27 luglio 2010 / 14:15 / tra 7 anni

PUNTO 2-Fiat registra newco Pomigliano, timori per disdetta CCNL

Accorpa pezzi precedenti

di Gianni Montani e Giselda Vagnoni

TORINO/ROMA, 27 luglio (reuters) - Fiat FIA.MI ha registrato oggi la nuova società dove potrebbe far confluire le attività e i dipendenti dello stabilimento di Pomigliano d‘Arco e i sindacati temono che la prossima mossa possa essere la disdetta del contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici.

Una fonte finanziaria ha riferito a Reuters che la nuova società è denominata Fabbrica Italiana Pomigliano, presidente l‘amministratore delegato del gruppo Sergio Marchionne.

Sullo stabilimento campano Fiat ha raggiunto un accordo con i sindacati, non sottoscritto dalla Fiom, in base al quale i lavoratori accettano un allentamento dei loro diritti in cambio di un rafforzamento della produzione di auto che richiederà un investimento da 700 milioni di euro.

I metalmeccanici della Cgil ritengono che le nuove regole violino il contratto nazionale, alcune leggi e anche la Costituzione.

L‘intesa è stata approvata dalla maggioranza dei lavoratori di Pomigliano in un referendum il mese scorso ma con una percentuale di sì, il 62%, ritenuta da molti insufficiente per garantire un ordinato svolgimento del lavoro.

La costituzione della nuova società dovrebbe consentire a Fiat di assumere a Pomigliano solo coloro che sottoscrivono le nuove condizioni di lavoro.

Secondo una fonte sindacale, tuttavia, Marchionne vuole spingersi oltre alla semplice rivisitazione delle condizioni di lavoro a Pomigliano e giovedì potrebbe annunciare di non voler più attenersi al contratto collettivo nazionale dei lavoratori metalmeccanici e dunque l‘uscita da Confindustria.

“La Fiat ha ... registrato la New Company. Aveva la necessità di rendere esigibile l‘accordo stipulato con Fim, Uilm, Fismic e Ugl”, scrive in una nota Giuseppe Terracciano, segretario della Fim campana.

“Chiediamo alla Fiom di ripensarci e alla Fiat di fermarsi qui. L‘accordo diventa esigibile, e i comportamenti difformi sanzionabili. Non serve cambiare il CCNL”, aggiunge.

GIOVEDI’ ATTESE ‘COMUNICAZIONI UFFICIALI’

La Fiat ha convocato per giovedì i sindacati dei metalmeccanci, compresa la Fiom, per “comunicazioni ufficiali”.

Stamattina, intervistato da Radio Anch‘io il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi non ha risposto direttamente alla domanda se Fiat intenda fare in futuro ai suoi dipendenti un contratto diverso da quello nazionale del settore.

“Dovranno essere le parti tra di loro a definire i modi con cui regolare questo processo. La soluzione deve essere comunque condivisa”, ha risposto in proposito Sacconi.

“Quello che ci interessa è che nel quadro dell‘organizzazione del gruppo Fiat ci siano missioni produttive sostenibili nel tempo nei siti italiani, tra i quali Mirafiori”, ha detto Sacconi.

La settimana scorsa Marchionne ha annunciato a sorpresa il trasferimento della produzione delle future monovolume dall‘Italia alla Serbia tra fine 2011 e inizio 2012. Questo ha fatto nascere preoccupazioni sulle prospettive di Mirafiori.

La decisione è stata criticata dallo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ma in termini che l‘opposizione ha definito troppo morbidi.

“Mi pare francamente incredibile che il governo italiano da un lato incoraggi Marchionne a svolgere una contesa con la classe operaia di Pomigliano che ha tutto il sapore del ricatto... E poi, di fronte al fatto che Marchionne abbandona Mirafiori per andare in Serbia ...allora bisogna fare un‘opera di moral suasion”, ha detto in un‘intervista a Reuters il governatore di centrosinistra della Puglia e aspirante candidato premier Nichi Vendola.

- hanno contribuito Stefano Bernabei e Massimiliano Di Giorgio da Roma

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