9 novembre 2010 / 13:07 / tra 7 anni

PUNTO 2 -Intesa a posto con Basilea 3, netto 2010 meglio di 2009

(aggiunge dettagli da conference call, chiusura titolo)

MILANO, 9 novembre (Reuters) - Intesa Sanpaolo (ISP.MI) ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto di 510 milioni, poco sotto le attese, ma vede per il 2010 un lieve miglioramento rispetto al 2009 e si ritiene già in grado di rispettare i nuovi standard patrimoniali di Basilea 3 senza il ricorso a ulteriori misure sul capitale.

L‘utile del terzo trimestre, che ‘normalizzato’ si attesta a 633 milioni, si confronta con i 674 milioni di un anno prima e con il miliardo del secondo trimestre, quest‘ultimo ‘influenzato’ dalla plusvalenza di 648 milioni per la cessione delle securities services.

Il dato cumulato dei primi nove mesi si porta a 2,2 miliardi, in calo del 2,7% su base annua, calo dovuto alle attività retail domestiche, compresse dall‘Euribor ai minimi storici e su cui il piano di impresa in preparazione sta mettendo a punto il recupero di redditività, spiega una nota.

A fine settembre il Core Tier 1 è al 7,7%, il Tier 1 all‘8,9%, valori che proforma, cioè considerando operazioni straordinarie già effettuate e azioni di capital management programmate o a disposizione, si attestano sopra il 9,4% e il 10,6%.

Basilea 3 avrà un impatto negativo sul Core Tier 1 di 68 punti base.

“Siamo fiduciosi che saremo in grado di rispettare i nuovi requisiti patrimoniali senza altre misure sul capitale oltre a quelle già pianificate”, ha detto l‘AD Corrado Passera nella conference call con gli analisti.

Il banchiere ha poi escluso che sul tavolo vi sia l‘ipotesi di un dividendo in azioni, “mai presa in considerazione”. “Spetta poi al board, non posso dire nulla su questo”, ha aggiunto.

Il titolo, dopo una seduta volatile, ha chiuso in rialzo dell‘1,01% a 2,49 euro.

Un broker estero sottolinea la dinamica positiva dei costi, diminuiti dell‘1,7%, mentre un altro dice che l‘utile netto “è inferiore alle nostre stime, a causa principalmente di commissioni e ricavi da trading più deboli”.

IN TRIM3 TIENE MARGINE INTERESSE, IN CALO ACCANTONAMENTI

Nel terzo trimestre i proventi operativi netti hanno di poco superato i 4 miliardi, con un incremento dello 0,7% rispetto al secondo trimestre.

Lo spaccato vede interessi netti per 2,47 miliardi (+0,3%) che beneficiano della leggera crescita dei tassi Euribor a fronte di una dinamica positiva degli impieghi dell‘1,1%. Le commissioni sono state di 1,333 miliardi (-5,5%) mentre il risultato del trading è positivo per 126 milioni.

A fronte di oneri operativi in calo dell‘1,7% a 2,263 miliardi, il risultato della gestione operativa sale del 3,9% a 1,789 miliardi.

Nel periodo sono stati effettuati accantonamenti e le rettifiche di valore di 742 milioni in calo dai 934 milioni del secondo trimestre.

Passando allo spaccato divisionale, la Banca dei Territori, l‘anima retail del gruppo, ha visto nel terzo trimestre un risultato netto positivo per 207 milioni con una crescita rispetto ai tre mesi precedenti del 22,5%. I ricavi si sono attestati a 2,377 miliardi in calo del 2,9%, con oneri operativi in crescita dello 0,4% a 1,472 miliardi.

INTESA GUARDA A POLBANK, IN PROX GIORNI VEDREMO SE E’ VALIDA

Passera ha confermato l‘interesse per la polacca Polbank, messa in vendita dalla greca EFG Eurobank EFGr.AT. “Può essere un modo per entrare in Polonia. E’ questione di prezzo e di tipo di accordo che raggiungeremo con i venditori. Vedremo nei prossimi giorni se è un‘operazione” che dà valore, ha spiegato.

La banca in generale è interessata a estendere il proprio network internazionale ma sedersi a un tavolo con UniCredit (CRDI.MI) per mettere in atto uno swap di asset - come suggerito da un analista - “non è cosa che possa accadere nella vita reale”, ha sottolineato Passera.

“Siamo molto contenti del contributo del network internazionale”, ha poi aggiunto. La Divisione Banche Estere ha segnato una crescita dell‘utile netto del 24,5% a 116 milioni e proventi operativi netti di 573 milioni (+0,8%).

Sul consolidamento in Italia, Passera si è limitato a dire che “con l‘acquisizione di Monte Parma, Intesa ha dato il suo contributo”.

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