19 gennaio 2010 / 12:12 / 8 anni fa

PUNTO 1- Eni negativa in Borsa su voci riduzione stime trim4

(Aggiunge dettagli, report analisti, background)

MILANO/LONDRA, 19 gennaio (Reuters) - Eni (ENI.MI) scivola a Piazza Affari penalizzata da voci di mercato secondo cui il colosso petrolifero italiano avrebbe informato gli analisti di avere rivisto al ribasso le stime per il quarto trimestre 2009.

Voci alimentate da una incomprensione, secondo quanto riferisce una fonte vicina alla situazione. Due analisti di quelle banche che, secondo le voci di mercato avrebbero ricevuto la guidance, hanno detto a Reuters di non avere ricevuto una simile guidance e non prevedono di cambiare le loro stime.

I due analisti hanno detto di avere anche contattato Eni sulle voci e a loro è stato detto che non c’è alcun bisogno di rivedere le stime.

Alle 12,50 il titolo cede il 2,17% a 18,04 euro a fronte dello stoxx europeo oil&gas in calo dello 0,5%.

Eni non commenta questi rumours, mentre una fonte, nel ricostruire la vicenda, sottolinea che tutto è nato da una incomprensione di un analista. “Un analista ha cambiato le proprie stime alla luce della conference call sul terzo trimestre in cui si parlava del tax rate di fine anno e questo ha generato una serie di voci”, ha spiegato la fonte a Reuters.

Il gruppo guidato da Paolo Scaroni aveva tagliato le stime di produzione per il 2009 lo scorso ottobre.

Oggi alcuni studi di banche d‘affari stranieri tornano sul gruppo. Collins Stewart ha tagliato la raccomandazione a “sell” da “hold”, aumentando però il prezzo obiettivo a 17,5 da 17 euro. “Il titolo ha fatto peggio del settore lo scorso anno, anche a seguito dell‘annuncio del taglio del dividendo interim da 0,65 a 0,50 euro. Nel breve termine ci attendiamo che anche quello a saldo sarà di 0,50 euro, anche se questo sembra già essere scontato dal mercato. Quello che di cui non siamo invece convinti è che ci siano nel consensus i rischi legati agli attuali obiettivi di produzione”, si legge nello studio.

A scatenare le vendite sul mercato anche la notizia di ieri proveniente dall‘Uganda, dove Tullow Oil (TLW.L) ha deciso di esercito il diritto di prelazione sulla vendita del 50% di due blocchi petroliferi da Heritage Oil HOIL.L a Eni per 1,5 miliardi di dollari, mettendo così in forse lo sbarco del gruppo italiano nel Paese africano.

Secondo uno studio di Bank of America-ML Eni “potrebbe aumentare l‘offerta su Heritage, continuando a fare lobby sul governo ugandese per fermare la mossa di Tullow. Eni spenderà comunque di più del previsto e crediamo che il mercato aumenterà le domande al management sull‘approccio al deal mettendo pressione su alcune dismissioni, come Snam Rete Gas (SRG.MI) o Galp per finanziare la crescita nell‘upstream”.

La banca Usa, che resta ”neutral“, si attende nel quarto trimestre 2009 un utile netto di 1,31 miliardi di euro (-32% su base annua), ”una delle performance più deboli fra le major europee. “A questo punto riteniamo che la prossima presentazione del piano industriale il 12 marzo sarà un appuntamento chiave per convincere il mercato sull‘abilità del gruppo a sostenere la crescita senza mettere a rischio il dividendo”.

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