26 marzo 2010 / 13:32 / 8 anni fa

PUNTO 1 - Fiat, Italia resta centrale per gruppo - Marchionne

(aggiunge dettagli)

di Elisabetta Jucca e Gianni Montani

TORINO, 26 marzo (Reuters) - L‘AD Fiat FIA.MI Sergio Marchionne dice che l‘Italia rimane centrale per il gruppo, nonostante la prossima chiusura di Termini Imerese e l‘espansione all‘estero per fronteggiare la crisi che ha messo il settore sotto pressione.

Respingendo gli attacchi sulla strategia della società, Marchionne ha difeso in un discorso appassionato le scelte di Fiat dicendo che se ci fossero state alternative non avrebbe deciso di chiudere l‘impianto siciliano.

“La Fiat non è andata all‘estero per capriccio e di sicuro non ha dimenticato l‘Italia”, ha detto Marchionne durante l‘assemblea degli azionisti.

“A volte ho l‘impressione che politica e sindacati non abbiano compreso gli sforzi che la Fiat ha fatto per gestire una situazione così critica”, ha spiegato Marchionne, ricordando gli effetti della crisi finanziaria sui livelli produttivi.

Fiat ha detto più volte che intende chiudere Termini Imerese, che occupa 1.500 persone a inizio 2011. Nei giorni scorsi il quotidiano La Repubblica, citando fonti sindacali, ha parlato di 5.000 esuberi, 2.500 in più rispetto al piano. Il gruppo Fiat e i sindacati hanno smentito.

Il presidente Luca Cordero di Montezemolo ha detto oggi che il gruppo è “in buone condizioni”.

Marchionne ha previsto vendite di auto in calo del 15% sui livelli del 1994 e che ci vorranno quattro anni per tornare ai volumi pre-crisi.

Fiat vede il gruppo vicino a breakeven nel 2010 e un miglioramento dei settori in cui opera, esclusi però auto e componenti.

Nel 2009 il gruppo torinese ha risparmiato 500 milioni su acquisti di materiali e ritiene che su questo fronte ci sarà un ulteriore miglioramento nel 2010.

MARCHIONNE DIFENDE SCELTA DIVIDENDO

L‘AD ha poi difeso la scelta di distribuire il dividendo.

I critici, secondo Marchionne, hanno dimenticato che lo scorso anno “gli azionisti non hanno avuto neanche un centesimo. Se il 2008 per la Fiat ha segnato il trading profit più alto della sua storia gli azionisti non hanno avuto dividendi”.

C‘era allora una situazione di forte incertezza sul futuro e si preferì privilegiare la liquidità.

“Adesso non c’è più quella incertezza e pagare i dividendi è un atto dovuto. Alla luce dei risultati e anche sulla base di prospettive più certe per il futuro”, ha detto Marchionne.

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