3 agosto 2011 / 14:18 / tra 6 anni

PUNTO1 - UniCredit, netto trim 1 a 511 mln, Core Tier 1 al 9,12%

(Aggiunge altri dettagli da comunicato, conference call)

MILANO, 3 agosto (Reuters) - UniCredit (CRDI.MI) ha chiuso il secondo trimestre del 2011 con un utile netto di pertinenza di 511 milioni di euro, in calo del 37% rispetto al trimestre precedente riflettendo il minore contributo dei ricavi da trading che nel primo trimestre dell‘anno erano stati eccezionalmente elevati.

Il risultato, che sconta l‘impairment sui titoli governativi greci per 105 milioni di euro è tuttavia tre volte più alto di quello dello stesso periodo del 2010 e batte il consensus - elaborato dalla banca con 21 analisti - di 471 milioni.

Al netto della svalutazione dei titoli Grecia il risultato trimestrale sarebbe stato di 616 milioni di euro e quello semestrale di 1,426 miliardi.

Il margine di intermediazione trimestrale ha raggiunto quota 6,45 miliardi in calo del 6,8% sul trimestre precedente con una dinamica positiva per lo 0,5% degli interessi netti a 3,9 miliardi, grazie al miglioramento dei volumi, e negativa per 3,3% delle commissioni nette a 2,1 miliardi.

Nel secondo trimestre il risultato da negoziazione è stato di 290 milioni mostrando un forte calo, pari al 58,6%, rispetto al trimestre precedente.

Il titolo ha reagito positivamente ai risultati, con un balzo immediato fino a 6%, per poi ripiegare con un andamento comunque migliore delle altre banche.

CORE TIER 1 AL 9,12%, COSTO RISCHIO SOTTO 100 PB

Sotto il profilo patrimoniale il Core Tier I, inclusi le azioni legate ai cashes, si attesta a fine giugno 9,12%, con un aumento sul trimestre precedente di 6 punti base.

Il ratio beneficia dell‘utile di periodo e della crescita “estremamente modesta” degli attivi ponderati per il rischio, che hanno più che compensato l‘accantonamento per dividendi.

Il Tier 1 ratio si attesta al 9,92% ed il Total Capital Ratio al 13,49%.

Le rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni mostrano nel secondo trimestre ancora una riduzione rispetto al trimestre precedente (a 1,18 miliardi da 1,5 miliardi del primo trimestre 2011).

Il costo del rischio è nel semestre pari a 96 punti base annualizzato, sotto il livello di 100 pb per la prima volta dal 2008.

“Il costo del rischio è in un trend positivo e credo che sia sostenibile”, ha sottolineato l‘AD Federico Ghizzoni nel corso della conference call con gli analisti.

ULTIMATO 85% PIANO FUNDING 2011

Sul fronte del funding al 29 luglio il gruppo ha ultimato l‘85% del piano di finanziamento per l‘intero 2011, per un totale di 27,2 miliardi di euro di titoli emessi, di cui 9,3 miliardi sono bond retail.

Il 37% del funding plan è stato realizzato in Germania e Austria, e il restante 63% in Italia.

Oltre il 90% del funding plan italiano è già stato completato.

Visto che il funding plan dell‘anno è già stato quasi totalmente realizzato, per il secondo semestre “il gruppo si riserva di sfruttare altre opportunità di finanziamento che si possano presentare sul mercato, con l‘obiettivo non solo di finanziare la crescita, ma anche di anticipare eventuali necessità di finanziamento future (pre-funding)”, dice la bacna nella nota e come ribadito dall‘AD nel corso della conference call con gli analisti.

Andrea Mandalà

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