16 febbraio 2010 / 17:22 / 8 anni fa

Arkimedica vende divisione medical devices, closing entro giugno

MILANO, 16 febbraio (Reuters) - Arkimedica AKM.MI ha avviato il processo d‘asta per la cessione della divisione medical devices, che conta di chiudere entro giugno.

E’ quanto ha annunciato il management del gruppo attivo nel managed-care, in occasione di una conferenza stampa di presentazione delle strategie industriali e finanziarie.

Il processo di asta viene gestito da Rothschild, che si occuperà della cessione della controllata Deltamed, azienda che coincide con la divisione medical devices.

“Abbiamo già ricevuto diverse manifestazioni d‘interesse”, ha affermato Simone Cimino, vice presidente di Arkimedica e numero uno dell‘operatore di private equity Cape Natixis, a cui fa capo il 33,627% del capitale.

La divisione medical devices ha chiuso i primi nove mesi del 2009 con un valore della produzione di 12,263 milioni e un Ebitda di 3,602 milioni. “E’ un‘azienda gioiello”, ha aggiunto Cimino.

Le manifestazioni d‘interesse sono giunte da soggetti industriali. L‘asset in vendita viene valutato circa dieci volte l‘Ebitda.

A valle della cessione di Deltamed, Arkmedica, ha spiegato Claudio Cogorno, presidente del gruppo, avrà una struttura più semplice, dato che la divisione contract (specializzata nella fornitura di arredi per strutture ospedaliere e residenze per anziani) è di fatto già integrata nella divisione care (gestione di residenze sanitarie assistenziali, Rsa). Altra gamba di Arkimedica è la divisione equipment (impianti per la sterilizzazione farmaceutica e ospedaliera).

Il management (erano presenti anche il Cfo, Fabio Marasi, e il consigliere Cinzio Barazzoni) non ha escluso la vendita degli immobili di proprietà.

Sinora, ha riconosciuto Cimino, “il mercato non ha apprezzato” la natura del business difensivo di Arkimedica, che, ha detto il vice presidente, ha consentito di archiviare il 2009 con “una crescita del fatturato (su base organica) almeno ad una cifra” e con un incremento dell‘Ebitda del 7-10%.

Forse, ha spiegato Cimino, il mercato ritiene eccessivo l‘indebitamento finanziario netto (112,678 milioni al 30 settembre scorso), ma, ha puntualizzato Marasi, “non ci sono particolari tensioni con il sistema creditizio, perché i debiti sono garantiti dal circolante e da ipoteche”.

Cimino ha ribadito che Cape è pronta a vendere la quota in Arkimedica se qualcuno offrisse 1,6 euro per azione (il titolo ha chiuso in calo dell‘1,33%, a 0,63 euro).

“L‘azionista di riferimento puà rimanere sino al novembre 2012”, ha spiegato Cimino, periodo eventualmente estendibile. La vendita “è un‘opportunità”.

Il numero uno di Cape ha aggiunto che “ci sono colloqui” con potenziali compratori della quota di Arkimedica, ma ci sono complicazioni legate all‘eventuale Opa.

Va ricordato che il 10 febbraio scorso, a Parigi, ha debuttato Medica MDCA.PA, colosso del settore presente anche in Italia. Inoltre, Kos, la ex Hss che fa capo a Cir (CIRX.MI), è in rampa di lancio per sbarcare a Piazza Affari.

Al netto di altre acquisizioni e una volta portate a regime due strutture in Piemonte, nel 2010 Arkimedica arriverà a gestire 2.270 posti letto. Medica, ha ricordato Marasi, si è quotata sulla base di una valutazione di 100.000 euro per posto letto. Kos conta su 5.427 posti letto.

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