27 aprile 2011 / 12:02 / tra 6 anni

PUNTO1- Eni, netto adj a 2,2 mld, Libia pesa su produzione:-8,6%

(Riscrive, aggiunge altri dettagli)

* Scaroni: “Prospettive crescita restano positive”

* OK E&P su balzo petrolio, bene anche Ingegneria

* Petrolchimica azzera perdite, in rosso R&M

* Titolo sale in Borsa di quasi 2%

MILANO, 27 aprile (Reuters) - Nonostante lo stop delle attività in Libia abbia fatto scendere la produzione di idrocarburi dell‘8,6% a 1,684 milioni di barili al giorno di olio equivalente, Eni (ENI.MI) ha chiuso il primo trimestre del 2011 con un utile netto adjusted (senza le componenti straordinarie) in crescita del 21,6% a 2,22 miliardi di euro, per effetto dell‘andamento positivo del settore Exploration & Production al traino del prezzo del petrolio.

Un sondaggio Reuters con sette analisti indicava una media di utile di 2,017 miliardi.

Il titolo reagisce bene ai dati e alle 14 sale di quasi 2% a 17,8 euro, più del mercato.

Il risultato operativo adj si attesta a 5,13 miliardi in salita del 18,4% più a fronte di una stima di 5,010 miliardi.

Il settore Ingegneria & Costruzioni ha ottenuto una robusta performance, si legge in una nota della società, la Petrolchimica ha quasi annullato le perdite operative. Questi effetti positivi sono stati parzialmente attenuati dalla flessione registrata dai settori Refining & Marketing a causa dell‘elevato costo della carica petrolifera non trasferito nei prezzi dei prodotti, e Gas & Power penalizzato dalla flessione dei margini di commercializzazione del gas.

“Nel primo trimestre, segnato dagli eventi libici, Eni ha conseguito risultati eccellenti sostenuti dallo scenario petrolifero. Nonostante le incertezze sui tempi di ripresa delle nostre attività in Libia, le prospettive di redditività e di crescita di Eni rimangono positive grazie alla solidità patrimoniale, alla qualità del portafoglio di asset e dei progetti di sviluppo”, ha così commentato i risultati l‘AD, Paolo Scaroni. Nel primo pomeriggio è prevista una conference call con gli analisti.

Nel primo trimestre la produzione di idrocarburi è scesa di 158.000 barili/giorno. L‘entità del calo è spiegata dall‘interruzione a partire dal 22 febbraio della maggior parte delle attività operative Eni in Libia e dalla chiusura del gasdotto di esportazione GreenStream a causa della situazione di instabilità politica e di conflitto nel Paese. Dal mese di aprile la produzione Eni in Libia è di circa 50-55 mila boe/giorno interamente destinati alla produzione locale di energia elettrica.

Per l‘intero anno la produzione, in uno scenario di prezzo di 101 dollari al barile, è attesa in diminuzione rispetto al 2010 quando si attestò a 1,815 milioni di boe/giorno in uno scenario di 80 dollari al barile. La società sottolinea che l‘entità della flessione dipenderà dal protrarsi nel tempo della crisi libica al momento non prevedibile.

Nel Gas& Power le vendite di gas nel mondo hanno registrato una ripresa del 6% rispetto al primo trimestre 2010 a 32,33 miliardi di metri cubi. (Giancarlo Navach)

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