30 marzo 2011 / 10:45 / tra 7 anni

PUNTO 1 - Pop Milano rimbalza dopo no Cda ad aumento capitale

(Aggiunge commenti analisti, background, aggiorna andamento titolo)

MILANO, 30 marzo (Reuters) - Banca Popolare di Milano PMII.MI prosegue il rimbalzo dopo la decisione del Cda di non procedere a un aumento di capitale.

Il mercato è confortato dalla notizia dopo che le ultime indiscrezioni stampa parlavano di un possibile ricapitalizzazione da 500-600 milioni di euro e soprattutto dopo che l‘annuncio a sorpresa di un aumento da parte Ubi Banca (UBI.MI) di lunedì sera, alzando l‘asticella dei target patrimoniali per il settore, aveva scatenato le speculazioni su iniziative simili da parte di altri istituti provocando ieri ondate di vendita

Intorno alle 12,40 il titolo, il migliore dell‘indice FTSE Mib .FTMIB, sale del 3,8% a 2,734 euro dopo che nelle prime battute era arrivato a guadagnare oltre il 4%, e dopo il crollo del 7% della vigilia.

Gli scambi ( 7,2 milioni di titoli trattati) sono già vicini alla media di un‘intera seduta.

In un contesto più sereno per tutto il settore, rimbalza anche Ubi Banca, +1,6% dopo il -12% di ieri. Sono poco mossi Banco Popolare BAPO.MI e Unicredit (CRDI.MI) mentre sono in leggero terreno negativo Mps (BMPS.MI) e Intesa Sanpaolo (ISP.MI). Lo Stoxx europeo bancario .SX7P avanza dello 0,2%.

“E’ un rimbalzo tecnico dopo che il mercato si attendeva un aumento di capitale molto diluitivo, soprattutto dopo le forti perdite ieri”, ha detto un analista.

“E’ stata una giusta decisione”, aggiunge un trader.

Nel comunicato sui conti 201, diffuso nella tarda serata di ieri, l‘istituto milanese afferma che “analizzata la situazione patrimoniale attuale del gruppo, il consiglio di amministrazione ha deliberato di non procedere ad alcuna operazione di aumento di capitale, non ravvisandone la necessità”.

CDA DIVISO SU AUMENTO, DIBATTITO MERCATO SU RATIOS

La decisione sulla ricapitalizzazione, al centro dei dibattiti interni alla banca nelle ultime settimane, è stata presa in un clima di contrapposizione interna, spiega una fonte vicina al consiglio.

“La situazione patrimoniale non evidenziava la necessità di ricorrere all‘aumento di capitale”, dice la fonte.

“C‘era anche il rischio di penalizzare troppo gli azionisti, per non dire poi che l‘operazione poteva non avere successo”, aggiunge.

La fumata nera di Pop Milano, in contrapposizione con la decisione di Ubi, che con l‘aumento alzerà il suo Core Tier 1 all‘8%, apre il dibattito tra gli analisti sulle necessità di capitale per le banche italiane.

“All‘opposto di Ubi Banca, questa scelta lascia ancora aperto il dibattito attorno all‘attuale approccio della Banca d‘Italia sui requisiti minimi di Core Tier 1 per il settore e alla tempistica per raggiungerli”, si legge in una nota di Deutsche Bank.

A fine dicembre, senza includere i benefici attesi dalla cessione della maggioranza di Bipiemme Vita, il Core Tier 1 del gruppo Pop Milano si attesta al 7,1%, il Tier 1 al 7,8% ed il Total Capital ratio al 10,8%.

Secondo la banca in base alle simulazioni effettuate sui dati di fine esercizio, l‘effetto sul Core Tier1 dei nuovi standard di Basilea 3 “è stimato essere positivo”.

RISULTATI 2010 MISTI PER ANALISTI, BUON TREND IN TRIM4

Pop Milano ha chiuso il 2010 con un utile netto consolidato a 106 milioni di euro, in crescita del 2,3%, e ha proposto un dividendo a 0,10 euro.

Il risultato comprende alcune poste non ricorrenti tra cui quelle, negative, legate alla chiusura del contenzioso fiscale con l‘Agenzia delle Entrate per 169 milioni e i 54,8 milioni derivante dall‘operazione di trasformazione proposta ai portatori delle polizze con sottostanti titoli islandesi.

I dati evidenziano inoltre il deconsolidamento di Anima Sgr dopo la cessione della partecipazione di controllo avvenuta a fine 2010, con il risultato, spiega Mediobanca in una nota, che “sia le commissioni sia i costi operativi sono più bassi della attese”.

Gli analisti, in attesa di maggiori dettagli dalla conference call di oggi pomeriggio, sottolineano comunque la buona dinamica registrata nel quarto trimestre dal margine di interesse (+3% trim/trim), commissioni nette (+8,9) e costi operativi (-1,9%), anche se per alcuni sono in linea con le attese.

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