14 maggio 2010 / 07:35 / tra 8 anni

PUNTO 2 - Ubi Banca, proventi trim1 in calo, titolo venduto

(aggiunge commenti da conference call, analisti, aggiorna andamento titolo)

MILANO, 14 maggio (Reuters) - Ubi Banca (UBI.MI) annuncia un primo trimestre con utile netto in rialzo a 38,1 milioni di euro da 24,3 milioni del trimestre di confronto, mentre calano del 14,4% i proventi operativi a 852,5 milioni, penalizzati da un -18,3% del margine di interesse che cala a 533,3 milioni.

La debole performance sul fronte dei ricavi ha deluso gli analisti, alimentando le vendite del titolo in borsa, che resta la maglia nera dell‘indice principale .FTMIB con un calo, alle 14,25 circa, del 6,25% a 7,95 euro a fronte di un settore bancario europeo .SX7P in perdita del 3,5%.

Gli analisti sottolineano il fatto che alla discesa del margine di interesse - trend sostanzialmente atteso nell‘attuale contesto dei tassi - non si è contrapposto un sufficiente rialzo delle commissione nette (+0,8% a 293,6 milioni), mentre il trading ha riporatato una perdita di 4,9 milioni (da +18,3 milioni del primo trimestre 2009).

“La top-line è più debole delle attese”, commenta un analista. “Hanno avuto una perdita sul trading, piccola, ma è sempre una perdita”, aggiunge.

“Sembra che stiano soffrendo più delle altre banche per i bassi livelli dei tassi di interesse. Un calo di questo tipo non era atteso”, aggiunge un altro.

Tra gli altri dati trimestrali scendono gli oneri operativi a 617 milioni (-0,4%) e il risultato della gestione operativa si attesta a 235,6 milioni da 376,4.

SU PROVENTI PESA EFFETTO TASSI, ESTINZIONE ANTICIPATA MUTUI

Nel corso della conference call con gli analisti, l‘AD Victor Massiah ha spiegato che sui margini ha pesato tanto il calo ininterrotto dei tassi di mercato in quanto “in termini di volumi non abbiamo avuto nessun particolare effetto negativo”.

Altro elemento penalizzante sui ricavi è stata una diffusa estinzione anticipata dei mutui a tasso fisso e la conseguente chiusura dei relativi derivati di copertura che ha comportato un impatto negativo sull‘attività finanziaria.

L‘AD vede ancora pressioni a breve termine sui tassi di interesse a causa soprattutto delle tensioni sui mercati del debito sovrano. Sulle strategie per sostenere i ricavi, Massiah dice che la banca è concentrata sul fronte interno per portare a benchmark le performance delle filiali più deboli dopo l‘operazione di ottimizzazione della rete sportelli.

BENEFICI PIANO TAGLIO COSTI PERSONALE ATTESO IN 2011 La banca si aspetta che le trattative con i sindacati sul piano di tagli del costo del personale potranno terminare nei prossimi giorni.

“Il pieno beneficio dei tagli di costi è atteso per il 2011 e in parte nell‘ultimo trimestre del 2010”, ha detto Massiah che non ha voluto fornire ulteriore dettagli.

Nel primo trimestre le spese per il personale sono state pari a 371 milioni in calo del 2% rispetto al primo trimestre del 2009.

Guardando al resto del bilancio, Ubi ha visto nel periodo impieghi in rialzo dello 0,9% a 97,8 miliardi (rispetto a dicembre 2009 c’è uno 0,2% in meno), mentre la raccolta totale sale del 5,6% a 178,6 miliardi (+1,5% su dicembre). In calo il costo del credito, 54 punti base da 66 nel primo trimestre 2009 a fronte di rettifiche di valore nette per deterioramento del credito a 131,9 milioni da 159,6 del trimestre di confronto.

Per i crediti deteriorati ci sono svalutazioni a 105,4 milioni che si confrontano con 122,8 milioni nel trim1 2009.

Al 31 marzo i crediti netti deteriorati ammontano a 4,7 miliardi pari al 4,8% (era 4,61 a fine dicembre 2009) dei crediti netti. Il ratio sofferenze nette/impieghi netti peggiora a 1,53% da 1,36% di dicembre, il rapporto incagli netti/impieghi netti sale a 1,95% da 1,88%.

Sul fronte dei ratios patrimoniali il core tier1 è al 7,41%, il tier1 al 7,94%, e il total capital ratio al 12%.

Per l‘evoluzione della gestione “si conferma il quadro tendenziale delineato nell‘informativa di bilancio”.

Le attività finanziarie nette in portafoglio sono 8,3 miliardi. L‘esposizione verso la Grecia è limitata a 24,8 milioni (al 30 aprile) ed è nulla per Spagna,Irlanda e Portogallo.

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