

SINTESI-A2A, Effetto Edison su netto sem1, attesa mosse Tremonti

* Netto sem1 scende a 120 mln, mol +1,5%

* Difficile replicare mol 2010 di 1 ml<d

* Indebitamento netto scende a 3,758 mld

* Zuccoli: “Su riassetto Edison Tremonti contatti Edf”

* Zuccoli non esclude lancio Opa su Edison a prezzi way out

di Giancarlo Navach

MILANO, 3 agosto (Reuters) - A2A (A2.MI) archivia il primo semestre con un‘Ebitda in crescita dell‘1,5% a 477 milioni su ricavi per 3,050 miliardi (+6,7%). Il risultato operativo netto è calato del 3,9% a 223 milioni, mentre l‘utile netto di gruppo ammonta a 120 milioni da 371 milioni di un anno prima.

Ad influire sul risultato netto sia la plusvalenza di 39 milioni dalla vendita della quota in Metroweb sia il consolidamento della partecipazione in Edison EDN.MI che ha inciso negativamente per 30 milioni nel confronto con i primi sei mesi 2010. Sul primo semestre 2010 aveva influito una plusvalenza di 277 milioni per la cessione di Alpiq.

L‘indebitamento finanziario netto è calato di 135 milioni portandosi a 3,758 miliardi a fine giugno e a fine 2011 è atteso in ulteriore miglioramento rispetto al dato di dicembre 2010.

Quanto alle prospettive per l‘anno, il direttore generale, Renato Ravanelli, ritiene difficile replicare quota 1 miliardo di euro di Ebitda 2010: “Bisognerà vedere come andranno le produzioni di energia idroelettrica nel corso dell‘anno, mentre ci aspettiamo una sofferenza nel settore energia. Per questa ragione il risultato del 2010 (a livello di ebitda) sarà difficile da raggiungere, ma non sarà molto distante da quello, mentre penso che faremo meglio sul fronte dell‘indebitamento netto 2010”.

Lo scenario nel settore dell‘energia elettrica e del gas non è mutato: si registra sempre una sovracapacità produttiva con un eccesso di gas proveniente dai mercati esteri a fronte di una domanda interna ancora stagnante. Di conseguenza, secondo i vertici di A2A, il buon andamento della filiera Ambiente e della filiera Calore e Servizi contribuiranno a compensare parzialmente la contrazione dei risultati della filiera Energia. Qualche perplessità, invece, sull‘andamento della controllata montenegrina Epcg che nel primo semestre ha influito negativamente per 4 milioni sul netto di gruppo a causa di un calo dell‘idraulicità con conseguente aumento delle importazioni di energia dall‘estero a prezzi più elevati.

PREOCCUPA EFFETTO EDISON SU CONTI, A2A ASPETTA MOSSE TREMONTI

La partita sul riassetto di Edison si intreccia con l‘impatto dei conti del secondo produttore di energia elettrica italiano che preoccupa i vertici di A2A, azionista indiretto della società attraverso Delmi.

“Purtroppo i dati negativi di Edison nel semestre hanno avuto un impatto rilevante sui nostri utili e questo sottolinea la necessità di trovare una soluzione definitiva a quel sistema di controllo. Il presidente di Edf, Henri Proglio, ha chiesto la scorsa settimana al ministro dell‘Economia, Giulio Tremonti, di esprimersi sull‘ipotesi di accordo fra A2A ed Edf. Siamo alla finestra in attesa che il governo prenda una posizione”, ha sottolineato Zuccoli sollecitato dalle domande degli analisti sullo stato delle trattative.

Secondo Zuccoli spetta a Tremonti contattare Edf perché il governo non può chiamarsi fuori da questa partita, soprattutto dopo che non più tardi di quattro mesi fa fu lo stesso Tremonti a bocciare l‘intesa raggiunta fra i soci sul riassetto. Tutta da verificare, in questa fase di forti turbolenze al governo e sui mercati, quali sia la reale disponibilità del ministro a riprendere in mano il tema Edison.

La bozza d‘intesa prevede il passaggio di controllo di Edison a Edf con i soci italiani riuniti in Delmi in minoranza, lo spacchettamento di Edipower fra i vari azionisti con A2A che otterrebbe centrali idroelettriche. Gli aspetti da definire del negoziato riguardano il valore da dare a Edison alla luce della rivalutazione del settore gas dopo lo stop al nucleare a livello mondiale. E, soprattutto, il valore della way out di uscita certa che Delmi intende ottenere nei confronti di Edf a 3-5 anni. Gli italiani spingono per legarla al valore del patrimonio netto di Edison (pari a 8,2 miliardi equivalente a 1,5 euro per azione) e non a quello di Borsa (0,84 euro).

In conference call, Zuccoli ha ammesso che il lancio di un‘Opa ai prezzi della way out “è un‘ipotesi non peregrina”.

“E’ certamente una questione complicata su come si deve definire la put option in relazione agli obblighi di legge...in caso di Opa chi deve lanciarla sarebbe interessato a un prezzo più basso, noi a una way out più elevata...sono convinto che la ragionevolezza risolverà questo problema”, ha concluso.

Il titolo Edison, subito dopo le dichiarazioni del manager, è schizzato di oltre il 2% in un mercato piuttosto depresso. Alle 16,50 sale dell‘1,02% a 0,84 euro. Poco mossa, invece, A2A (+0,16%) a 0,96 euro.

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