14 maggio 2010 / 06:14 / tra 7 anni

PUNTO 2 - Unipol punta a utile 2012 a 250 mln, in trim1 1 mln

* Utile netto consolidato trim1 1 mln euro, attesa 21 mln

* Punta a utile netto consolidato di 250 mln in 2012

* Combined ratio danni visto a 97,5%, solvency ratio a 1,4

* Titolo in calo oltre 3%

(Aggiunge dettagli da presentazione)

MILANO, 14 maggio (Reuters) - Unipol (UNPI.MI) punta a un utile netto consolidato di 250 milioni di euro al 2012, dopo aver chiuso il primo trimestre di quest‘anno con un risultato netto consolidato positivo per un milione.

Tra gli altri obiettivi del nuovo piano industriale del gruppo bancario-assicurativo figurano inoltre 4,65 miliardi premi diretti per il ramo danni (Cagr +2,9% sul 2009) e 3,1 miliardi di premi diretti vita (+12,4%).

Il titolo a Piazza Affari intorno a metà giornata cede oltre il 3%.

Al momento l‘andamento del comparto assicurativo del gruppo conferma la dinamica osservata nel primo trimestre, periodo in cui si è registrata una flessione dei premi diretti tanto nel ramo ‘danni’ che in quello ‘vita’.

A fine marzo la raccolta di premi diretti nell‘area danni risultava in flessione del 3,7%, calo che Unipol attribuisce alla “rigorosa politica assuntiva” in essere dalla seconda metà dello scorso anno. Il combined ratio era a 105%, in miglioramento dal 108% di fine 2009 ma nettamente sopra il 99,6% di un anno prima. L‘obiettivo è di portare l‘incidenza di sinistri e spese di gestione sui premi al 97,5% nel 2012.

Incontrando la comunità finanziaria per presentare il piano, l‘AD Carlo Cimbri ha sottolineato che la discesa del combined ratio sarà graduale e che per quest‘anno è previsto un “drastico miglioramento che lo avvicinerà a 100”.

Più deciso il calo della raccolta diretta nel ramo vita. Con 1,19 miliardi a fine marzo evidenziava un calo del 28,2% sul primo trimestre 2009, periodo in cui si era beneficiato dell‘aumento “non ripetibile” della raccolta di Bnl Vita.

CONFERMATO OBIETTIVO 2010 IN UTILE

Pur con le incertezze derivanti dalle rinnovate tensioni sui mercati finanziari evidenziatesi nelle ultime settimane, Unipol conferma l‘obiettivo di ritornare a un risultato positivo quest‘anno.

La prudenza resta comunque d‘obbligo. “Le vicende delle ultime settimane ci inducono ad avere qualche cautela sul futuro”, ha detto Cimbri.

Unipol ha chiuso il 2009 con una perdita di 769 milioni di euro a causa di svalutazioni di riserve in azioni per oltre 600 milioni di euro. Il gruppo ha varato un aumento di capitale da 500 milioni di euro.

L‘aumento di capitale, la cui esecuzione è prevista entro l‘estate, finanzierà in parte l‘acquisto di Arca e in parte lo sviluppo nei prossimi tre anni, ha dichiarato l‘AD.

Per quanto riguarda la strategia del gruppo, “concentriamoci su quello che sappiamo fare per non disperdere forze, energie e talenti su strade che non conosciamo”.

La banca, in particolare, “è un po’ troppo sparpagliata sul territorio, bisogna accorciare le fila degli sportelli bancari e presidiare meglio alcune zone, non si può essere dappertutto”, ha aggiunto.

Cimbri ha anche sottolineato che non sono previste acquisizioni nell‘arco del piano, sia a livello di gruppo che per la divisione banca.

Quanto alla politica dei dividendi, Unipol si muoverà nel solco della tradizione anche se le ipotesi sulla cedola contenute nel piano industriale verranno di volta in volta valutate in relazione alle condizioni di mercato.

Tornando agli obiettivi del piano, nel ramo vita Unipol punta a un margine sul nuovo business del 25% al 2012.

Tra gli altri target un solvency ratio stabile all‘1,4 e un utile netto del gruppo bancario di 50 milioni di euro da una perdita di 24 milioni a fine 2009.

In gennaio-marzo la raccolta diretta dell‘area bancaria si è attestata a 8,4 miliardi con margine di intermediazione stabile.

Le linee strategiche del piano puntano sui segmenti retail e delle piccole e medie imprese.

A fronte del milione di utile netto consolidato del periodo, il risultato di pertinenza del gruppo è negativo per sette milioni.

Il presidente della compagnia, Pierluigi Stefanini, ha anche fatto cenno a una “riflessione” su possibili cambiamenti nella catena di controllo avviata dagli azionisti Holmo e Finsoe.

“E’ in atto una riflessione per ottimizzare l‘assetto del gruppo” che ha come obiettivi “assicurare al mercato una catena trasparente e sostenere il gruppo”.

Holmo possiede oltre l‘80% di Finsoe che a sua volta è azionista di Unipol.

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