10 marzo 2010 / 12:54 / 8 anni fa

PUNTO 1 - Amplifon, utile netto 2009 +51,5%, cedola 0,033 euro

(aggiunge dettagli da comunicato, background, andamento titolo)

MILANO, 10 marzo (Reuters) - Amplifon (AMPF.MI) ha chiuso il 2009 con un utile netto di 29,2 milioni di euro, di cui corrente 26,9 milioni, in crescita del 51,5% rispetto allo stesso periodo 2008.

I ricavi, si legge in un comunicato del gruppo attivo nella distribuzione e applicazione di apparecchi acustici, sono pari a 657 milioni (+2,4%), mentre l‘Ebitda si attesta a 90,1 milioni, in crescita del 21,3%.

Il cda proporrà all‘assemblea il ritorno al dividendo, per un importo di 0,033 euro per azione, con stacco della cedola il 10 di maggio. In totale, Amplifon distribuirà dividendi per 6,3 milioni.

L‘indebitamento netto del gruppo, al 31 dicembre scorso, era sceso a 150 milioni rispetto ai 190,6 milioni del 31 dicembre 2008.

Al 31 dicembre scorso, il free cash era pari a 57,9 milioni, rispetto ai 62,7 milioni di un anno prima, quando, però, ricorda la nota, aveva beneficiato di alcune attività di ristrutturazione del working capital, “non più ripetibili in futuro”.

Piazza Affari sta premiando i conti: attorno alle 13,30, infatti, il titolo Amplifon sale del 2,41%, a 3,8275 euro, dopo aver rinnovato il massimo dell‘anno a 3,8725 euro.

LENTO MIGLIORAMENTO IN 2010, NON ESCLUSE ACQUISIZIONI

Per il 2010 Amplifon “prevede uno scenario macroeconomico in lento miglioramento, ma segnali di debolezza e instabilità rimangono su tutti i mercati di riferimento”.

Quest‘anno, Amplifon intendere focalizzarsi “sul continuo miglioramento dell‘efficienza operativa, sul controllo dei costi e sul raggiungimento di quote di mercato ottimali in tutti i paesi nei quali opera”.

La nota riporta poi le parole dell‘AD Franco Moscetti in cui si accenna ad “una struttura patrimoniale che ci potrà consentire di analizzare anche eventuali opportunità di crescita esterna”.

A proposito di acquisizioni, il cda ha deliberato di sottoporre all‘assemblea straordinaria la proposta di attribuire, per il periodo di cinque anni, la facoltà di aumentare a pagamento il capitale sociale per un importo massimo nominale di 396.840 euro, mediante l‘emissione di 19.842.000 azioni ordinarie (pari al 10% dell‘attuale capitale sociale), “al fine di dotare la società dei mezzi finanziari per cogliere opportunità di crescita esterna o di rafforzamento patrimoniale”.

La capacità di generazione di cassa, che ha consentito al gruppo di ridurre l‘indebitamento di oltre 90 milioni negli ultimi due anni, rende però Amplifon anche un target appetibile per gli operatori di private equity.

Come riferito da più fonti, Amplifon è da tempo nel mirino degli specialisti dei buyout. Il dossier recentemente è stato ripreso in mano dai fondi, alla luce della messa in vendita della divisione apparecchi acustici di Siemens (SIEGn.DE).

Diverse fonti, infatti, nelle settimane scorse hanno spiegato che alcuni fondi hanno ipotizzato la creazione di un polo industriale che unisse la divisione di Siemens, attiva nella produzione, e la rete distributiva di Amplifon.

Il 2 marzo scorso il numero uno del settore healthcare di Siemens ha detto ai manager della divisione che la vendita dell‘asset è stata congelata perché le offerte presentate dai potenziali acquirenti sono state giudicate troppo basse.

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