18 novembre 2010 / 16:12 / tra 7 anni

Banche Europa, crescono utili 9 mesi,visto +9,9% ricavi 2010-R&S

MILANO, 18 novembre (Reuters) - Il sistema bancario europeo mostra segnali di miglioramento nei primi nove mesi del 2010, riflettendo il trend già visto nella prima metà dell‘anno.

Rimangono le problematiche sul fronte della qualità del credito, ma il livello di patrimonializzazione migliora.

E’ quanto emerge dallo studio di R&S (Mediobanca (MDBI.MI)) sulle maggiori banche europee nel primo semestre del 2010, con uno sguardo ai primi nove mesi, che prende in considerazione diciotto banche del Vecchio Continente: i sedici maggiori istituti per totali attivo oltre ai due maggiori gruppi italiani (UniCredit (CRDI.MI) e Intesa Sanpaolo (ISP.MI)).

I dati aggregati sui nove mesi (in questo caso il panel riguarda quattordici banche) mostrano una crescita dell‘utile netto del 74,5% rispetto allo stesso periodo del 2009 a 39,4 miliardi di euro, un dato che riflette soprattutto il ritorno all‘utile di Ubs UBSN.VX e Commerzbank (CBKG.DE) ma anche il deciso recupero, tra gli altri, delle francesi Bnp Paribs (BNPP.PA) e SocGen (SOGN.PA) e dell‘olandese Ing ING.AS.

I ricavi, sempre a livello aggregato, sono in progresso del 5% a 281,4 miliardi, mentre le perdite su crediti calano del 26% a 46,5 miliardi. Contrariamente al dato generale, ma non uniche nel panorama europeo, le big italiane Unicredit e Intesa Sanpaolo hanno visto una riduzione del risultato netto - rispettivamente del 24,6% e del 2,7% - e dei ricavi (-6,3% e -7%) ma anche minori perdite su crediti (-18% e -15%).

PROIEZIONE RICAVI 2010 A 495,5 MLD, +9,9% SU 2009

I bilanci aggregati dei nove mesi mostrano una ripresa dei ricavi del 10,8% a 247,8 miliardi, grazie soprattuto al balzo del trading che, con 37,3 miliardi, registra il livello più elevato dai due semestre precedenti.

E’ stato modesto, tuttavia, l‘apporto dell‘attività di trading ai ricavi delle banche italiane con un saldo addirittura negativo per UniCredit.

Su base annua, i ricavi del 2010 sarebbero pari a circa 495,5 miliardi, in rialzo del 9,9% rispetto al dato del 2009 che a sua volta aveva superato del 4,8% i ricavi del 2007, l‘anno precrisi.

Allo stesso modo i primi sei mesi mostrano una riduzione delle perdite su crediti (-29%) anche se restano a livelli rilevanti. Le maggiori sono state sopportate dalle inglesi Lloyds, Rbs, e Hsbc, seguite dal Santander e UniCredit che, con 3,5 miliardi, ha visto assorbito il 26,6% dei ricavi.

Il risultato corrente aggreggato è più che doppio rispetto a quello dei due semestri dell‘anno scorso, mentre il risultato netto registra un significativo aumento del 42,5%.

Gli stati patrimoniali evidenziano che l‘olandese Rabobank è la banca con il livello più elevato di impieghi verso la clientela (67,3%), seguito dale banche spagnole (attorno al 60%) e italiane con valori prossimi a quelli degli istituti iberici.

CRESCE PESO DEI DERIVATI, CONTENUTO PER UNICREDIT, INTESA

Tra gli attivi rischiosi l‘esposizione sui derivati è cresciuta a fine giugno a 4mila miliardi da 3.200 miliardi di fine dicembre 2009 con un peso sul totale dei bilanci del campione che sale al 21% dal 18%. Per alcune banche, come Deutsche Bank, Ubs e Barclays il peso degli strumenti derivati era pari o superiore a un terzo del totale di bilancio, mentre è contenuta per le due principali banche italiane, UniCredit (12%) e Intesa Sanpaolo (8%).

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