10 novembre 2010 / 10:41 / 7 anni fa

PUNTO 1-UniCredit, netto trim3 sotto attese, non lascia Germania

(Riscrive con dettagli conference call, commenti analisti)

MILANO, 10 novembre (Reuters) - UniCredit (CRDI.MI) ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto sotto le attese degli analisti ma il risultato non riflette il pieno potenziale del gruppo.

Lo ha detto il nuovo AD Federico Ghizzoni che, oggi al debutto con la comunità finanziaria nella conference call sul terzo trimestre, ha tracciato le linee guida della strategia di UniCredit per i prossimi anni, che non prevede un ridimensionamento della presenza in Germania o nell‘area Cee e della divisione Cib.

L‘utile netto si è attestato a a 334 milioni di euro, sotto i 379 milioni previsti dagli analisti, secondo un sondaggio Thomson Reuters I/B/E/S, e in calo dai 394 milioni di un anno prima.

Stabile rispetto al secondo trimestre il margine di intermediazione che ha raggiunto quota 6,494 miliardi con la ripresa dei proventi da negoziazione (381 milioni) che ha controbilanciato gli effetti stagionali sulle commissioni (poco sopra i 2 miliardi) e la moderata flessione del margine di interesse (a 3,919 miliardi da 3,977 miliardi).

A fronte di una leggera contrazione dei costi operativi - in calo dello 0,7% a 3,911 miliardi - il risultato di gestione si è attestato a 2,583 miliardi (+1,1%) per un cost/income che scende al 60,2% dal 60,7% del trimestre precedente.

Nel periodo sono stati effettuate rettifiche nette su crediti e accantonamenti per 1,634 miliardi (in calo dagli 1,7 miliardi del secondo trimestre) con un costo del rischio che scende a 117 punti base, livello minimo da dicembre 2008.

UNICREDIT GIA’ IN LINEA CON REQUISITI BASILEA 3 AL 2013

La banca è già in linea con i requisiti di Basilea 3 al 2013, ha spiegato Ghizzoni.

Gli utili non distribuiti cumulati all‘1 gennaio 2013, infatti, saranno sufficienti a controbilanciare l‘impatto di Basilea 3, ha detto. Impatto che sarà comunque mitigato dalla particolare struttura e dal business mix del gruppo affatto sbilanciato sul portafoglio di trading e sul business dei derivati e con una solida base di raccolta.

A fine settembre il Core Tier 1 è salito all‘8,61% con una crescita di 20 punti base rispetto a fine giugno grazie sia all‘utile netto di periodo sia alla riduzione dei ‘risk weighted asset’ scesi dell‘1,2%. Il Tier 1 è al 9,67%.

ESCLUSO RIDIMENSIONAMENTO CEE, CIB, ILLOGICO LASCIARE GERMANIA

Ghizzoni ha escluso un ridimensionamento della presenza nei paesi Cee e nell‘area Corporate & Investment Banking pur con una diversa allocazione del capitale e con un differente mix sia geografico sia di attività.

L‘area Cee “per noi è un‘area di crescita. E’ stato scritto che vogliamo ridurre la nostra presenza, io dico che non è assolutamente vero”, ha spiegato sottolineando un maggior focus su Polonia, Turchia o Repubblica Ceca che hanno maggiore potenziale di crescita e non escludendo il disinvestimento da alcuni paesi.

Ghizzoni ha poi escluso un ridimensionamento delle attività in Germania, mossa che sarebbe “illogica” visto che si tratta della prima economia europea. “Certo abbiamo numeri migliori nel Cib che nel retail e su questo stiamo lavorando” con il DG Roberto Nicastro.

Su Pioneer il processo di revisione strategica è in corso. “Abbiamo ricevuto alcune offerte e stiamo valutando se incontrano le nostre richieste”, ha detto Ghizzoni. “Pensiamo che Pioneer abbia bisogno di accrescere le sue dimensioni per avere economie di scala ma non vogliamo rinunciare del tutto all‘asset management”, ha spiegato.

TITOLO CEDE 1,87%, SOTTOPERFORMA RISPETTO A STOXX EUROPA

Il titolo non ha accolto bene i risultati trimestrali e cede alle 11,25 italiane l‘1,87% a 1,787 euro con uno stoxx di settore in Europa .SX7P che perde lo 0,70%.

“La stabilizzazione del margine di interesse, l‘aumento delle commissioni e la riduzione degli accantonamenti per perdite su crediti sono segnali positivi”, fa notare un analista subito dopo l‘annuncio dei conti. “Ma ci sarebbero piaciuti più dettagli sull‘impatto di Basilea 3 come ha fatto Intesa (ISP.MI) ieri”, ha aggiunto, notando che l‘imposizione fiscale per il periodo è stata molto più elevata rispetto al medesimo trimestre dell‘anno scorso.

“Secondo noi i risultati non sono ancora convincenti”, dice Christoph Brossman di WestLB. “La ripresa degli utili è ancora esitante e siccome i volumi degli impieghi restano sottotono e lo scenario dei tassi basso prevediamo che il recupero sia rinviato”, aggiunge.

(Gianluca Semeraro, Redazione Milano, +39 02 66.129.503; RM: gianluca.semeraro.reuters.com@reuters.net; email: gianluca.semeraro@thomsonreuters.com))

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