10 maggio 2010 / 16:17 / 7 anni fa

PUNTO 1-Mediobanca, utile 9 mesi decuplicato,Pagliaro presidente

(riscrive aggiungendo dettagli da nota e conference call)

MILANO, 10 maggio (Reuters) - Mediobanca (MDBI.MI) archivia i primi nove mesi dell‘esercizio 2009-2010 con un utile netto di 354,4 milioni, quasi dieci volte il dato di un anno prima pari a 39,3 milioni.

I ricavi sono cresciuti nel periodo del 25,3% a 1,6 miliardi con un contributo positivo di tutte le divisioni, dice una nota. In particolare si registra una crescita dei ricavi per il Corporate e Investment Banking (+16%), il Retail e Private Banking (+10%) e il Principal Investing (che torna positivo per 134 milioni). Questo nonostante un contesto economico e mercati finanziari “ancora assai fragili”, spiega la nota.

Il consiglio ha nominato Renato Pagliaro nuovo presidente di Piazzetta Cuccia, in sostituzione di Cesare Geronzi, passato il mese scorso alla guida di Generali (GASI.MI). A Pagliaro va anche la presidenza del comitato Remunerazioni.

Una nomina, preannunciata da tempo, che era un vecchio pallino dello storico ex AD di Mediobanca Vincenzo Maranghi, scomparso qualche anno fa.

“E’ molto importante che Pagliaro sia diventato presidente perché Maranghi ha sempre detto: ‘Bisogna che Renato sia presidente’”, secondo quanto riferito da Vincent Bollorè, consigliere e azionista di Mediobanca al termine della riunione del Cda.

Francesco Saverio Vinci succede a Pagliaro come direttore generale, mentre Clemente Rebecchini assume la guida della divisione Principal Investing.

IN TRIM3 UTILE NETTO A 84 MILIONI, CORE TIER I OLTRE 11%

Nel solo terzo trimestre l‘utile netto si attesta a 84 milioni contro la perdita di 61 milioni di un anno prima, dice una nota.

Nel periodo i ricavi sono stati invece pari a 455 milioni, in crescita dai 337 milioni di un anno prima.

Per CheBanca!, l‘iniziativa retail del gruppo, la raccolta è salita a 9,1 miliardi con apporti netti nel trimestre per 1,3 miliardi.

Il periodo ha visto rettifiche sui titoli disponibili per la vendita in calo a 105,5 milioni e una riduzione del costo del rischio a 140 punti base nell‘ultimo trimestre.

Il portafoglio è composto per il 20% da liquidità, il 70% da obbligazioni e il 10% da equity, secondo quanto spiegato dall‘AD Alberto Nagel in conference call. La parte obbligazionaria è costituita per 8,1 miliardi da bond governativi, il 60% dei quali con scadenza 2010 e oltre l‘85% ‘investment grade’, mentre “il resto sono corporate bond per 6,4 miliardi, il 70% più dell‘investment grade”, ha detto Nagel.

Per ciò che riguarda i Pigs, Nagel ha dichiarato che l‘unica esposizione riguarda titoli governativi greci per 400 milioni di euro.

A fine marzo, il Core Tier 1 si posiziona sopra l‘11%, valore registrato a fine dicembre. “Fino a oggi abbiamo generato capitale senza essere condizionati dalla debolezza dell‘economia. Dipenderà dalle nuove normative. Dalle ultime notizie non prevediamo nuove richieste di capitale per la nostra operatività”, ha spiegato.

Sui warrant in circolazione, convertibili fino a marzo 2011 a un prezzo di 9 euro per azione, molto superiore ai 6,72 attuali del titolo, Nagel ha detto che una eventuale decisione potrà esserci solo quando “ci sarà un immagine chiara dell‘impatto della nuova normativa”.

QUOTA GENERALI STABILE, NESSUNA INDICAZIONE PER RIDURLA

L‘AD si è soffermato anche sulla quota Generali che il board considera stabile.

“Per il momento non abbiamo indicazioni né dal cda né dal regolatore che ci portino a diminuire la partecipazione in Generali”, ha aggiunto in riferimento all‘intervista rilasciata a Reuters dal presidente dell‘Antitrust Antonio Catricalà secondo cui la quota andrebbe tagliata di almeno la metà perché si abbiano benefici in termini di concorrenza.

Mediobanca ha in Generali il 13,24% e ha con Mps (BMPS.MI) un accordo per l‘acquisto a termine del suo 1,49% con scadenza 2010.

In generale la contribuzione netta nei nove mesi della divisione Principal Investing, che comprende le partecipazioni stabili in Generali, Rcs (RCSM.MI) e Telco, è positiva per 121,4 milioni, grazie all‘apporto positivo per 161,2 milioni dalla compagnia triestina.

Apporti negativi invece da Rcs per 13 milioni e Telco per 5 milioni.

Il valore di libro complessivo è di 2,8 miliardi, quello di mercato di 3,8 miliardi.

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