25 gennaio 2011 / 10:56 / tra 7 anni

PUNTO 1 - Bankitalia toglie risp e priv da Tier1, per Mps -60 pb

* Impatto negativo core Tier 1 per Mps 770 mln, per Intesa

480 mln

* Analisti: Mps può cambiare statuto, emettere convertibile

* Nuovo regolamento in vigore da inizio 2011

(aggiunge commenti analisti, reazione titoli)

di Stefano Bernabei

ROMA, 25 gennaio (Reuters) - Per effetto di una circolare di Bankitalia aggiornata a fine dicembre del 2010 e in vigore da inizio 2011 le banche italiane non potranno più computare nel capitale di vigilanza azioni di risparmio e privilegiate e si ridurranno quindi i loro ratio patrimoniali (Core Tier 1 e Tier 1).

Per Mps (BMPS.MI), che ha 1,1 miliardi di azioni privilegiate tutte in mano alla Fondazione, l‘impatto teorico è di oltre 60 punti base, secondo calcoli Reuters. Occorre considerare che le privilegiate hanno un valore nominale di 0,67 euro e le attività ponderate per il rischio di Mps valgono circa 115 miliardi di euro.

Considerando anche 18 milioni di azioni di risparmio, questa nuova regola “toglie 770 milioni di capitale al Mps”, dice una analista, calcolando l‘effetto sulle RWA comunicate a fine settembre scorso.

Per le altre grandi banche italiane l‘impatto è meno rilevante in termini quantitativi.

“Unicredit ha pochissime azioni di risparmio, mentre per Intesa il mercato stima un range di 15-27 punti base a seconda che si utilizzi il valore nominale o anche il sovrapprezzo” osserva una analista.

Secondo calcoli Reuters per Intesa l‘impatto è di 13-14 punti base sul Core Tier 1. Intesa ha 930 milioni di risparmio al nominale di 0,52 euro, quindi in termini assoluti 480 milioni di euro.

Alle 11,30, in una seduta pesante per il settore bancario (-1,73% per l‘indice .SX7P, Mps perde il 4,13%, Intesa SP il 3,41%, Unicredit perde il 2,88%.

PER MPS CAMBIAMENTO STATUTO PER GESTIRE EFFETTO PRIVILEGIATE

“Ora Mps deve fare qualcosa, non può buttare via 60-70 punti base di Core tier 1. Credo che debbano trovare un accordo con la Fondazione, convertendo tutto in ordinarie e congelando i diritti di voto eccedenti il 50%, se va bene a Bankitalia”, dice l‘analista.

La banca senese potrebbe dunque gestire l‘impatto negativo di questa modifica regolamentare attraverso un cambiamento del suo statuto che elimini solo il privilegio sul dividendo di queste azioni speciali oppure trasformandole direttamente in ordinarie.

Se però le azioni fossero trasformate in ordinarie la Fondazione, che già controlla il 44% delle ordinarie e ha il 12% delle privilegiate, risalirebbe oltre il 50% del capitale.

MPS POTREBBE DILUIRE FONDAZIONE CON 1,5 MLD CONVERTIBILE

Una seconda analista ritiene però che per Mps “questa modifica di vigilanza può diventare una opportunità”.

“Anche dai miei calcoli l‘impatto è di 770 milioni di euro. Se trasformano le privilegiate in ordinarie la Fondazione sale al 56% ordinario. Potrebbero cogliere l‘occasione e rafforzare il capitale in vista di Basilea 3 emettendo sul mercato un bond convertibile al 2014 per circa 1,5 miliardi”, dice l‘analista.

In questo modo la Fondazione, facendosi diluire, tornerebbe ad avere circa l‘attuale 46% di ordinarie e non avrebbe più privilegiate.

Un‘altra possibilità teorica, sempre che si ricava dallo statuto Mps, è che la Fondazione venda le privilegiate che si trasformerebbero, con la vendita, in azioni ordinarie. Ma la Fondazione ha detto finora di non voler diluire la propria quota.

Il capitale di Mps è composto da 5,5 miliardi di azioni ordinarie, 1,1 miliardi di privilegiate (tutte in mano alla Fondazione) e 18 milioni di azioni di risparmio.

(ha contribuito Andrea Mandalà da Milano)

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below