23 maggio 2011 / 11:30 / tra 7 anni

Generali può sostenere crescita senza taglio cedola-AD a stampa

MILANO, 23 maggio (Reuters) - La dotazione patrimoniale del gruppo Generali (GASI.MI) è sufficiente in vista di Solvency II per sostenere i piani di crescita del gruppo senza rinunciare alla distribuzione dei dividendi garantendo un payout del 40%.

Lo dice il Group-Ceo del gruppo triestino, Giovanni Perissinotto, in un‘intervista a First Online.

“Siamo un gruppo che genera un cash flow importante. Nel 2010 è stato di 2,7 miliardi l‘anno, che è servito in gran parte a finanziare la nostra nuova produzione e a pagare il dividendo ai nostri azionisti. In altre parole, le nostre risorse sono sufficienti per uno sviluppo sano e continuo e allo stesso tempo a garantire un payout intorno al 40%, livello in linea con i peers”, spiega Perissinotto.

Il manager ribadisce poi l‘interesse a crescere nell‘Europa dell‘Est e in Asia: “Se capitano occasioni convenienti non ci tiriamo indietro”, spiega, ricordando che il gruppo è diventato la prima società estera in Cina nel Vita e ha ottenuto la licenza per operare in Vietnam.

Anche nell‘asset management il gruppo vuole crescere e si aspetta “un incremento annuo del 25% del risultato operativo di questo segmento nei prossimi anni” ma Julius Baer BAER.VX - indicata come probabile acquisizione in un report di Mediobanca - “non è un target” perché sono “troppo diverse le dimensioni ma non solo”.

Generali è poco esposta sui paesi cosiddetti Pigs. “Su 300 miliardi di riserve tecniche nel Vita la nostra esposizione netta in titoli di stato dei Pigs è complessivamente di 2,1 miliardi di euro così divisi: 0,5 miliardi in Portogallo, 0,3 miliardi in Irlanda, 0,5 miliardi in Grecia e 0,8 miliardi in Spagna”, dice Perissinotto.

RCS NON SI PUO’ CEDERE SENZA VALUTARE PROSPETTIVE, MERCATO

Perissinotto si sofferma anche sul portafoglio partecipazioni del gruppo, di recente al centro di alcune polemiche, come - in particolare - la quota Rcs (RCSM.MI) che, secondo il consigliere Diego Della Valle, dovrebbe essere ceduta.

“Sono finiti i tempi in cui si compravano azioni e si dimenticavano nel portafoglio. Il nostro Cda ha stabilito che nessuna nostra partecipazione è strategica: la teniamo se rende, altrimenti prima o poi la vendiamo”, precisa a questo proposito Perissinotto.

Quindi la scelta di cedere o meno la quota in Rcs “dipende solo dalle valutazioni dei nostri esperti”.

“Non si può vendere una partecipazione senza considerare le prospettive e a prescindere dalle condizioni di borsa. Ma non facciamone un caso: capisco il valore simbolico della nostra quota, ma non dimentichiamo che vale circa 22 milioni di euro su un portafoglio azioni complessivo delle Generali di 27 miliardi di euro”, spiega.

Di recente nel mirino delle polemiche, in particolare da parte del vicepresidente Vincent Bollorè, sono finiti anche due operazioni nell‘Est Europa: la joint-venture con la ceca PPF e l‘ingresso nella russa VTB (VTBR.MM) con cui si sta negoziando anche per una partnership in Russia.

L‘accordo con PPF “è già stato rivisto e fino al 2014 sarà così. Purtroppo, le tensioni e le polemiche strumentali al vertice delle Generali ci hanno costretto a rivelare alla concorrenza particolari importanti, ma più si sono accesi i riflettori sull‘accordo con Petr Kellner e più è emersa, non solo la correttezza della nostra compagnia, ma la bontà dell‘intesa che sta già dando risultati eccellenti”, spiega Perissinotto.

Con VTB “dobbiamo negoziare i termini e redigere tutti i business plan” ma non si sta discutendo di incroci azionari, ha ribadito.

MEDIOBANCA SOCIO IMPORTANTE, RESTERÀ PUNTO RIFERIMENTO PAESE

Dopo le dimissioni di Cesare Geronzi dalla presidenza di Generali, in molti sono pronti a scommettere che sarà un autunno caldo per Mediobanca (MDBI.MI), azionista di riferimento della compagnia assicurativa.

Su questo punto Perissinotto ci tiene a sottolineare che “Mediobanca è un nostro azionista importante e storico e per Generali è fondamentale basarsi su un nucleo stabile di soci”.

“A ognuno il suo mestiere - dice il manager nel‘intervista - il nostro è quello di vendere polizze. Teniamo molto alla nostra autonomia e rispettiamo quella altrui. Sono sicuro che Mediobanca continuerà a rappresentare un punto di riferimento nello scenario finanziario del nostro Paese”.

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