3 maggio 2010 / 17:41 / 8 anni fa

PUNTO 2 - Auto Italia, aprile -15,6%, Fiat peggio del mercato

(aggiunge note Unrae, Anfia)

MILANO, 3 maggio (Reuters) - Il mercato dell‘auto in Italia segna un ribasso a doppia cifra, con Fiat FIA.MI che registra una contrazione molto più decisa rispetto all‘andamento generale, dopo la fine degli incentivi.

Secondo le cifre del ministero dei Trasporti, le immatricolazioni di auto in Italia in aprile sono calate del 15,65% su anno a 159.971 veicoli.

Il gruppo Fiat FIA.MI segna un ribasso del 26,2% su anno a 49.156 unità, con una quota di mercato a 30,73% da 31,27% di marzo e dal 35,14% di aprile 2009.

Il mercato risente da questo mese della fine degli incentivi in quanto vanno a esaurimento gli ordini accumulati a fine 2009. Marzo aveva ancora un segno positivo con un +20% circa.

Una fonte nei giorni scorsi, a quattro giorni lavorativi dalla chiusura del mese, aveva previsto un calo di circa il 20% ad aprile, con un dato intorno a 150.000 vetture. Secondo la fonte anche nei prossimi mesi la cifra delle auto immatricolate dovrebbe attestarsi non lontano dai 150.000 veicoli mensili, che significherebbe, confrontato sui dati 2009, un ribasso del 20%.

Il mercato finora sta facendo meglio di quanto aveva previsto Fiat. Il gruppo, durante la presentazione del 21 aprile, aveva indicato per l‘Italia un ribasso di circa il 30% tra aprile e dicembre 2010, rispetto allo scorso anno, in seguito al mancato rinnovo degli incentivi.

SENZA INCENTIVI PENALIZZATE VETTURE PICCOLE

Per la Fiat in particolare aprile 2009, mese di confronto per i dati diffusi oggi, è stato un periodo record.

Il gruppo subisce più di altri la fine degli incentivi che favoriva il segmento di mercato in cui è leader, cioè quello delle vetture di piccole dimensioni ed ecologiche.

La fine dell‘effetto incentivi sta modificando le caratteristiche del mercato italiano dell‘auto, con un calo delle piccole e delle motorizzazioni alternative, dice l‘Unrae, l‘associazione delle case estere.

Ad aprile si vede “un robusto ritorno delle motorizzazioni diesel, che nel mese hanno registrato una quota del 48% rispetto al 43% di un anno fa, e benzina (al 40,1% rispetto al 38,7%)”.

“Il tutto con una contrazione delle immatricolazioni delle vetture dei segmenti di ingresso al mercato, cioè dei segmenti A e B”, spiega la nota Unrae.

Anche l‘Anfia, società dei produttori italiani sottolinea che la situazione “rischia di penalizzare i segmenti di mercato precedentemente interessati dagli incentivi e in particolare le alimentazioni alternative (rispetto alle quali la filiera automotive italiana è leader mondiale a livello produttivo) interrompendo quel circolo virtuoso che ha consentito di triplicarne la quota di mercato nel 2009 (22% vs 7,2% nel 2008)”, spiega in una nota il presidente, Eugenio Razelli.

Secondo l‘indagine del Centro studi promotor, la maggioranza dei concessionari vede un calo delle vendite nei prossimi mesi.

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