20 aprile 2011 / 13:34 / tra 7 anni

SINTESI- Mediaset, raccolta pubblicità Italia -2% circa in trim1

COLOGNO MONZESE (MILANO), 20 aprile (Reuters) - Mediaset (MS.MI) ha registrato nel primo trimestre una raccolta pubblicitaria in Italia in calo di circa il 2% rispetto all‘anno prima, ma aprile mostra segnali di ripresa (+2-3%), portando i primi quattro mesi in positivo.

Simile all‘Italia l‘andamento della pubblicità in Spagna.

Lo hanno detto i vertici del gruppo in occasione dell‘assemblea di bilancio e della conferenza stampa che è seguita.

“Il primo trimestre è leggermente negativo, con un marzo pesante. Da aprile il mercato è ripartito”, ha detto l‘AD Giuliano Adreani dopo che il presidente Fedele Confalonieri aveva parlato nel corso dell‘assemblea di un primo trimestre piatto.

Il trimestre registrerà un calo “intorno al 2%”, secondo quanto riferito dai manager del gruppo al termine della conferenza stampa, mentre aprile vede un incremento del 2-3%.

La Spagna, dove Mediaset è presente con Telecinco (TL5.MC) e dove ha recentemente acquisito Cuatro e una quota di Digital+, “ha un andamento simile a quello dell‘Italia”, ha detto Adreani spiegando che “il mercato si è fermato a marzo per eventi internazionali imprevedibili come le rivolte in Nord Africa e il terremoto in Giappone, ma è poi ripartito ad aprile”.

Tornando sulla Spagna, Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente del Biscione, ha parlato di sinergie dall‘operazione di integrazione da poco conclusa raggiunte “prima del previsto”.

L‘unico altro dato finanziario annunciato riguarda la controllata di Mediaset Medusa, che a fine marzo ha raggiunto i 130 milioni di incassi al botteghino da sei film italiani distribuiti nelle sale. [ID:nLDE73J0PR]

Il gruppo sta poi “valutando l‘acquisto dei diritti per gli Europei di calcio”, ha detto Confalonieri.

PER ORA NO ALTRE ACQUISIZIONI, DMT CREERA’ VALORE

“Per ora” Mediaset non vede altre operazioni di acquisizioni, ha detto il presidente Confalonieri, mentre l‘operazione DMT DMT.MI, con cui Mediaset ha avviato trattative in esclusiva per integrare gli asset delle torri di trasmissione, è “un investimento molto strategico destinato a creare valore”, ha commentato Pier Silvio Berlusconi.

L‘operazione è tra l‘altro subordinata all‘esenzione dall‘obbligo di Opa, ma - ha spiegato il Cfo di Mediaset Marco Giordani - non è più Consob a doversi esprimere in merito. “Secondo la nuova legge approvata per il caso Parmalat (PLT.MI), per ottenere l‘esenzione deve esserci il sì della maggioramza degli azionisti di minoranza”, ha detto.

NESSUN ACCANTONAMENTO PER RISCHIO PROCESSI

Confalonieri ha ribadito fiducia sull‘esito dei processi in corso riguardo ai quali non sono stati fatti accantonamenti specifici.

“La società - ha sottolineato il presidente - confida che emergerà l‘estraneità degli amministratori alle ipotesi di accusa” e “non ha è ritenuto di procedere ad appostazioni in bilancio”.

Sui rischi legati ai processi, in particolare su Mediatrade [ID:nMIE7330D5], è intervenuto con un lungo discorso polemico (l‘unico) il piccolo azionista Marco Bava, assiduo frequentatore di assemblee, a cui, a un certo punto, Confalonieri ha fatto spegnere il microfono, lasciando la parola agli altri azionisti mentre il primo continuava a parlare a vuoto. L‘azionista è poi più volte interventuto, ma con tempi contingentati, avanzando - tra l‘altro - una richiesta di responsabilità nei confronti degli amministratori coinvolti nel processo che non è stata accolta.

PER CONFALONIERI DATI SMENTISCONO CRITICHE STAMPA/ANALISTI

Nel discorso di apertura dell‘assemblea Confalonieri ne ha avute per tutti, contro i “profeti di sventura che avevano già fissato con l‘avvento del digitale e della covergenza la fine della Tv tradizionale”, contro “le obsolete prediche antitelevisive - soprattutto antimediaset - degli editori di carta stampata, gruppo Espresso-Repubblica ESPI.MI in testa”, contro “l‘immancabile richiamo allo strapotere della pubblicità televisiva” e infine contro “quegli analisti e giornali finanziari che, ignorando i brillanti risultati ottenuti (...), esprimono giudizi troppo prudenti sulla nostra azienda”.

Gli ascolti complessivi, ha detto, con l‘avvento del digitale sono aumentati e così anche la concorrenza. [ID:nLDE73J0HJ]

Claudia Cristoferi

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